Il medico e il suo informatore: una relazione pericolosa

L’informatore scientifico del farmaco è un dipendente di un’azienda farmaceutica incaricato di trasmettere ai medici le novità prodotte. Egli esercita un mestiere soggetto a un forte conflitto di interessi: fino a che punto è possibile dare informazioni corrette (descrivendo i pregi ma anche gli svantaggi) su un prodotto che si deve vendere?

La domanda è rilevante nel momento in cui risulta evidente l'influenza anche inconsapevole che i mezzi di promozione possono avere sul comportamento degli operatori sanitari. Inoltre la concorrenza tra aziende farmaceutiche nelle vendite dei farmaci determina a volte l’uso di mezzi sleali per avvantaggiarsi.

Marco Bobbio, nel libro Giuro di esercitare la medicina in libertà e indipendenza (Einaudi 2004), discute ampiamente il conflitto di interessi in medicina e descrive dieci situazioni potenziali (e reali) in cui possono venirsi a trovare il medico e il rispetti informatore.

Un farmaco invitante

L’informatore scientifico del farmaco alle dipendenze di una azienda farmaceutica deve trovare un modo per convincere il medico ambulatoriale a prescrivere medicinali che si differenziano da quelli concorrenti solo per il nome. Dispone, tra le sue frecce, dell’invito a una relazione scientifica che illustra la bontà del prodotto. L’azienda offre come rinforzo pavloviano un’ottima cena nel più noto ristorante della città.

La relazione indotta

Un’azienda farmaceutica corteggia un medico ospedaliero, che ha la possibilità di indicare la terapia che un paziente deve seguire una volta dimesso. Lo incarica di relazionare, dietro compenso, un suo prodotto da inserire nel prontuario dell’ospedale: per facilitare la scrittura l’ufficio marketing della ditta fornisce una dettagliata descrizione del prodotto e il paragone con altri farmaci. Al medico rimane il compito di fornire la carta intestata e spedire il tutto al servizio farmaceutico dell’ospedale.

Il viaggio conoscitivo

L’ospedale deve bandire una gara d’appalto per acquistare cateteri da angioplastica. Chiede al suo cardiologo emodinamista di indicare quali caratteristiche debba avere il dispositivo. Una fortunata coincidenza vuole che l’insigne specialista sia appena tornato da un congresso della Società americana di cardiologia, a cui era stato invitato a spese di una azienda che produce proprio un catetere da angioplastica. Il medico, che ha viaggiato rilassato in businness class non fatica a ricordare le caratteristiche, adeguate, di questo prodotto.

La visita scrupolosa

Una persona da qualche tempo non digerisce bene. Consigliato da amici sceglie il miglior gastroenterologo della città. La visita è rapida e indolore, il medico sta per congedare il paziente quando gli viene in mente che alla relazione da presentare durante un’importante conferenza su un nuovo farmaco che attenua i disturbi intestinali, mancano proprio alcune immagini di una mucosa gastrica infiammata. Inizia ad avere dei dubbi sulla sua diagnosi e consiglia vivamente al malcapitato un’endoscopia.

Lezione a pagamento

Il pubblico di una lettura magistrale ascolta ammirato il relatore che espone con enfasi i dati positivi di uno studio su un nuovo trattamento per l’ipertensione, di cui egli è specialista. Pochi sanno che un’industria farmaceutica, fortemente impegnata a sradicare questo disturbo, ha elargito le borse di studio per i ricercatori, le spese per presentare i dati, e il rimborso per quel congresso. La riconoscenza verso la ditta distrae il medico che sorvola sugli effetti negativi del farmaco. Più che magistrale una lettura ammaestrata.

La ricerca commissionata di nascosto

Un medico legge, su un’importante rivista internazionale, che una ricerca multicentrica ha dimostrato le ottime proprietà terapeutiche e gli irrilevanti effetti collaterali di un farmaco fino ad allora ritenuto dannoso. L’autorità della fonte lo convince a prescriverlo in sostituzione di uno più collaudato ma meno efficace. E’ un peccato che chi ha firmato lo studio non abbia dichiarato che tutti i ricercatori, e anche la sua revisione finale, siano stati finanziati dall’industria che produce il farmaco in esame.

Le donazioni benemerite

Una società medico scientifica, che si occupa di aggiornare gli specialisti sulle nuove cure disponibili, vive grazie alle donazioni delle aziende farmaceutiche. L’importante congresso che organizza ogni anno costa migliaia di euro e il consiglio direttivo non trova soluzione migliore che quella di chiedere un finanziamento extra. Oltre al denaro sono accolti anche i suggerimenti delle aziende su temi da affrontare e moderatori da far parlare.

L’articolo scomodo

Una rivista di medicina, spedita gratuitamente a molti medici, si regge solo grazie alla pubblicità delle aziende farmaceutiche. Il direttore, che ha in mano l’ultima bozza prima della stampa, si accorge con orrore che un articolo ricorda le temute controindicazioni di un farmaco pubblicizzato sulla pagina di fronte. Dal cassetto estrae un pezzo sull’importanza dell’esercizio fisico a tutte le età. Difficilmente riceverà per questo una telefonata di protesta dai suoi sponsor.

Le aziende informano

Un giornalista scientifico, che scrive per una importante testata, nazionale si aggira con occhiali da sole alle Hawaii: è stato invitato da una multinazionale farmaceutica a un simposio internazionale per ascoltare una relazione sugli effetti benefici di un nuovo prodotto. Viaggio, soggiorno e compenso per la relazione gli sono stati offerti. Il farmaco in oggetto gli sembra ottimo, come la cena che lo aspetta al suo rientro nell’albergo quattro stelle sul lungomare.

Il comparaggio

Una persona è in attesa nello studio del suo medico. Si apre la porta ed esce un uomo molto distinto, che saluta con deferenza. Entra e, senza aver detto niente, ascolta il medico prescrivergli una nuova medicina per il suo disturbo. Non sa che pochi istanti prima, in quel luogo, è avvenuto un comparaggio: la corruzione di un medico da parte di un informatore dipendente di una industria. L’unica cosa che viene a sapere tempo dopo è che il nuovo medicinale costa di più e non sembra essere differente da quelli che prendeva prima.

Ultimo aggiornamento 22/2/2006

Inserito da redazione il Mer, 22/02/2006 - 00:00

Come spesso accade si spara

Come spesso accade si spara nel mucchio per colpire qualcuno! Ricordatevi tutti che esistono onesti e bravi informatori ed onesti e bravi medici! E serie Aziende Farmaceutiche che non sono opere di beneficenza ma si sostengono con le prescrizioni che il medico fa secondo scienza e coscienza e secondo le leggi vigenti. A quel medico che dice di sentirsi più libero senza ricevere gli informatori dico solo questo: il suo concetto di libertà è quanto mai limitato. Nessuno è stato mai obbligato a ricevere gli informatori! Vorrei chiedere a questo medico se il suo atteggiamento è simile nei confronti dei mille lacci e lacciuoli rappresentati da tante note e limitazioni nella prescrizioni dei farmaci che ormai lo hanno fatto diventare un freddo burocrate che deve porre la massima attenzione a queste cose che con la professione medica hanno poco a che fare, e sempre meno alla salute dei suoi pazienti.
Salvatore Valerio, informatore scientifico

Consco personalmente il

Consco personalmente il dott. Marco Bobbio per averlo incontrato a un convegno dove si parlava del conflito di interessi. Io, da "pentito" ho pubblicato ormai 5 anni fa un libro dove denunciavo le stesse cose. Ora, finalmente, si sta muovendo qualcosa nelle coscenze, speriamo in bene.
Franco Bellé, ex informatore

Da alcuni mesi ho

Da alcuni mesi ho finalmente deciso di non ricevere più gli informatori; mi sento davvero più libero!
Mario Nicolosi, medico di medicina generale

saggia decisione , che le

Saggia decisione, che le fa onore e la rimette in pace con la sua coscenza

Svolgo da 23 anni la

Svolgo da 23 anni la professione di informatore scientifico del farmaco, desidero segnalarvi che per quanto riguarda la regolamentazione della attività di informazione scientifica del farmaco recentemente sono state promulgate due deliberazioni regionali da parte della Regione Veneto (link ) e della Regione Autonoma della Sardegna (link 1 , link 2 ) che a mio parere meriterebbero essere analizzate e divulgate. Quale è la Vostra opinione?
Franco Meroni, informatore

Lavoro del campo da 10 anni

Lavoro del campo da 10 anni e so bene che la spesa sanitaria è volutamente gonfiata per reggere l'azienda del farmaco e i 25.000 informatori (si fa per dire, in realtà venditori). Tutto questo grazie alla palese violazione di almeno 3 leggi puntuali.
1. Gli informatori non dipendono dalla direzione medica ma dalla direzione Mkt e vendite di ogni azienda (legge 542). Ogni ISF ha obiettivi in termini di unità vendute e/o quote di mercato.
2. Le aziende si scambiano i dati sui medici e sulle prescrizioni tramite 2 multinazionali che vendono dati senza alcun riguardo per le norme penali alla base dei decreti Privacy in questo modo la pressione sui medici è formidabile. I quali medici si arrabbiano poi se quanto prescrivono gli viene chiesto dalla guardia di finanza... E la guardia di finanza, non può comprarsi quei dati per singolo medico dalle società che li vendono?
3. Le norme di legge sui campioni non le osserva letteralmente nessuna azienda, basterebbe fermare un ISF con il baule pieno e chiedergli quanti medici crede di informare oggi (100-200 ??) Ho provato a dire queste cose ai vari sindacati ma la risposta è sempre quella... che si può fare? Giuliano Arietti, professionista

Ritengo anche io da privato

Ritengo anche io da privato cittadino, di voler commentare la figura dell’informatore del farmaco. Una persona che si reca dal nostro medico generico, senza invito, ed al quale propone, senza che questo gliene abbia fatta specifica richiesta, nuovi farmaci. Questa persona é ovviamente stipendiata dalla casa farmaceutica per la quale lavora, e quindi ovviamente proporrà i propri di farmaci e non quelli di altre industrie farmaceutiche, a dispetto della qualità e dell'utilità degli stessi. Lo si chiama ?informatore del farmaco?, ma la sua figura ed il suo inquadramento contrattuale, sono del tipo commerciale. E cioè, ha un fisso piuttosto alto al quale si aggiunge una percentuale sull’incremento delle vendite che riesce a raggiungere. Traducendo,il suo stipendio ed i suoi avanzamenti professionale, dipendono direttamente dal quantitativo di medici che riesce a persuadere ad utilizzare i farmaci da lui proposti. Niente a che vedere con l’efficacia e l'utilità degli stessi. Ha tutto l’interesse a vendere il più possibile. Se non avesse nessun tipo di risultati, se non vendesse, verrebbe semplicemente sostituito. Essendo questi informatori tutti in competizione tra di loro, persuadono i nostri medici della bontà dei loro prodotti rispetto ad altri , invitandoli a convegni nei quali vengono spiegate le novità degli stessi. Ovviamente la maggior parte di questi meeting, hanno luogo in località di grande interesse turistico: Mar Rosso, Canarie, etc. Più che di persuasione, si può parlare di seduzione. Essendo le case farmaceutiche aziende con fatturati e non opere pie preposte alla carità umana, scaricano questi costi in toto, sui medicinali. Questi costi, sommati al costo degli stessi informatori del farmaco (si parla di uno ogni due pazienti ormai), vanno ad incidere sempre più pesantemente sulle tasche die normali cittadini che acquistano regolarmente medicinali. I pensionati ed i malati cronici per intenderci. Oltre a farci perdere un sacco di tempo dal dottore, ed il tempo é denaro, i nostri informatori del farmaco ci fanno perdere anche un sacco di soldi quando compriamo le medicine. L’interesse di una persona che guadagna in base al quantitativo di medicinali venduti non é la salute dei cittadini, bensì la cronicizzazione della loro malattia.

sarà...

Punto 1: nessun medico è mai stato obbligato a ricevere informatori, ne mai lo sarà. chi li riceve lo fa per garantirsi l'unica fonte di aggiornamento possibile. Se aspettano i corsi delle asl... La grande parte dei medici riceve gli isf con "invito" cioè su appuntamento concordato fuori dall'orario di ambulatorio. Punto 2:Chi parla di viaggi dei medici di famiglia al Mar rosso,parla per sentito dire infangando il lavoro delle persone oneste, medici e isf, e delle aziende. Sparare nel mucchio è inutile e dannoso. Punto 3 : chi invoca il risparmio della spesa dimentica che spesso i farmaci non sono assunti correttamente, sospende la terapia a suo piacimento e ha mesi di terapia, pagata e non utilizzata in casa. Gli stessi esami diagnostici vengono prescritti inutilmente da piu specialisti a distanza di qualche mese...Ma di questi sprechi nessuno parla... Punto 4) l'informatore non prescrive farmaci: questo compito spetta al medico che in scienza e coscienza decide quello che è il piu opportuno, tenendo conto del tetto di spesa a lui assegnato.Pensare che al medico basti ricevere un informatore per farsi una certa idea su un farmaco è quantomeno lesivo della sua professionalita e chiunque pensi che il suo medico curante agisca in questo modo farebbe meglio a sostituirlo con uno piu serio. Punto 5) nessuna azienda sostituisce un informatore in base alle vendite: è illegale legare la professione del'informatore alle vendite del farmaco, e nessuna azienda rischierebbe di buttare quattrini in una causa legale che ne deriverebbe. Per concludere... Le aziende farmaceutiche svolgono ricerca, studi clinici e commercializzano i farmaci che ne derivano i quali hanno un costo, sotto il vaglio degli istituti, enti e ministeri preposti a vigilare( ma vigilano davvero?). Dalla ricerca farmaceutica son arrivati i farmaci che oggi ci permettono di vivere sino ad età che i nostri avi solo potevano immaginare. Come in tutti i settori esistono mele marce (tra isf e medici) ma cio non significa che si possa parlare male delle suddette categorie per partito preso dipingendo tutto nero. Chi pensa che una azienda o un medico sia disonesto lo dimostri con dei fatti concreti. Tutto il resto sono chiacchere da bar al pari del: dove farei giocare Del Piero? a destra o al centro?...

Un articolo deprimente,

Un articolo deprimente, spero scritto come provocazione, che fa di tutta l'erba un fascio....la maggior parte di medici e professionisti delle stesse aziende farmaceutiche svolgono il loro lavoro in modo onesto e professionale. Esistono le leggi. Chi contravviene alle regole è giusto che sia punito e allora si chiama delinquente e non medico o informatore scientifico o giornalista o chi dir si voglia. Non per questo deve essere messa alla gogna l'intera categoria a cui appartiene. Non condivido questo gioco al massacro. L'unica soluzione a tutti i problemi è una sola TRASPARENZA e CORRETTEZZA RECIPROCA