Epilessia: il valore di una buona informazione sui farmaci

L’epilessia è una malattia cronica che richiede un trattamento farmacologico quotidiano per periodi prolungati. I prodotti in uso sono talora accompagnati da effetti collaterali che possono essere ancora più evidenti in coloro che assumono più farmaci. Nelle persone adulte l’epilessia si accompagna spesso ad altre malattie che richiedono a loro volta un trattamento. Alcuni farmaci, se somministrati in associazione, possono perdere la loro efficacia o, al contrario, aumentarla (un fenomeno definito “interazione”). In quest’ultimo caso, però, anche il rischio di effetti collaterali può aumentare.

Per questi motivi, il medico curante deve personalizzare, cioè adattare al singolo paziente, lo schema di cura tenendo presente quali siano le combinazioni di farmaci da sorvegliare o da evitare. Inoltre, il paziente sottoposto a queste forme di trattamento, deve essere informato degli effetti - desiderati ed indesiderati - dello schema di farmaci proposto dal medico. Questo comportamento si è rivelato molto efficace nella gestione di altre malattie, quali l’asma e il diabete, con conseguente miglioramento dell’andamento della patologia e della qualità di vita del paziente. Tutto ciò, però, implica un impegno non indifferente da parte del medico che, durante ogni visita, deve dedicare del tempo per la discussione di questi problemi. In un’epoca in cui le strutture sanitarie chiedono al medico di incrementare le proprie prestazioni, razionalizzando al massimo il tempo disponibile, i colloqui medico-paziente vengono effettuati in tempi sempre più limitati, a scapito di una adeguata comunicazione. Nell’epilessia, i benefici di questo approccio non erano stati dimostrati. Pertanto, il laboratorio di malattie neurologiche dell’Istituto Mario Negri, insieme alla clinica neurologica dell’Università Milano-Bicocca, ha deciso di effettuare uno studio volto a dimostrare i benefici di un piano terapeutico che comprendesse una adeguata e ragionata informazione-istruzione del paziente con epilessia sottoposto a un trattamento farmacologico complesso.

 

I pazienti ammessi erano persone adulte trattate con farmaci per l’epilessia ed altri prodotti e che lamentavano effetti collaterali oppure assumevano associazioni di farmaci con rischio di interazioni. Onde verificarne l’efficacia, era necessario confrontare il piano terapeutico con le modalità usuali di gestione del paziente nei centri partecipanti allo studio. Inoltre, per evitare qualsiasi forma di condizionamento, ogni paziente ammesso allo studio, era “randomizzato”, cioè assegnato casualmente, all’un trattamento o all’altro. Il “piano sperimentale” consisteva in un colloquio della durata di un’ora durante il quale il curante spiegava i benefici attesi dei farmaci assunti, la possibilità di comparsa di effetti collaterali relativi ai trattamenti in corso, e la necessità di evitare altri farmaci che potessero interferire con lo schema di cura in atto. Il colloquio era ripetuto ad ogni visita di controllo. I pazienti assegnati al “trattamento” di controllo erano seguiti secondo le modalità in uso nel centro partecipante allo studio. Come misura dell’efficacia del piano terapeutico si conteggiavano effetti collaterali o associazioni inappropriate di farmaci nel corso delle visite di controllo. Inoltre, per entrambe le forme di trattamento sono stati valutati la qualità della vita ed il costo del tempo speso per l’assistenza dei pazienti (comprensivo dei piani terapeutici). Per poter disporre di un numero adeguato di pazienti e per verificare gli effetti dell’intervento su tutto il territorio nazionale, lo studio è stato effettuato con la collaborazione di più centri situati nel Nord, Centro e Sud Italia.

Al termine dello studio i dati raccolti hanno dimostrato che gli effetti collaterali oppure le associazioni di farmaci controindicate sono scomparsi nel 44% dei pazienti che avevano effettuato il “piano sperimentale” e nel 29% di coloro che erano gestiti secondo le modalità usuali. I pazienti assegnati al gruppo di controllo avevano una probabilità più che doppia di continuare ad avere effetti collaterali o ad assumere schemi di cura inappropriati. Qualità di vita e costi non sono risultati diversi nei due gruppi.

Questo studio ha dimostrato che un piano terapeutico comprendente una adeguata informazione sui rischi dei trattamenti nei pazienti con epilessia che assumono farmaci diversi consente di minimizzare effetti collaterali e schemi terapeutici impropri senza costi aggiuntivi.

L’informazione si dimostra così, ancora una volta, parte integrante della cura.

 

Ettore Beghi
Laboratorio Malattie Neurologiche
IRCCS - Istituto "Mario Negri"

 

Per saperne di più:
Beretta S, Beghi E, Messina P, Gerardi F, Pescini F, La Licata A, Specchio L, Ferrara M, Canevini M P, Turner K, Labriola F, Franceschetti S, Binelli S, Giglioli I, Galimberti C A, Fattore C, Zaccara G, Tramacere L, Sasanelli F, Pirovano M, Ferrarese C. Comprehensive educational plan for patients with epilepsy and comorbidity (EDU-COM): a pragmatic randomised trial. J Neurol Neurosurg Psychiatry 2014 Jan 8. doi: 10.1136

 

Ultimo aggiornamento: 19/02/2014

Inserito da Anna Roberto il Mer, 19/02/2014 - 11:08