Cos'è l'accanimento diagnostico e come si fronteggia

A fronte del ruolo fondamentale che la diagnosi e l'utilizzo di tecniche diagnostiche più grave; o meno innovative stanno assumendo nella pratica della medicina, le evidenze dalla ricerca sulla loro efficacia e valore aggiunto sono in genere scarse e incomplete, soprattutto se paragonate al corpo di conoscenze a disposizione sul valore terapeutico dei farmaci.

Medici, decisori e ricercatori sono esposti a un livello di incertezza maggiore rispetto all'ambito della terapia, e questo genera un inevitabile conflitto, acuito dalla pressione di una continua richiesta di esami da parte dei pazienti e dei cittadini e dall'introduzione incessante sul mercato di nuove tecnologie, prive di adeguate informazioni sul loro beneficio clinico.

Va sottolineato che l'accanimento diagnostico non ha implicazioni solo sul numero e sul costo delle procedure diagnostiche non necessarie che sono eseguite, con implicazioni sui costi della medicina e il relativo impatto sulla società, ma causa anche e soprattutto un ritardo nell'esecuzione di procedure necessarie (con un relativo effetto sui tempi di attesa) e un aumento di pratiche terapeutiche non necessarie (con relativo effetto negativo sulla salute dei pazienti).

L'oncologia come caso modello

La malattia oncologica, per la sua diffusione e per l'effetto sulla vita del singolo individuo, oltre che per il suo impatto in termini di consumo di risorse e costi a livello della intera società, rappresenta un caso-modello particolarmente appropriato per una discussione approfondita della questione. Inoltre, il tema del buon uso delle tecniche diagnostiche in oncologia assume un valore particolare, in quanto può essere declinato in ciascuna fase del decorso della malattia, dalla prevenzione primaria alla fase terminale.

I fattori che favoriscono l'accanimento diagnostico

I motivi per cui, troppo frequentemente, esami non necessari sono richiesti dai pazienti e/o proposti dai medici sono molteplici:

  • le scarse prove a disposizione sulla reale efficacia e sull'effettivo valore aggiunto di molte delle nuove tecnologie diagnostiche (debito informativo);
  • un mancato governo e controllo di questo mercato da parte delle istituzioni e agenzie governative, al contrario di quanto avviene, per esempio, con i farmaci (interessi economici);
  • una non corretta informazione e comunicazione al pubblico, dovuta anche alla comunicazione diretta e alla pressione del mercato sui target: in tal modo viene generato un desiderio a ricevere il massimo in termini di quantità e novità (richieste non congrue);
  • le paure dei medici di esporsi a possibili contestazioni nel caso di mancate prescrizioni di esami che, pur in assenza di evidenze, sono considerati necessari (medicina difensivistica).

Cittadini, medici e ricerca: tre modi di declinare la questione della diagnosi

 

Il tema può essere trattato attraverso tre percorsi:

  1. dal punto di vista della società e del cittadino/paziente, mettendo in primo piano il possibile screzio tra la medicina e la società, che causa una non corretta comunicazione sul valore reale di alcune tecniche diagnostiche, con conseguenti attese (e richieste) non realistiche (desideri diventano bisogni e quindi diritti);
  2. dal punto di vista del medico, mettendo l'enfasi sia sulle pressioni e sui conflitti di interesse particolarmente rilevanti in assenza di buone informazioni dalla ricerca, sia sulla medicina spesso difensivistica, in cui il medico si rifugia, rifiutandosi di esercitare il proprio ruolo e ricorrendo a tecniche diagnostiche non necessarie o troppo nuove;
  3. dal punto di vista della ricerca, rivalutando il rapporto tra cosa si sa (evidenze dalla ricerca), cosa si fa (la pratica corrente) e cosa si dovrebbe fare (possibili interventi migliorativi).

Da queste riflessioni è nata l'iniziativa «La diagnosi in medicina dai bisogni all'uso eccessivo».

 

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Giovanni Apolone, Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri
Livia Pomodoro, Tribunale per i minorenni di Milano; Fondazione Centro nazionale di prevenzione e difesa sociale

Ultimo aggiornamento 1/10/2006

Inserito da redazione il Dom, 01/10/2006 - 23:00