Farmaci da banco anche senza farmacia. Il conteso «pacchetto Bersani»

Le nuove norme sulla concorrenza e i diritti dei consumatori elaborata da Pier Luigi Bersani, ministro delle attività produttive, consistono di un documento di 24 pagine tre delle quali liquidano la questione farmaci in termini che hanno spinto le associazioni dei farmacisti alla protesta e allo sciopero. Queste misure sono intese per dare maggior libertà di concorrenza all'interno del mercato farmaceutico. Ecco le norme e le relative ricadute sui consumatori sono principalmente le seguenti.

1 Libertà di vendita

I farmaci da banco o di automedicazione non soggetti a prescrizione medica (il 10 per cento di tutti i medicinali venduti) potranno essere commercializzati al di fuori del circuito tradizionale delle farmacie: il decreto consente la vendita durante l'orario di apertura dell'esercizio commerciale, in una parte della sua superficie ben definita e distinta dagli altri reparti, con l'assistenza di uno o più farmacisti laureati e iscritti al relativo ordine. Sono, comunque, vietati i concorsi, le operazioni a premio e le vendite sotto costo aventi a oggetto farmaci.

Effetti:

  • si potranno acquistare farmaci da banco agevolmente presso «drugstore» e supermercati;
  • ci saranno maggiori sbocchi occupazionali per i farmacisti laureati e iscritti all'ordine ma disoccupati.

2 Libertà di sconto sui farmaci

Il decreto prevede che lo sconto sul prezzo indicato dal produttore o dal distributore sulla confezione di ogni farmaco può essere liberamente determinato da ciascun distributore al dettaglio, purché sia esposto in modo leggibile e chiaro al consumatore e sia praticato a tutti gli acquirenti. Viene abolito così il tetto massimo di sconto del 20 per cento introdotto dal precedente governo.

Effetti:

  • la maggiore concorrenza porterà a una riduzione dei prezzi.

3 Libertà di magazzino

Scompare l'obbligo per i grossisti di farmaci di detenere almeno il 90 per cento delle specialità in commercio (per i medicinali non ammessi al rimborso da parte del Servizio sanitario nazionale). Con una norma del decreto legge si prevede, al contempo, la possibilità del rivenditore al dettaglio di rifornirsi presso un altro grossista.

Effetti:

  • evitando l'accumulo di scorte si eliminano una rigidità di mercato che ostacola una politica commerciale in grado di contenere i prezzi.

4 Libertà di impresa

Il farmacista può essere titolare di più farmacie, associarsi per gestire più esercizi e non è più tenuto a rispettare il confine territoriale provinciale per lo svolgimento della propria attività. Viene, infine, eliminata l'incompatibilità tra l'attività all'ingrosso e attività al dettaglio. E' da notare che l'Unione Europea ha deferito l'Italia alla Corte di giustizia a causa delle restrizioni su acquisizione e possesso di farmacie. All'Italia viene contestato il divieto sull'acquisizione di farmacie da parte di società attive nella distribuzione all'ingrosso, nonché le regole sul possesso di farmacie riservate ai soli farmacisti.

Effetti:

  • razionalizzazione del mercato (ed economie di scala) a vantaggio degli utenti in termini di riduzione dei prezzi.

5 Superamento del principio ereditario

Il decreto elimina la norma che consente che consente all'erede di un farmacista di continuare per molti anni a essere titolari della farmacia di famiglia senza essere laureato e iscritto all'albo.

Ultimo aggiornamento 24/7/2006

Inserito da redazione il Lun, 24/07/2006 - 23:00