Il business delle foto in pancia

Fonti
JAMA, Jan 2005; 293:25 - BMJ, Oct 2004; 329:984 - NATURE, Oct 2004, 431:1026 - BMJ, Apr 2004, 328:853

Pochi futuri genitori riuscirebbero a resistere alla tentazione di sbirciare il proprio futuro bambino che si succhia il pollice o sbadiglia, ancora protetto dall'utero materno. Poter vedere i suoi lineamenti molti mesi prima del parto, mostrarli anche a nonni e amici: è l'ultimo grido in gravidanza, il film girato nell'utero materno, protagonista il futuro (e ignaro) bebè.

Si chiama ecografia tridimensionale, ma sarebbe forse più appropriato ribattezzarla ecografia spettacolo. Insieme alla versione 4D - che permette la visione in tempo reale dei movimenti del feto - spopola negli Stati Uniti, ma anche in Gran Bretagna e in Francia: centri privati, talvolta privi di personale esperto nell'uso e nell'interpretazione dei parametri ecografici, effettuano sedute ecografiche anche di un'ora, alle quali possono assistere familiari e amici. Una volta terminato, i futuri genitori tornano a casa con un dvd del proprio bambino, un cd di foto e, volendo, anche la possibilità di vedere il filmato su internet. Costo del pacchetto: dai 150 ai 200 euro circa, T-shirt compresa nel prezzo (basta dare un'occhiata al sito dei centri Bebè Life, che dagli Stati Uniti sono approdati in Francia: http://www.bebelife.info).

Da anni la Food and Drug Administration mette in guardia dall'uso commerciale, e non a fine diagnostico, dell'ecografia, soprattutto per il rischio di esposizioni troppo prolungate. I recenti sviluppi tecnologici - che forniscono immagini molto più comprensibili dai non addetti ai lavori - hanno tuttavia riacceso il dibattito sull'opportunità dell'uso degli ultrasuoni per ottenere foto e video ricordo. Si tratta, pur sempre, di una forma di energia che ad alti livelli produce sui tessuti effetti vibrazionali e termici, tanto da venire usata per accelerare il processo di guarigione di fratture e strappi muscolari.

A gennaio anche la rivista JAMA è tornata sull'argomento, sottolineando il parere negativo dell'American Institute of Ultrasound in Medicine, che ha ribadito la necessità di un "uso prudente" degli ultrasuoni e affidato a mani esperte: sebbene, secondo la FDA, i vantaggi in gravidanza di un esame breve e a bassi livelli energetici siano considerati superiori ai potenziali (e finora mai dimostrati) rischi, sono tuttora in corso studi sui possibili effetti degli ultrasuoni sullo sviluppo cerebrale fetale.

Non è sotto accusa l'ecografia 3D (o 4D) effettuata da specialisti, dunque, ma il suo uso imprudente e troppo reclamizzato. A ottobre, il British Medical Journal aveva infatti denunciato una singolare iniziativa della Philips Medical Systems, che in Gran Bretagna ha messo in moto una campagna pubblicitaria da 80 milioni di euro diffusa anche in televisione: spot che, insieme all'ultimo spazzolino da denti elettrico, mostravano una donna incinta che si sottoponeva a un'ecografia 3D.

Il tentativo di fornire un'immagine del livello tecnologico raggiunto dall'azienda o di influenzare le scelte dei pazienti?

Simona Calmi, Pietro Dri

Inserito da redazione il Ven, 04/02/2005 - 00:00