I dubbi sul cerotto del piacere

Può succedere che, nel riportare notizie piccanti, i giornalisti trascurino qualche dettaglio. Secondo l'ultimo numero del British Medical Journal, tuttavia, la maggior parte degli articoli scritti da un anno a questa parte sugli effetti miracolosi di un cerotto al testosterone studiato per le donne, "assomiglia più al marketing che al giornalismo rigoroso". Basta fare una ricerca su internet (anche sui siti italiani) per trovare titoli come "il viagra per signore, libido patch, il cerotto dell'amore…", ma il British Medical Journal accusa anche giganti del calibro della BBC e New Scientist.

Le colpe? "Aver esagerato i benefici, gonfiato il numero delle potenziali pazienti, minimizzato danni ben noti e ignorato importanti conflitti di interesse". Un esempio negativo paradigmatico dal punto di vista della corretta informazione sui farmaci.

Il medicinale non rappresenta in sé una novità, dato che solo negli Stati Uniti oltre due milioni di uomini assumono testosterone. Del tutto nuovo, però, è il mercato a cui intende rivolgersi: le donne. Più precisamente quelle affette da "disturbo da desiderio sessuale ipoattivo" - riduzione o mancanza della libido in termini correnti - che, anche se molto controversa tra gli esperti, sarebbe causata da un crollo dei livelli dell'ormone nel sangue.

Salutato dalla stampa e altri mezzi di comunicazione come l'ultima panacea contro il calo di desiderio femminile, tutti gli articoli per sottolineare l'efficacia del farmaco hanno citato i brillanti risultati di uno studio condotto su oltre 500 donne in menopausa chirurgica (l'asportazione delle ovaie provoca infatti un'improvvisa mancanza di testosterone) alle prese con un calo della libido: secondo i ricercatori nelle donne trattate con testosterone si sarebbe verificato un aumento dell'attività sessuale del 74 per cento.

Il dato a prima vista può sembrare più che promettente e giustificare l'entusiasmo suscitato. Questo finché non si scopre che si tratta di un valore relativo che, riportato in termini assoluti, fa molta meno impressione: le donne trattate con l'ormone per sei mesi sarebbero in vantaggio solo di un atto sessuale al mese (o anche meno) rispetto a quelle che hanno assunto un placebo.

Secondo molti esperti, per quanto questo possa essere significativo all'interno di un rapporto di coppia in crisi, il gioco non varrebbe la candela: alcuni effetti collaterali del testosterone nelle donne sono infatti ben noti (aumento della peluria, del peso eccetera), ma rimangono meno noti quelli a lungo termine.

Quasi nessun articolo ha tuttavia riportato le perplessità di molti esperti, gli effetti collaterali noti o la specificità del tipo di pazienti.

Ma il fatto più grave - passato inosservato fino all'intervento del British Medical Journal - è la totale mancanza di studi pubblicati su riviste scientifiche sottoposte a peer review (la revisione da parte di esperti che valuta la validità metodologica di una ricerca). Come sottolinea la rivista inglese, infatti, lo studio tanto citato non è ancora terminato e i risultati parziali che dimostrerebbero l'efficacia del cerotto sono stati presentati solo nel corso di una conferenza e forniti ai mezzi di informazione direttamente dall'Ufficio stampa dell'azienda produttrice che sponsorizzato e ideato la ricerca.

Sono aspetti ignorati persino dalla Food and Drug Administration, che in questi giorni ha concesso a sorpresa - e nonostante le perplessità sollevate - una procedura rapida di revisione per l'approvazione e la commercializzazione di "Intrinsa" (questo il nome del cerotto non ancora in commercio) per le donne.

La richiesta di questa procedura accelerata è venuta da un'importante società medico-scientifica, che ha ovviamente tra i suoi principali sponsor l'azienda che produce il cerotto voluttuoso.

Simona Calmi, Pietro Dri

Ultimo aggiornamento 3/12/2004

Inserito da redazione il Ven, 03/12/2004 - 00:00