Studi clinici: un registro per tutti i risultati

Qualcosa si è mosso sul fronte dell'istituzione di un registro pubblico di tutti gli studi clinici, mossa indispensabile per portare alla luce anche i risultati negativi che emergono dalle tante ricerche condotte nel mondo. E' di pochi giorni fa la notizia - riportata dal British Medical Journal - secondo cui le Federazioni delle industrie farmaceutiche europee, americane e giapponesi (alle quali aderiscono oltre il 90 per cento delle principali aziende farmaceutiche a livello mondiale) avrebbero deciso "volontariamente" di rendere accessibili a tutti i risultati - positivi e non - delle sperimentazioni in corso sui nuovi farmaci.

Il virgolettato è d'obbligo, se si considera che l'importante decisione arriva dopo una serie di scandali accomunati proprio dalla mancata diffusione di informazioni negative: lo scorso giugno la GlaxoSmithKline era stata citata in giudizio dal procuratore capo di New York, Eliot Spitzer, con l'accusa di aver tenuto ben nascosti dati che avrebbero rivelato la scarsa efficacia del farmaco antidepressivo Paxil, mentre in autunno finivano sul banco degli imputati la Food and Drug Administration (per il tardivo avviso sul legame suicidio-antidepressivi negli adolescenti) e la Merk (per gli infarti provocati dall'antidolorifico di nuova generazione Vioxx).

Ciò che per anni era apparso come "la richiesta donchisciottesca di alcuni ricercatori accademici, editori e bibliotecari", come scriveva lo scorso luglio il New England Journal of Medicine, appare sempre più vicino e possibile: merito anche delle principali riviste mediche, che circa sei mesi fa hanno proposto che condizione necessaria per la pubblicazione di ogni studio fosse la sua precedente iscrizione in un registro pubblico, proposta a cui l'American Medical Association (AMA) aveva dato il proprio avallo.

Secondo quanto dichiarato dalle industrie che hanno aderito alla proposta, le informazioni sugli studi in corso saranno raccolte a partire da quest'anno in un registro consultabile su internet, e forniranno indicazioni utili sia per i pazienti che intendano prendere parte agli studi, sia per i ricercatori. Verrà inoltre istituito un database che comprenda tutti i risultati dei trial conclusi, anch'esso accessibile a tutti.

Un passo non da poco per la corretta informazione sui farmaci, quindi, anche se alcune associazioni di consumatori hanno ribadito la necessità di una legge che obblighi alla trasparenza su temi che interessano la salute pubblica.

Proprio in questo senso l'Italia è per una volta all'avanguardia rispetto al resto dei paesi europei: da circa due anni, infatti, il Ministero della Salute ha istituito un Osservatorio sulle sperimentazioni cliniche che raccoglie tutti i dati sui trial in corso nel nostro paese (sito internet: oss-sper-clin.sanita.it/). Purtroppo, per ora, non è consentito l'accesso al pubblico.

Simona Calmi, Pietro Dri

Ultimo aggiornamento 31/1/2005

Inserito da redazione il Lun, 31/01/2005 - 00:00