Giornata nazionale di raccolta del farmaco. E’ vera gloria?

«Ogni anno, il secondo sabato di febbraio, ha luogo la Giornata nazionale di raccolta del farmaco: migliaia di volontari della Compagnia delle opere, all’interno delle farmacie che aderiscono all’iniziativa, invitano i cittadini a comperare e donare un farmaco da banco. Ciascuna farmacia provvederà a consegnare successivamente i farmaci raccolti agli enti assistenziali locali convenzionati con il Banco Farmaceutico. L'iniziativa ha consentito di raccogliere, in 5 anni, oltre 500.000 farmaci per un valore economico di circa 3 milioni di euro. L’ANIFA (Associazione nazionale industrie del farmaco da automedicazione) ogni anno contribuisce al successo dell’iniziativa con importanti donazioni (in aggiunta ai dati della giornata di raccolta sotto indicati)». (www.bancofarmaceutico.org/giornata.php)

Organizzatori e sponsor

Banco Farmaceutico è un’associazione non profit nata a Milano nel 2000 grazie alla collaborazione della Federazione nazionale dei titolari di farmacia di Milano (Federfarma Milano) e della Compagnia delle opere. Banco farmaceutico dichiara che il proprio obiettivo è: «Rispondere al bisogno farmaceutico delle persone indigenti, attraverso la collaborazione con le realtà assistenziali che già operano localmente, al fine di educare l’uomo alla condivisione e alla gratuità».

La giornata si è svolta con il patrocinio di numerose regioni e province.
Banco Farmaceutico inoltre riceve il sostegno dell'associazione nazionale delle industrie farmaceutiche dell'automedicazione (ANIFA), associazione di Federchimica che rappresenta i produttori di farmaci di automedicazione cioè di quei medicinali acquistabili in farmacia senza bisogno di ricetta medica. Il presidente del Banco Farmaceutico, Paolo Gradnik, è anche presidente di Federfarma Lombardia (associazione dei titolari delle farmacie della Lombardia) e di Federfarma Milano. Federfarma Lombardia, Federfarma Milano e Banco Farmaceutico hanno la stessa sede. ANIFA è un’associazione tra case farmaceutiche che producono farmaci di automedicazione, quelli che vengono raccolti e donati durante la giornata di beneficenza.

La giornata

«Dona un farmaco a chi ne ha bisogno» è lo strillo della VI giornata nazionale di raccolta del farmaco. Il secondo sabato di Febbraio i volontari della Compagnia delle opere, all’interno delle farmacie che aderiscono all’iniziativa, hanno invitato i cittadini a donare un farmaco. Successivamente ciascuna farmacia ha consegnato i farmaci raccolti agli enti assistenziali locali convenzionati con il Banco Farmaceutico.

La procedura per acquistare il farmaco e per donarlo è precisa deve rispettare alcuni vincoli normativi. Infatti la legislazione italiana in materia sanitaria prevede che i farmaci, di qualunque tipologia essi siano, vengano dispensati esclusivamente in farmacia dal farmacista che vigila sul corretto uso. Il processo di raccolta e ridistribuzione di farmaci è scandito da momenti ben determinati che devono susseguirsi nell'ordine seguente:
1.Il volontario del Banco farmaceutico, presente all’interno della farmacia, ha il compito di informare e sensibilizzare i clienti sull’iniziativa.
2.Il cliente che vuole donare un farmaco si rivolge al farmacista per acquistarlo.
3.Il farmacista prima di consegnare il farmaco deve compilare un buono con i dati del farmaco donato, solo dopo la compilazione potrà consegnare il farmaco rilasciando al cliente una ricevuta.
4.Il cliente deve lasciare il farmaco che vuole donare nel contenitore del Banco farmaceutico all’interno della farmacia.
5.Qualche giorno dopo la giornata nazionale di raccolta del farmaco il farmacista riconsegnerà al Banco farmaceutico i buoni con i dati dei farmaci raccolti.
6.Il Banco farmaceutico ridistribuirà i buoni angli enti di assistenza convenzionati secondo le loro esigenze.
7.Gli enti a loro volta ridistribuiranno i buoni ai loro assistiti oppure si recerà in farmacia un responsabile dell’ente che dietro presentazione dei coupon potrà ritirare i farmaci di cui ha bisogno.

I dati

L'iniziativa ha consentito di raccogliere, in 5 anni, oltre 500.000 farmaci per un valore economico di circa 3 milioni di euro. L’ANIFA ogni anno contribuisce al successo dell’iniziativa con donazioni (in aggiunta ai dati della giornata di raccolta sotto indicati).

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La sesta Giornata nazionale di raccolta del farmaco si è chiusa con un aumento del 30 per cento. Ogni due persone che hanno messo piede nele farmacie una ha donato un famraco. Hanno partecipato oltre 2.150 farmacie italiane su 15.000. Complessivamente sono stati raccolti 260.000 farmaci per un valore economico di 1.450.000 euro. I medicinali raccolti vengono donati a 800 enti convenzionati che danno assistenza a circa 250.000 persone indigenti.

I farmaci che vengono raccolti:
- farmaci per la febbre
- farmaci per il raffreddore
- farmaci per curare i dolori
- farmaci per curare l'influenza
- farmaci per lo stomaco
- farmaci lassativi
- collirio
- fermenti lattici
- disinfettanti


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L'analisi di Partecipasalute

«La mission del Banco farmaceutico», sostiene Paolo Gradnik, «è rispondere al bisogno farmaceutico delle persone indigenti, attraverso la collaborazione con le realtà assistenziali che già operano localmente, al fine di educare l’uomo alla gratuità e alla condivisione».

La giornata di beneficenza ha l’effetto diretto di incrementare le vendite dei farmaci di automedicazione. Osservando la struttura organizzativa del Banco farmaceutico si può rilevare l’esistenza di un potenziale conflitto di interessi: il presidente e i promotori della gionrnata sono contemporaneamente rappresentanti del mondo farmaceutico che beneficia di questo incremento di vendite: Federfarma ha come scopo principale quello di tutelare gli interessi tecnici, sindacali, professionali ed economici delle farmacie loro iscritte. «La giornata», spiega il presidente, «ha solo nobili principi infatti i titolari delle farmacie che desiderano partecipare alla giornata di raccolta sottoscrivono un modulo di adesione e sono tenuti a versare una quota di partecipazione. Tale quota, che rappresenta in qualche modo l’utile del farmacista coinvolto nell’iniziativa, viene calcolata ogni anno sulla base del raccolto medio degli anni precedenti. Anche il farmacista pertanto sostiene economicamente la giornata mettendo a disposizione la sua professionalità e il suo tempo come gli altri soggetti coinvolti nel gesto della raccolta». La donazione non è però obbligatoria. La titolare di una farmacia di Milano che ha partecipato alla giornata dichiara che: «La quota è completamente libera. Io ho fatto una donazione, ho versato la quota che mi sembrava opportuna, ma non avevo alcun obbligo».

Cosa accade se i farmaci non vengono ritirati dagli enti convenzionati?
A questa domanda il presidente risponde che «I responsabili locali della Compagnia delle opere hanno il compito di verificare che gli enti provvedano al ritiro dei farmaci acquistati durante la giornata e che vadano pertanto a buon fine. I farmaci non possono essere rivenduti». I responsabili dell’iniziativa non hanno però comunicato i tempi, modi e gli esiti dei controlli.

Le ragioni della carità

Sono considerati farmaci da banco i preparati destinati alla automedicazione, cioè alla decisione autonoma da parte del paziente di assumere sostanze farmacologicamente attive per trattare disturbi di lieve entità e di breve durata, che incidono transitoriamente sullo stato di salute.

Chi partecipa al Banco farmaceutico?
«Possono partecipare solo le associazioni di volontariato (fondazioni, cooperative sociali). L'altra condizione è che l’associazione risieda in una proviancia in cui esiste una sede del Banco, cioè ci deve essere un gruppo di volontari costituito da almeno 1 farmacista e 1 membro della Compagnia delle opere (complessivamente 4 o 5 persone). Questa unità costituisce il Banco provinciale e si appoggia a Comunione e liberazione. A oggi registriamo 70 banchi provinciali e oltre 1.000 enti convenzionati. Questi numeri sono in continua crescita. Per dare un’idea, siamo partiti con un solo banco provinciale, il secondo anno erano già 17 banchi e il terzo 40. L’obiettivo è creare una rete di solidarietà tra farmacisti e enti della zona.

Come è stimata la domanda a cui l’iniziativa risponde?
«Il Banco farmaceutico nell’autunno del 2000 ha condotto un’indagine su 100 enti assistenziali della provincia di Milano: il 75 per cento ha dichiarato di avere necessità di farmaci per i propri assistiti. Gli enti vengono gratuitamente convenzionati con il BF sottoscrivendo un accordo di collaborazione a scopo benefico e compilando un questionario informativo in cui esprimono il loro fabbisogno farmaceutico annuale. In tale modo, durante la giornata di raccolta i farmaci vengono raccolti in base alle richieste segnalate al BF dall’ente, abbinato ad una data farmacia in modo che la donazione possa essere il più adeguata possibile alle esigenze espresse dall’ente stesso». Anche su questo punto però mancano dati. Il Banco farmaceutico nel suo sito ufficiale infatti non riporta i dati sul numero di confezioni necessarie agli enti ogni anno, dal Bilancio 2004 si evince che la Giornata risponde a circa la metà del fabbisogno farmaceutico degli enti convenzionati. Sembra non esista un tetto massimo da raggiungere.

Uno sguardo critico

Partecipasalute segnala due voci fuori dal coro che hanno espresso riserve sulla opportunità di una giornata dedicata alla raccolta di farmaci.

Fabrizio Giunco, medico di medicina generale e responsabile fino al 2004 dell’area anziani della Caritas Ambrosiana, commenta così l’iniziativa: «La maggior parte degli enti hanno a che fare con assistiti convenzionati con il Servizio sanitario nazionale che offre già gratuitamente i farmaci giudicati necessari per curare i disturbi importanti. I centri che offrono un servizio sanitario al massimo si trovano in difficoltà quando devono somministrare questi farmaci a immigrati irregolari, per i quali è impossibile produrre una regolare prescrizione medica. E’ per questo che la Caritas Ambrosiana non ha giudicato utile aderire alla giornata promossa dal Banco Farmaceutico».

Riccardo Pasini, consigliere comunale di Ravenna, ha emanato un comunicato stampa in risposta all’accusa di indifferenza lanciata dai giornali alla decisione di non far partecipare le farmacie comunali al Banco Farmaceutico:

«...Non è la prima volta che la mancata adesione delle farmacie pubbliche alla giornata del Banco farmaceutico è pretesto per denigrare le nostre farmacie comunali. Una settimana fa in Commissione consiliare è stato precisato dai dirigenti dell’Azienda speciale delle farmacie di Ravenna che “il Banco farmaceutico è un’iniziativa di carattere nazionale, promossa dalla Compagnia delle opere alla quale aderisce Federfarma che è l’associazione dei farmacisti privati, che consente ai cittadini di devolvere denaro per l’acquisto di farmaci da banco ai cittadini bisognosi. L’Assofarm (associazione delle farmacie pubbliche) non ha mai aderito ritenendo giustamente e ragionevolmente che con tale iniziativa (trattandosi appunto di farmaci da banco) si incentiva l’improprio consumo di questi farmaci non sottoposti ad una rigorosa prescrizione medica e soprattutto non sottoposti ad alcun controllo. Ciò può comportare comprensibilmente effetti negativi per coloro che li usano”. Diffido di queste pseudo-elargizioni e di queste forme di beneficenza che sottintendono interessi privatistici certamente poco attenti alla salute dei cittadini, che è un bene primario e che dovrebbe essere prerogativa dello Stato come sancisce la Costituzione».
(http://www.comune.ravenna.it/pagine/index.php?t=comgr_lm&ref=8&id=161&gr=3&cate=3)
Comunicato del Vice Capogruppo Riccardo Pasini

Nicoletta Scarpa

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Inserito da redazione il Dom, 11/06/2006 - 23:00