E’ il Dottor House il medico che vorremmo?

Dottor House-Medical Division è una serie televisiva di successo: mercoledì alle ore 21 su Italia1, più di quattro milioni di telespettatori a puntata.
Le serie televisive che riguardano medici e ospedali piacciono molto al pubblico televisivo che ne apprezza il lieto fine e l'accattivante simpatia dei protagonisti.

Seguendo qualche puntata del Dottor House, però, viene da chiedersi «E' questo il medico che vorremmo?».

Discussione aperta da Paola Mosconi e Moira Stefini

A confronto, di seguito, lo scambio di opinioni tra due telespettatrici.

Moira Stefini: nessuno lo può negare, House è un misantropo arrogante, cinico, indisponente. Dichiara di aver fatto il medico per curare le malattie, non i malati. Non ama i pazienti, sostiene che siano dei bugiardi.
Però House piace. Piace a chi si interessa di medicina, ma non solo a loro. Piacciono i casi narrati e anche le storie complesse. Ma soprattutto piace lui, con le sue battute taglienti, la sua competenza, genialità e schiettezza. Piace perché è un medico reale, realistico. Di fronte alla malattia grave non c'è empatia che tenga. Niente buonismo, per favore, qui si muore.
"Preferiresti un medico che ti prende la mano mentre muori o uno che ti ignora mentre guarisci?" - ti chiederebbe House se si trovasse al tuo capezzale. "Il peggio sarebbe uno che ti ignora mentre muori" - risponderebbe per te, prima che tu possa aprire bocca.
Liquida i casi banali in pochi minuti con sagaci battute, ma si butta nei casi complicati dove la diagnosi è difficile. Per aiutarsi elenca i sintomi alla lavagna poi, applicando il metodo socratico, porta i suoi giovani collaboratori sulla strada della retta diagnosi. Alla fine, è lui a risolvere il caso.
La diagnosi arriva come un'intuizione e tutto quello che è successo prima (le parolacce, i colpi di bastone, gli strappi alle regole) gli viene perdonato. E se la diagnosi non viene formulata o si rivela errata, la vita del paziente va salvata a ogni costo, comunque, anche a rischio di perdere il posto.
Credo che sia proprio un medico come House che vorremmo per prendere la decisione estrema, quella che sola ci potrebbe salvare la vita. In un sondaggio apparso sul sito Internet della Fox (canale che trasmette serial televisivi in lingua inglese) alla domanda "Qual è il medico di cui ti fideresti di più in caso di emergenza?" il dottor Gregory House svetta al primo posto (36%), seguito dal dottor Derek Sheperd di Grey's Anatomy (22%) e dal dottor Luka Kovac di E.R. (21%).
Il Dottor House-Medical Division ha rotto gli schemi dei telefilm su medici e medicina a cui eravamo abituati: se in E.R. (Emergency Room) l'aspetto squisitamente tecnico degli episodi lasciava posto anche alle turbolenze personal-sentimentali di medici e infermiere, se in Grey's Anatomy si era alle prese con i dilemmi etici di una giovane specializzanda, con House si va oltre la storia personale di un medico: qui il medico è un paziente che abusa di Vicodin (un antidolorifico), impreca, soffre, zoppica. E' un uomo schietto e solitario. E' un medico sui generis, amante della verità e dotato di un fiuto geniale, alla Sherlock Holmes.

Paola Mosconi: il Dottor House non corrisponde affatto al modello di medico che vorrei per me o per i miei famigliari.
House spiega poco ai suoi colleghi e ai suoi allievi e pochissimo ai suoi pazienti. La brutale franchezza che ha con pazienti e familiari, non accompagnata da nessuna empatia con il malato, rasenta l'indisponenza. Generalmente non è richiesta nessuna collaborazione al paziente stesso, che viene di volta in volta sottoposto a visite ed esami, anche invasivi, senza percepirne il motivo, senza dare nessun tipo di consenso. Ai parenti, che assistono sempre e comunque a tutti gli esami e consulti, non viene mai chiesto un parere, un'opinione, neppure quando si tratta di esami condotti su bambini, anzi il Dottor House manifesta apertamente insofferenza a qualsiasi richiesta di chiarimenti.
House, a differenza dei suoi colleghi e allievi, non è mai in camice e non si è mai visto lavarsi le mani prima di visitare un paziente. "Chiedi al tuo dottore di lavarsi le mani" è l'invito che fanno i medici olandesi ai loro pazienti, tramite una spilla appuntata sul loro camice, per ricordare e ricordarsi una pratica indiscutibilmente efficace e corretta. Chissà se House indosserebbe mai questa spilla?
Effettivamente i casi affrontati sono difficili e l'ospedale è rimarchevole per la sua efficienza, ma dov'è il gioco di squadra interdisciplinare? House e la sua mini equipe di giovani medici fa di tutto. Veramente troppa scienza. Forse, se per i casi difficili (tutti) si rivolgesse più spesso a qualche collega di pari anzianità professionale, potrebbe guadagnare tempo a beneficio del paziente.
In generale il rapporto di House con i pazienti è pessimo e con le donne ancora peggiore. House è dispotico e quel rapporto basato sul "faccio e decido tutto io" non ne fa un buon dottore. Troppo della sua professione ruota solo intorno a lui.

Qual è l’opinione dei lettori di PartecipaSalute?

Paola Mosconi, Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, Milano
Moira Stefini, Altroconsumo, Milano

Inserito da redazione il Lun, 18/12/2006 - 00:00

House no

Seguendo più volte le puntate di dr House mi sono accorto di quanta genialità ed esperienza può avere questa persona “fantastica” realizzata per il film. Certamente, è cinico e spesso non esprime ai pazienti quello che sono sospetti o esami necessari per risolvere la malattia ma indubbiamente, in una cultura in cui, ciò che conta sono i risultati, lui, nel film i risultati li ottiene. La cultura moderna ci abitua a lavorare per obiettivi: tutti i settori dell’economia lavorano per obiettivi. Allora che c’è di imperfetto in tutto ciò! L’imperfezione deriva da due punti fondamentali che secondo me coinvolgono anche la sanità moderna. Ne parlo non da esperto in materia sanitaria ma da persona che lavora in ambito di organizzazione aziendale. In sintesi: 1) La relazione utente/professionista: praticamente insufficiente, come capita ancora nella nostra moderna sanità. Ci sono per fortuna diverse scuole di pensiero, ma purtroppo l’utente deve essere "paziente" e richiedere sempre più spesso approfondimenti, cercarsi approfondimenti, realizzare domande giuste e mirate ai propri medici. 2) Vogliono rappresentare il genio medico di dr House. Incredibile ma vero, ma la persona nell’indagare e nella ricerca della causa dei sintomi rappresentati dal paziente, affronta il tutto senza alcuna metodologia! Negli anni 2000! Illustra la sanità come priva di metodologie di trasferimento esperienza, situazione del tutto medievale. L’intuito e la capacità singola prevale sulla ricerca di esperienza precedenti e sul trasferimento di questa esperienza. In molti settori industriali e di servizi sono anni che si realizzano e si utilizzano metodologie per il trasferimento di esperienza, e purtroppo sembra rappresentare una realtà quando dr House dietro a un lampo di genio pensa “...potrebbe essere quella malattia”, oppure “...e se fosse....”, spero sia solo una fiction televisiva e ahimè non la cruda realtà: purtroppo non c’è alcun database di esperienze precedenti archiviate o di esperienze mondiali avute dal quale, in base agli effetti constatati sul caso specifico, si possa identificare un elenco di possibili cause. In sostanza: si muove a ’fantasia’ come un artista e non con metodologia come un professionista. Da qui la conclusione: l’obiettivo nella realtà è raggiungibile senza collaborazione e senza metodo?
Marco Alfonso, paziente

House no

Ho visto il dr. House solo una volta e neanche per l’intera puntata e mi è bastato purtroppo la schizofrenia e la paranoia imperanti negli Stati Uniti si riflettono anche nei loro telefilm spazzatura che li compra ormai solo un sistema televisivo di pari dignità. Riguardo al giudizio come medico sul dr. House lo aspetto in qualche studio psichiatrico per farsi curare la sindrome da burn-out da cui mi sembra affetto e che nessuno ha il coraggio di notificargli, magari con una e-mail.
Alessandro Montedori, medico

House no

Personalmente credo che l’efficienza del dr. House non possa scusarlo della sua freddezza, cinismo, arroganza...ha un pessimo rapporto umano con se stesso e dunque anche con gli altri, siano i suoi colleghi, pazienti, parenti...salvare la vita di una persona non può giustificare l’uso di qualsiasi mezzo, senza la delicatezza e il rispetto che ciascuno merita, proprio perché individuo diverso, unico, sofferente a modo suo.
Silvia Sangiorgi, infermiera

House no

House è un promemoria per ricordarmi tutto ciò che un medico non deve essere quando si relaziona ai colleghi e ai pazienti. La sua mente brillante e la sua intuizione infallibile possono funzionare solo in una fiction, ma sarebbero altamente pericolosi e deleteri nella vita reale. Confesso che mi diverte molto seguire la serie, per l’ironia graffiante con cui viene tratteggiato il carattere nevrotico dei personaggi e per il divertimento di seguire il giallo diagnostico fino all’improbabile scioglimento; ma questo non ha nulla a che fare con le qualità che un medico competente dovrebbe avere, al di là delle sue conoscenze, e cioè: capacità di lavorare in gruppo e di condividere le informazioni, empatia, fiducia e ascolto del paziente, umiltà nel comprendere i propri limiti e saper chiedere aiuto quando occorre, consapevolezza della propria fallibilità umana (e non delirio di onnipotenza), rispetto della volontà del paziente, capacità di empowerment per i suoi pazienti, studenti e collaboratori. Se lo vorrei a prendere decisioni al mio capezzale? no, grazie, preferisco il dottor Carter!
Antonella Sagone, psicologa e divulgatrice scientifica.

House sì

La risposta è semplice: House per come è non può bastare all’utente/paziente, ma meglio lui di un qualsiasi incompetente che ti poggia una mano sulla spalla e non sta capendo nulla della malattia (e talvolta della non malattia) che hai, e non si metterà mai in discusssione per questo! Il medico perfetto è tecnicamente imbattibile e umanamente adorabile. Molti dei miei colleghi spesso rasentano questo ideale, invece tanti altri fanno di tutto per ridicolizzare la categoria...insomma siamo esseri umani come gli altri, anche per noi le giornate non sono tutte uguali, sia per l’ispirazione clinica che per le capacità relazionali. Paola Mosconi pensa che House comunichi poco con i giovani colleghi e non sia un buon insegnante: in quante delle nostre scuole di specializzazione i più esperti, che talvolta sarebbero anche pagati per farlo, si fermano a insegnare sul serio, condividendo un percorso di ragionamento e stimolando l’autonomia degli allievi?
Sergio Pelegatta, geriatra

House sì

House è un malato che cura i malati...ci vuole un po’ a capire che chi come lui, schietto e cinico, in realtà è una persona dolente e povera...tutti lo compatiscono non lo acclamano. Del resto è un tossicodipendente. Nella terza serie (in americano ancora) si pensa sia affetto da una sorta di autismo. Il personaggio House mi piace perché è umano, troppo umano. E almeno lui non è come molti medici che fanno medicina (nella vita reale) per il potere e per le macchine di lusso.
Luigi Fabozzi, giornalista

House sì

Personalmente vorrei un medico curante preparato e intuitivo come lui. Ho avuto la fortuna sul lavoro di incontrare medici che si prendevano carico del paziente e che anche da casa telefonavano per chiedere notizie o consultarsi con i colleghi per una intuizione a lungo cercata. Ho avuto la fortuna di avere un medico di base magari poco capito per la sua ruvidezza, ma capace di stare sveglio di notte per cercare di capire la malattia (attraverso i sintomi e una anamnesi accurata) per fare una giusta diagnosi o indirizzare il suo paziente dallo specialista giusto. Ho purtroppo l’impressione che questa categoria di medici si stia esaurendo e si allarga quella dei grandi comunicatori e prescrittori di indagini ed esami (talvolta inappropriati) che salvaguardano così la loro carriera.
Rina Mucchetti, infermiera professionale

House sì

Trovo che il comportamento del dr. House ci urti perché esprime con esito positivo quel sano cinismo che inconsciamente gli invidiamo. Una lezione su come evitare convenevoli e diplomazie ma arrivare al sodo richiedendo un grado di partecipazione non comune da parte dell’interlocutore. Penso che sia necessario cogliere gli aspetti positivi di questo atteggiamento. Le declinazioni negative di un’incompetenza forbita di parole diplomatiche e gentili purtroppo, è realtà, non fiction...d’altra parte questa critica non va solo ai medici, ma all’atteggiamento di per sé stesso da parte di chi, abitudinariamente, lo addotta senza alternativa.
Damiano Consoli, insegnante

House sì

E’ probabile che la sanità americana, improntata a altri schemi e a un rigoroso controllo di spesa, mostri nei telefilm (che seguo sempre con piacere e interesse) una realtà che l’italiano medio non capisce? Ma è così vero che il medico deve fare tutto? L’empatia, l’assistenza, il conforto, la visione olistica del cliente-paziente non rientrano nella sua formazione; fortunatamente, almeno in Italia, la legge ha creato l’autonomia disciplinare attraverso la quale le funzioni di ogni professionista sono distinte ma intersecate, lavoro di squadra ma nel rispetto delle specifiche attribuzioni professionali. Adoro il dr. House, perché fa il medico: tenta (con successo) di definire la diagnosi e si occupa della cura adeguata. Ma quali sdolcinerie, quale pillola indorata, quale mano nella mano! Ogni medico dovrebbe fare quello per cui ha studiato e sacrificato parte della sua vita: corretta serie di indagini (senza inutili spechi), diagnosi (nel più breve tempo possibile), terapia (possibilmente con farmaci di minor costo a parità di efficacia). L’assistenza, lasciatela a chi segue i malati 24 ore su 24, che li vede morire o migliorare, che li aiuta a alimentarsi quando non possono, che li sorregge nelle attività fisiche impedite, che controlla costantemente gli effetti della terapia, che attiva le procedure d’urgenza in caso di necessità, che risponde alle richieste più disparate anche nel cuore della notte: l’assistenza lasciatela agli infermieri.
Marco Ceccherelli, infermiere

House nì

Ho visto tempo fa su Sky qualche puntata del dr House, prima che diventasse un "eroe nazionale". Sinceramene non mi aspettavo un tale successo, le sue foto sulle riviste e addirittura i dibattiti su Partecipasalute. La spiegazione che mi sembra più plausibile è che la serie è ben fatta, l’attore è simpatico e soprattutto c’è sempre il lieto fine. A chi non piacerebbe pensare che , in caso di necessità, il suo medico non dorme di notte per consultare libri, sguinzaglia i colleghi-investigatori per cercare prove e alla fine trova sempre la soluzione. Magari fosse così... Comunque, tra un medico gentile ma incompetente e un medico scorbutico ma competente, io suggerirei una terza opzione: un medico gentile e competente.
Maria Luisa Sponga, insegnante

House no

Ho visto il dr. House solo una volta e neanche per l'intera puntata e mi è bastato purtroppo la schizofrenia e la paranoia imperanti negli stati uniti si riflettono anche nei loro telefilm spazzatura che li compra ormai solo un sisrtema televiso di pari dignità come quello rappresentato da Rai-Mediaset( per chi non ha meglio da fare che quardare la televisione consiglio comunque i polizieschi tedeschi o francesi). Riguardo al giudizio come medico sul dr. House lo aspetto in qualche studio psichiatrico per farsi curare la sindrome da burn-out da cui mi sembra affetto e che nessuno ha il coraggio di notificargli magari con una e-mail.
Alessandro Montedori, medico

House sì

A me il Dr. House piace proprio perche' non fa finta di occuparsi/interessarsi del malato nei dieci minuti della visita e poi se ne dimentica completamente. Al contrario non simpatizza con il malato e invece si occupa di capire quale e' il problema e cercare se non un rimedio definitivo almeno un modo di rendergli piu' facile la vita. E questo quando il paziente non e' presente. Il che e' riprova del fatto che a lui il paziente interessa veramente.
Daniela Lupo, professore universitario e paziente

House sì

E' comunque una buona dinostrazione di cosa voglia dire apprendere per prove ed errori, cioè in modo scientifico: gli errori nelle ipotesi diagnostiche ci sono, e come: ma non sono mostrati come fallimenti ma come momenti di riflessione e di apprendimento. Certo, non userei House come testimonial per il counselling in medicina...
Giorgio Bert, medico

House no

Non ho avuto modo di vedere che qualche frammento della serie; certo trovare un medico che si adopera per ottenere un risultato di guarigione con così tanta dedizione e fantasia mi portano a pensare che sia solo un'ideale. Certamente che i media hanno fatto colpo del resto vivviamo un momento dove la sanità è sempre e comunque presente, purtroppo spesso per errori o negligenze o interessi di bandiera. Sarebbe sicuramente più opportuno parlare di altro e non lasciare che una serie televisiva condizioni nel bene e nel male la coscienza dei cittadini. Mi astengo da un qualsiasi giudizio per non dare popolarità alla finzione,illusione ed altro cose delle quali siamo già pieni e stufi.
Ercole Brighi, paziente

House sì

Sinceramente...magari a trovare un dr come House! si è vero che è un po' burbero, ma sa il fatto suo, una finzione data dal grande schermo questo è vero ! ma ci sono molti casi, la stra grande maggioranza che sono veri e come reali sono le soluzioni; anche quando risolve quei piccoli casi ambulatoriali , se ci fate caso, li risolve anche semplicemente dicendo una parola. ripeto e tutto fatto in maniera americana, cioè ingigantita per il grande schermo , ma vera!complimenti...
Giovanni Fornaro (oss)

Cosa vuole un ammalato

Cosa vuole un ammalato quando si reca in una struttura sanitaria? Quale scelta farebbe in termine di cure appropriate e risolutive? Avere un ottimo medico...ma burbero e scontroso di carattere, o avere un ottimo medico a livello caratteriale e pessimo nella professione? Perdonatemi!...ma se un medico mi strapazza, ma poi mi cura a "dovere" preferisco quest'ultimo! La relazione d'aiuto , l'empatia, il piano di assistenza lo vedo apprpriato all'infermiere principale responsabile del piano di assistenza e alla figura tecnica di supporto dell'OSS! Saluti! se volete conoscerci: www.migep.it www.migep.it/forum

Di medici, come il dr House

Di medici, come il dr House ce ne vorrebbero molti di più. Medici preparati, soprattutto. Negli ospedali, invece sono molti di più i medici arroganti perché impreparati di quelli veramente bravi. Preferisco essere curata da un competente dottore, sincero nella diagnosi e onesto in quello che mi aspetta. Non servono medici buoni, servono medici preparati
Laura

Il dr. House è il

Il dr. House è il protagonista di un film e come in tutti i film il pubblico si identifica nel personaggio secondo la propria esperienza: a qulacuno piace a qualcun altro no. ciò che non è accettabile e che si parta da un film, che è una spettacolarizzazione, per trarre delle analogie con la vita reale, dove non esiste la dicotomia "bravo e scorcubito" vs "gentile ma incapace", in tema di medici. la medicina (ufficiale e non) è una cosa seria perché riguarda il bisogno delle persone di guarire dalle malattie, e il modo migliore per parlarne non passa dai film o dalle fiction tv ma dall'analisi (giornalistica, sociologica e tecnica) di ciò che accade in realtà. Per rimanere in Italia: il tema caldo è la reale capacità di poter offrire servizi sanitaria adeguati alle aspettative, compatibilmente con quanto è disponibile in termini finanziari (e questo richiede il ripensamento dell'attuale sistema di welfare universale o quantomeno del suo sitema di finanziamento).
Manlio Protano

Moira e Paola, permettetemi

Moira e Paola, permettetemi di dire che fare una scelta sul desiderare o meno un medico com il dr. House non ha alcun senso. Dubito che qualcuno possa trovare un medico simile nella realtà. Ma poi quale realtà? ora, io non seguo il telefilm del dottore abitualmente ma si tratta di una clinica privata quella dove opera, vero? Ricordatevi che da noi per avere i risultati di un esame ci vogliono dei giorni, che il nostro medico brancola nel buio per più di 20 min a puntata, e che non si azzarderebbe mai a decidere per te troppo terrorizzato dalle conseguenze legali che la cosa potrebbe avere, specialmente se la cura non funziona, oppure, a differenza del telefilm, tu muori.
Mirri Simone

E' un problema di

E' un problema di democrazia. Se il dr. House fosse uno psichiatra come si comporterebbe? Il paziente nel 2007 è un cittadino alleato del medico. Le alleanze si creano con il dialogo, il rispetto, la relazione che produce ottime anamnesi sulla scorta delle quali nel 90 per cento dei casi si giunge a una diagnosi. Tutto il contrario di una medicina tecnologica, impersonale causa di litigiosità medico legale come ben sanno i medici di famiglia che hanno pochissimi contenziosi legali con i propri cittadini che curano. Gli stereotipi fanno molto male e soprattutto quando non sono basati sull'evidenza scientifica.
Giuseppe Monaco, medico

Il dr.House è una figura

Il dr.House è una figura retorica, una parodia della medicina che può fare e disfare tutto, una irreale ma affascinate rappresentazione del rapporto tra medico e paziente. House rappresenta la genialità e nel contempo la sregolatezza dell'essere geniale, che non piace ai mediocri, invidiosi e perbenisti, perchè la genialità è una qualità che non si può acquisire nel corso degli studi di laurea in medicina nè si può acquistare al supermercato CONAD, ma è l'elemento che contraddistingue i soggetti migliori, dotati di talento naturale, che esercitano l'arte medica per aiutare i bisognosi, ma sono costretti a combattere tutti i giorni contro la mediocrità e invidia dei colleghi. Se io fossi un paziente veramente ammalato vorrei avere un dr. House al mio capezzale, al quale affidare la mia salute e le mie speranze di vita. Non vorrei un medico gentile e ossequioso ma mediocre, che non saprebbe forse cosa fare e cosa decidere. House è un medico capace e coraggioso, che quando la paura bussa alla porta manda il coraggio ad aprire.

lo spettatore-paziente

Credo che ragionare sul dr. House come persona o tipologia di medico nel suo rapporto con i pazienti o colleghi sia in certo senso riduzionista; è fuor di dubbio che sia una persona poco socievole e che sia un buon bio-medico. Ciò che piace del telefilm credo sia la partecipazione del telespettatore alla spiegazione della malattia, della sua insorgenza e del suo percorso di guarigione; il dr. House non è un mago delle medical Humanities, parla poco al paziente, ma parla molto al telespettatore facendolo partecipare alla costruzione dell'esperienza di malattia e del senso della stessa. Chi la sera si mette comodo in poltrona e guarda il dr. House è direttamente coinvolto in un transfert con il paziente mal-trattato - esperienza oggettivamente connessa alla realtà di ciascuno di noi - ma grazie al ritorno dal transfert diventa un paziente-spettatore al quale viene spiegato cosa accade nel suo corpo e nella sua vita, in occasione della malattia. C'è ampia familiarità tra spettatore e paziente - anche etimologica - che consente nel transfert la buona riuscita del serial. Paradossalmente piace di più di E.R. che è piuttosto una dimostrazione dell'efficienza medica americana; il dr. Kovac parla dal punto di vista della struttura sanitaria. Dr. house ha un cinismo che svela alcuni nostri pensieri - necessari alla sublimazione della sofferenza - senza che ce ne rendiamo responsabili noi; ma parla in modo semplice e pragmatico al possibile malato (condizione ineludibile per qualunque telespettatore).