Insieme per una corretta prevenzione oncologica

In occasione della giornata mondiale della salute indetta dall’Organizzazione mondiale della sanità il 7 aprile 2006, l’azienda USL di Bologna ha presentato in un incontro pubblico i propri progetti su alimentazione e prevenzione in oncologia. Di seguito è riportato il documento informativo sugli screening distribuito ai cittadini, con il poster che illustra i diversi progetti, insieme alle valutazioni e ai commenti sui programmi di screening organizzati dall’azienda sanitaria da parte di chi vi ha preso parte (dati preliminari).

Insieme per una corretta prevenzione oncologica

Screening, una parola dalla quale può dipendere la nostra salute. Non è un vocabolo italiano, e ciò spesso genera confusione. La situazione si complica ulteriormente quando giungono – su questo argomento ma più in generale in tema di prevenzione dei tumori – messaggi ambigui e contraddittori da parte di sorgenti differenti. Il Laboratorio dei cittadini per la salute, per l’anno 2006, ha scelto di occuparsene.

Il motivo di questa scelta è presto detto. Sono stati i cittadini che fanno parte del Laboratorio a sollevare il problema, facendosi portavoce di un più diffuso disorientamento.

Che cosa è uno screening? Perché si fa? Perché ci viene suggerito di farne alcuni e non altri, e viceversa? Vogliamo sapere quali sono gli esami che servono davvero per prevenire i tumori, e quali no.

Per rispondere a un bisogno così delicato e sentito, i cittadini e gli operatori del Laboratorio, insieme, si sono messi al lavoro per divulgare corrette conoscenze sull’efficacia dei programmi di screening: promuovere gli screening che hanno ottenuto risultati utili, e disincentivare l’esecuzione di quegli esami, talvolta proposti come screening, la cui efficacia non è dimostrata.

Cosa dice la scienza

Ci sono esami che si sono dimostrati efficaci, e sono quelli previsti dai programmi regionali di screening per la prevenzione del tumore della mammella, del collo dell’utero e del colon retto. La mammografia, il pap-test e l’esame per l’individuazione del sangue occulto nelle feci consentono di scoprire precocemente le malattie e di intervenire tempestivamente con interventi di chirurgia non invasivi. Fare questi esami a tappeto, a intervalli regolari, su precise fasce di popolazione (le fasce ove le malattie si presentano con maggiore frequenza, chiamate anche fasce bersaglio) riduce la mortalità.

Sono sicuramente utili anche gli esami consigliati dal medico, che può tenere conto della storia individuale del paziente, dell’esame obiettivo e dei sintomi. Non sempre lo sono quelli proposti da altre fonti, a volte solo apparentemente autorevoli. Ciò infatti ha consolidato nel tempo abitudini non dimostrate efficaci scientificamente, come quella di sottoporsi al test del PSA a intervalli regolari, come se fosse un esame di screening, per prevenire il tumore della prostata.

A tal proposito nel 2003 le associazioni medico-scientifiche italiane hanno sottoscritto un documento*, nel quale leggiamo che:
1) non esiste al momento, in base alle prove scientifiche, indicazione all’esecuzione dello screening di persone che non hanno alcun sintomo di malattia mediante PSA, sia quale provvedimento sanitario di “popolazione” (invito attivo da parte delle aziende sanitarie di residenti selezionati in base all’età), che “spontaneo” (raccomandazione alla popolazione di sottoporsi al dosaggio periodico del PSA);
2) il PSA resta un valido presidio, in occasione di consultazione medica, per la diagnosi differenziale del tumore alla prostata ove esista un sospetto clinico anche minimo di tale patologia;
3) il dosaggio del PSA in soggetti asintomatici potrà essere prescritto in occasione di consultazione medica, a giudizio del sanitario, in base agli elementi clinici a sua conoscenza e previa informazione del paziente sui pro e contro della determinazione del marcatore in assenza di un sospetto diagnostico o di fattori di rischio.

Cosa fa il Laboratorio

Queste sono le prove ad oggi disponibili sull’utilità o meno degli screening. Obiettivo del Laboratorio è accrescerne la conoscenza nella nostra comunità. Per farlo è però indispensabile rispondere agli interrogativi dei cittadini, fornendo loro informazioni chiare e comprensibili. Sono state effettuate indagini con donne che aderiscono ai programmi regionali, per sapere l’opinione diffusa sugli screening, la fiducia sulla loro utilità, e quali sono le informazioni che suscitano maggiore curiosità e interesse, utili per partecipare agli screening con maggiore consapevolezza. E ancora è stata svolta una indagine tra gli uomini: cosa vogliono sapere del tumore alla prostata? Cosa li preoccupa? Le provee scientifiche e le risposte a queste indagini saranno il cuore di una campagna di comunicazione, da parte del Laboratorio, su tutto il territorio.

Una rinnovata cultura della salute

“Prevenire è meglio che curare” non è un concetto assoluto a cui affidarsi ciecamente. Una corretta prevenzione ha i suoi modi e i suoi tempi. Pensare che fare esami in continuazione consenta di prevenire le malattie è un errore. Non esistono esami per prevenirle tutte, solo per alcune ci sono esami in grado di farlo e quelli previsti dai programmi di screening occupano un posto importante perché sono in grado di offrire a molte persone una prevenzione vera per le malattie di cui si occupano. Questa è l’idea di prevenzione che il Laboratorio vuole condividere con tutti i cittadini: per favorire un approccio corretto alla prevenzione diagnostica in campo oncologico; perché sia più semplice orientarsi di fronte all’ambiguità di tanti messaggi; per promuovere una cultura della salute caratterizzata da un atteggiamento positivo, informato e consapevole.

* Documento di Consenso Italiano sullo Screening per il carcinoma della prostata, Firenze, 17.5.2003.

Inserito da redazione il Mer, 03/05/2006 - 23:00