I farmaci si studiano solo per chi ha i soldi?

Tutta colpa dei generici? Forse, ma il sospetto che l'opposizione americana ai farmaci senza marchio stia bloccando un ampio studio sui farmaci contro l'AIDS è d'obbligo.

Lo studio da 120 milioni di dollari, conosciuto come SMART (Strategies for Management of Anti-Retroviral Therapy, Strategie per la gestione della terapia antiretrovirale, quella appunto disponibile nel mondo occidentale per la cura dell'AIDS) e sponsorizzato dai National Institutes of Health statunitensi, dovrebbe coinvolgere circa 6.000 pazienti in tutto il mondo e rispondere a quanti si chiedono se sia meglio somministrare queste medicine al più presto possibile e in modo aggressivo o, piuttosto, aspettare che il sistema immunitario dell'ammalato cominci a perdere colpi. In pratica una parte dei partecipanti continuerebbe ad assumere i farmaci con cui è in cura e un'altra si asterrebbe dai trattamenti finché non ci sono dei segnali di sofferenza delle difese immunitarie.

Ma la sperimentazione stenta a decollare: il motivo è l'esclusione dallo studio di tutti i malati che sono in cura con farmaci antiretrovirali "senza marchio", diffusi per ovvi motivi di costo nei paesi più poveri come Brasile, Argentina, Perù, Thailandia, dove si producono generici anti AIDS a buon mercato.

Gli antiretrovirali "senza marchio" non godono dell'approvazione della FDA (Food and Drug Administration), l'ente che negli Stati Uniti decide in materia di farmaci , e per questo motivo sono stati esclusi dallo studio, impedendo così di effettuare l'indagine nei paesi poveri, là dove più diffusa è l'AIDS, che non possono permettersi di acquistare i numerosi farmaci necessari alla terapia per i prezzi proibitivi.

Ai molti critici che accusano l'FDA di atteggiamento protezionista nei confronti delle aziende farmaceutiche, i National Health Institutes rispondono che nei paesi in via di sviluppo le sperimentazioni devono rispettare gli standard statunitensi e aggiungono - secondo quanto si legge in una dichiarazione rilasciata a Nature - che ogni paese sarà valutato singolarmente e in presenza di prove di efficacia analoghe a quelle dei farmaci "griffati" i generici verranno riammessi e i pazienti introdotti nella sperimentazione.

Se e quando questi paesi raggiungeranno i livelli standard necessari, però, non è dato sapere, e nel frattempo la situazione ristagna: quest'anno solo 792 pazienti si sottoporranno alla sperimentazione, invece dei 2.264 pazienti previsti. Volete sapere dove risiedono?

Simona Calmi, Pietro Dri

Ultimo aggiornamento 4/11/2004

Inserito da redazione il Gio, 04/11/2004 - 00:00