Farmaci: enti regolatori sotto accusa

Fonti
McPherson K. BMJ 2005, 330: 550
Moynihan R. BMJ 2005, 330: 435
Wadman M. Nature 2005, 434: 554

Criticata da più parti per non aver saputo vigilare sugli effetti nocivi dei farmaci e per non aver protetto la salute dei cittadini americani, la Food and Drug Administration (l’ente che negli Stati Uniti dovrebbe dettare legge in materia) si è aggiudicata lo scorso mese anche un premio satirico per il suo operato. Come riportato dal British Medical Journal, infatti, il primo posto nella categoria «addormentàti al volante» le è stato assegnato per «il fallimento delle politiche di controllo sulla promozione dei farmaci» e per la «collusione con l’industria» che, sempre secondo la giuria, «sta costando agli Americani miliardi di dollari in cure non necessarie ed espone i consumatori a inutili rischi».

La controcerimonia, organizzata di proposito a Boston in contemporanea a «Direct to Consumer Awards» (una premiazione “seria” per le industrie farmaceutiche che meglio hanno saputo promuovere i propri prodotti tra il pubblico), è stata intitolata, sempre con intento ironico, Bitter Pills Awards (pillole amare) ed è stata sponsorizzata da un’organizzazione nazionale di consumatori nota per aver intrapreso oltre 20 cause per l’elevato prezzo dei farmaci, la Prescription Access Litigation.

Un’ulteriore conferma della perdita di credibilità dell’ente statunitense? Secondo un sondaggio condotto nel 2002 tra 400 ricercatori della FDA, ma reso pubblico solo nel 2004 e citato dalla rivista Nature, già tre anni fa erano in molti a mettere in dubbio la capacità della struttura di proteggere il pubblico dagli effetti pericolosi dei medicinali. Anzi, solo il 6 per cento si dichiarava “completamente fiducioso”, contro il 19 per cento che dava un giudizio del tutto negativo.

I recenti scandali, tuttavia, hanno accresciuto ulteriormente i timori. «Per la prima volta», ha sottolineato David Kessler (che ha lavorato per anni presso l’ente e che ora è preside della Scuola di medicina dell’Università di San Francisco), «tra i colleghi medici molti mi chiedono se possono credere in quello che l’FDA afferma».

Se l’anno passato ha visto la Food and Drug Administration sotto assedio, quello nuovo non sembra tuttavia migliore. Il mese scorso, infatti, molti hanno criticato la scelta di modificare la “black box” di avvertimento (simile a quelle che si vedono sui pacchetti di sigarette) sull’aumentato rischio suicidario negli adolescenti in cura con antidepressivi. Una decisione presa in seguito a mesi di trattative con le industrie farmaceutiche e che ha prodotto un avviso sul pericolo più morbido di quanto inizialmente annunciato. Ma non è finita qui. Per la vicenda rofecoxib, l’antinfiammatorio di nuova generazione prodotto dalla Merck e ritirato nell’autunno scorso a causa delle morti sospette per arresto cardiaco, non sembra essere ancora giunto il momento di scrivere la parola “fine”: in seguito a una votazione, l’FDA ha infatti stabilito che gli effetti pericolosi esistono, ma che il rischio è da considerare accettabile. Se dunque la azienda produttrice lo vorrà, il farmaco potrà tornare nelle farmacie. Unico neo della votazione, i conflitti di interesse non dichiarati e scoperti solo a posteriori per 10 membri (su 32), che guarda caso si sono espressi in favore della permanenza sul mercato.

Non sorprende, quindi, che l’annuncio della nascita di un nuovo organismo di sicurezza all’interno della Food and Drug Administration sia stato salutato con grande scetticismo da parte di Public Citizen (un comitato di controllo dei consumatori americani), che ha criticato la mancanza di potere decisionale di questo gruppo, creato solo allo scopo di fornire consulenza e informazioni al Centro per la valutazione e la ricerca sui farmaci della FDA in merito alla sicurezza e agli effetti indesiderati dopo l’immissione sul mercato. «Un disperato e cinico tentativo di rispondere all’allarme pubblico sui danni provocati dai medicinali» dichiara il direttore di Public Citizen senza mezzi termini, che aggiunge:«Il nuovo organismo per la sicurezza? Una tigre senza denti».

Simona Calmi, Pietro Dri

Ultimo  aggiornamento 18/4/2005

Inserito da redazione il Lun, 18/04/2005 - 23:00