Randomizzazione: si o no

La pratica della randomizzazione è stata recentemente oggetto di un documento e di qualche relativo articolo di giornale. Se ne è parlato in senso critico, sottolineandone difficoltà ed eticità del suo utilizzo. Il dibattito è aperto e non è nuovo tra coloro che si occupano di metodologia della ricerca clinica. Quindi, al di là di qualche titolo di giornale che può generare confusione e apprensione nei tanti pazienti ad oggi randomizzati in studi clinici, va affrontato soppesando in giusta maniera la realtà. Ad esempio considerando che purtroppo i nuovi farmaci non sempre sono migliori di quelli già in uso, che in presenza di incertezza non randomizzare non sarebbe etico per i pazienti e che immissioni troppo anticipate in commercio di nuovi farmaci si sono rivelate più dannose che benefiche per i pazienti. Il dibattito aperto dal documento della Fondazione Veronesi (*) è stato ripreso dall’Associazione Alessandro Liberati-Network Italiano Cochrane con un documento di commento che PartecipaSalute qui riprende: http://associali.it/ricerca-clinica-la-randomizzazione-come-atto-di-altr....

 

(*)Orientamenti sull’utilizzo della randomizzazione nella sperimentazione clinica https://fondazioneveronesi.it/files/3113/897/5584/Parere_Comitato_Etico_...

 

Per saperne di più:
- Moja L. La randomizzazione tra ragione, obbligo professionale e passione

 

Ultimo aggiornamento: 19/02/2014

Inserito da Anna Roberto il Ven, 24/01/2014 - 16:26