Sponsorizzazioni respinte al mittente

Fonte
Sheldon T. BMJ 2006; 332: 6

La Isreal Cancer Association ha chiesto un emendamento alla bozza della Convenzione per il controllo del tabacco elaborata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), per impedire che la ricerca medica possa ricevere finanziamenti dalle industrie produttrici di sigarette.

Attualmente non esiste nessuna legge contro questo tipo di sovvenzioni, anche se numerose istituzioni si sono autoimposte alcune restrizioni. Nemmeno la convenzione dell’OMS sembra voler colmare questo vuoto legislativo, dato che nessuno dei suoi articoli proibisce o pone dei limiti a questa pratica. Per questo l’associazione israeliana chiede l’appoggio dei quasi 120 paesi che in febbraio invieranno i loro delegati a Ginevra per la ratifica del documento.

L’iniziativa dell’organizzazione israeliana contro il cancro ha preso le mosse da una inchiesta pubblicata dal quotidiano Jerusalem Post su una ricerca dell’Hadassah University Medical Centre. Lo studio, condotto su 500 giovani donne israeliane, per valutare l'impatto dei fattori ambientali e genetici nell’avvio e nella dipendenza dal fumo è stato finanziato con 250 mila dollari dalla Philip Morris. Bernard Lerer, ideatore dello studio, ha assicurato che il colosso del tabacco non ha in alcun modo esercitato pressioni su di lui o sui suoi collaboratori per pilotare i risultati.

Nonostante queste affermazioni la Isreal Medical Association ha fatto propria la posizione della Israel Cancer Association e ha deciso di stilare un codice di condotta sulla gestione dei fondi ricevuti dall’industria del tabacco. Tami Karni, del gruppo di lavoro per le questioni etiche, ha dichiarato che «l'associazione deve ancora stabilire se proibire del tutto questo tipo di finanziamenti o porre solo delle restrizioni, e se a questo regolamento dovranno sottostare anche le sovvenzioni da parte dell’industria alimentare, automobilistica e dei produttori di armi. L’intenzione comunque è quella di proibire i legami diretti tra sponsor commerciali e ricercatori istituendo un ente neutrale che raccolga i finanziamenti e allochi le risorse secondo criteri di priorità nazionale».

L'Hadassah Medical Organisation, che gestisce il centro, difende il reperimento dei fondi e Lerer, spiegando che «la ricerca è completamente obiettiva e priva di bias, è stata condotta secondo criteri puramente scientifici e approvata dalla commissione di Helsinki...e qualsiasi allusione a risultati viziati da interessi che non siano puramente accademici insultano il professore».

Un'opinione non condivisa dall'ICA che nel suo appello agli attivisti contro il fumo ha commentato: «Molte aziende hanno interesse a sovvenzionare la ricerca medica per promuovere i loro prodotti. Anche se un medico o un ricercatore cerca di non farsi influenzare e si attiene a rigidi protocolli, il fatto che la sua ricerca e in molti casi il suo salario siano finanziati dall'industria non può essere ignorato».

Marina Caporlingua

Inserito da redazione il Mer, 01/02/2006 - 00:00