Tra industria farmaceutica e associazioni di pazienti un rapporto da regolamentare

Dal primo gennaio 2006 è diventato effettivo nel Regno Unito il nuovo codice di condotta definito dall’Associazione delle industrie farmaceutiche britanniche (ABPI; Day 2006) secondo cui ogni industria dovrà dichiarare i nomi delle associazioni di pazienti e consumatori che sosterrà con finanziamenti.

Nel frattempo l’industria farmaceutica australiana ha definito una serie di suggerimenti rivolti alle aziende produttrici di farmaci per lavorare più a stretto contatto con il volontariato che si occupa di salute, per ottenere da questo rapporto il maggior beneficio possibile (Spurgeon 2005).

Un interesse, quello dell’industria farmaceutica per le associazioni di pazienti, che sta crescendo in modo esponenziale negli ultimi anni e porta alla formulazione di norme di trasparenza e manuali di buona condotta, oltre che alla creazione di aree e competenze specifiche – spesso mutuate dall’area marketing - per la collaborazione con le associazioni.

In questo panorama, la guida discussa e definita congiuntamente da Medicines Australia, corpo che unisce alcune industrie farmaceutiche australiane, e il Consumers’ health forum of Australia, che riunisce associazioni di consumatori, presenta i possibili mutui benefici che industria e consumatori avrebbero da progetti e collaborazioni comuni. Tra quelli dell’industria emerge la possibilità di ottenere più facilmente l’approvazione dei farmaci da parte degli enti preposti, magari a prezzi più bassi per i consumatori. Sarebbe quindi un’alleanza vantaggiosa per tutti, secondo il direttore esecutivo di Medicines Australia, a cui si contrappone però il parere dell’Australian Consumers Association, che esprime la preoccupazione che l’industria farmaceutica possa usare le associazioni di pazienti per esercitare pressioni politiche a favore dei suoi prodotti (Spurgeon 2005).

Per ovviare in parte a queste possibili accuse e alle critiche espresse nel rapporto stilato dal Comitato parlamentare britannico sulla salute in merito a come e quanto l’industria farmaceutica influenza il mercato della salute,3 l’ABPO ha introdotto nuove norme specifiche nel vecchio codice di condotta. Tra le novità, la più importante riguarda appunto la dichiarazione esplicita dei fondi alle associazioni, attraverso il proprio sito e il rapporto annuale.

Le dichiarazioni di intenti dell’industria farmaceutica britannica non convincono però alcuni rappresentanti di associazioni di pazienti: “i rapporti con i gruppi di pazienti sono considerati oggi uno strumento di marketing così importante e così decisivo per competere sul mercato” sostiene Charles Medawar, direttore di Social Audit – “che dubito che l’industria farmaceutica cambierà davvero la situazione di propria volontà”. Da parte loro le associazioni di pazienti spesso hanno bisogno di finanziamenti o sostegni dall’industria, per sopravvivere e organizzare le proprie iniziative: “è fondamentale la trasparenza anche da parte loro” sottolinea Simon Williams, direttore della Patients Association. “Se un gruppo riceve soldi da qualsiasi fonte, anche governativa, deve dichiararlo. Noi rendiamo chiaro sulle nostre pubblicazioni e sul rapporto annuale qualsiasi fondo riceviamo”.

 

Vantaggi per chi?

Alcuni argomenti presentati nella guida redatta da Medicines Australia e Consumers’ Health forum of Australia La guida definisce le opportunità che industria farmaceutica e associazioni di pazienti possono ottenere da reciproche collaborazioni, tra cui: l’accesso a informazioni e risorse per interventi formativi e di educazione; maggior conoscenza dei bisogni dei consumatori; accesso più tempestivo a nuovi farmaci e trattamenti.
Tra i potenziali benefici per le associazioni di consumatori e pazienti: ottenere l’accesso a informazioni, dati scientifici e strumenti importanti per i consumatori; avere possibilità di contattare opinion leader nel settore terapeutico; partecipare a congressi; avere fondi; aumentare la consapevolezza pubblica del ruolo delle associazioni di consumatori.
Tra i potenziali benefici per le industrie farmaceutiche: conoscere meglio i bisogni dei consumatori; aumentare la consapevolezza delle associazioni dei consumatori sull’importanza di introdurre nel mercato un farmaco e sul valore dei farmaci in generale; migliorare la consapevolezza, le vendite e la reputazione dell’industria farmaceutica.
Tra i principi che la guida invita a rispettare ci sono onestà, integrità, fiducia, rispetto. In particolare il rispetto per l’indipendenza del partner, il raggiungimento e il mantenimento della fiducia dell’opinione pubblica (industria e associazioni devono trovare il modo di eliminare ogni percezione che una parte abbia influenzato in modo ingiusto o sleale l’altra parte); onestà e imparzialità: ciascuna parte dovrà essere libera di esprimere la propria posizione senza subire pressioni dall’altra; disponibilità al dialogo e al confronto; trasparenza e chiarezza riguardo a ruoli e responsabilità di ciascuna parte (viene sottolineata l’importanza di accordarsi sulle modalità di ringraziamento reciproche, per esempio nel materiale prodotto o nel rapporto annuale di attività, oltre che sulla proprietà di risorse e informazioni messi in comune, e sull’eventuale confidenzialità di certe informazioni); responsabilità dei rispettivi ruoli nel raggiungere gli obiettivi.


Per approfondire

 


Bibliografia

  • Day M. UK drug companies must disclose funding of patients’ groups. BMJ 2006; 332: 69.
  • Spurgeon B. Drug companies told how to benefit from helping patients’ groups. BMJ 2005; 331: 1359.

Cinzia Colombo
Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri

Inserito da redazione il Gio, 19/01/2006 - 00:00