Studio WARFASA: aspirina contro il tromboembolismo

Il tromboembolismo venoso è una patologia comune che presenta un’incidenza annua pari allo 0,5-1,6 per 1.000 nella popolazione generale e comprende in realtà due fenomeni sovrapponibili: la trombosi venosa profonda e l’embolia polmonare. In particolare, per trombosi venosa profonda si intende la chiusura di un vaso venoso in un qualunque distretto dell’organismo, ma soprattutto a livello degli arti inferiori. L’embolia polmonare, invece, rappresenta in genere una complicanza della trombosi venosa profonda ed è causata da un trombo che, distaccandosi dalla sua sede, raggiunge il circolo polmonare.

La trombosi venosa profonda può essere asintomatica, come succede spesso dopo un intervento chirurgico: quando è sintomatica, invece, si presenta con dolore, gonfiore, eritema. Anche l’embolia polmonare è in genere priva di sintomi, ma può manifestarsi con difficoltà a respirare, dolore toracico, tosse, cardiopalmo.

In pazienti colpiti da un episodio di tromboembolismo venoso idiopatico – cioè non associato a particolari fattori di rischio come possono essere interventi chirurgici, traumi o alcuni tipi di tumori – il trattamento d’elezione per prevenire la comparsa di recidive della malattia è rappresentata dalla terapia anticoagulante orale. Questa terapia presenta però numerose limitazioni, come il rischio di emorragie e la necessità di un continuo monitoraggio di laboratorio per aggiornare costantemente il dosaggio.

Al momento, non sono disponibili alternative efficaci e sicure per il trattamento del tromboembolismo venoso: di recente, però, è stata osservata una correlazione tra questa patologia e la trombosi arteriosa. Ora, dal momento che un farmaco preventivo di facile applicazione e di provata efficacia nelle patologie arteriose è rappresentato dall’aspirina, l’idea è quella di provare a utilizzare questo farmaco anche per la terapia del tromboembolismo venoso. E proprio quello di valutare la possibilità di impiegare un farmaco già noto, sicuro e semplice da usare per una nuova indicazione è l’obiettivo di un trial clinico in corso presso diversi ospedali italiani e coordinato dall’Università di Perugia.

Qual è lo scopo del trial?

Stabilire se l’aspirina somministrata per almeno due anni sia più efficace del placebo nella prevenzione di recidive di tromboembolismo venoso e di eventi cardiovascolari e cerebrovascolari in pazienti che abbiano avuto primo episodio di tromboembolismo venoso idiopatico e siano già stati trattati per sei mesi o un anno con anticoagulanti orali.

A chi è rivolto? Perché può essere utile parteciparvi?

Lo studio si rivolge a pazienti che abbiano presentato un primo episodio di tromboembolismo venoso non associato a fattori di rischio e che siano stati adeguatamente trattati con terapia anticoagulante. Il vantaggio principale per il singolo paziente consiste nel concreto tentativo di contrastare il rischio di recidiva di tromboembolismo venoso, visto che non esiste al momento alcuna alternativa. Inoltre, partecipando allo studio il paziente avrà l’opportunità di ricevere un’assistenza specialistica continua, con visite cliniche periodiche, per i due anni successivi alla sospensione della terapia anticoagulante.

Come si svolge?

In prossimità del termine della terapia anticoagulante orale, il paziente viene valutato per verificare l’eleggibilità nello studio. Se il paziente rientra nei criteri di inclusione, viene richiesto un consenso informato scritto alla partecipazione, previa illustrazione delle basi scientifiche e delle procedure dello studio. Dopo aver concordato la sospensione della terapia anticoagulante, il paziente viene avviato alla terapia in esame. In particolare, i partecipanti possono essere assegnati, a caso, a uno di due possibili gruppi: in un caso, verranno trattati con il farmaco sperimentale in quantità sufficiente per tre mesi di terapia. Nell’altro, invece, verranno trattati con placebo.

Ogni paziente verrà rivalutato ogni tre mesi nel corso del primo anno di partecipazione allo studio e successivamente ogni sei mesi. Una visita di controllo verrà effettuata in qualsiasi momento se si dovessero manifestare segni di recidiva di tromboembolismo venoso, eventi cardiovascolari e/o eventi collaterali. A questo proposito, al paziente sarà fornito un numero telefonico cui si potrà rivolgere per rintracciare il medico sperimentatore sia in caso si presentino sintomi significativi sia qualora siano necessari chiarimenti.

Tabella riassuntiva dei parametri essenziali del trial*

Parametro

Descrizione

Numero identificativo
del trial

NCT00222677

Data di registrazione del trial

Settembre 2005

Identificativo secondario

 

Fonte di finanziamento

 

Sponsor principale

Unità di Ricerca Clinica – Dipartimento di Medicina Interna - Università degli studi di Perugia

Sponsor secondario

 

Responsabile da contattare

Giancarlo Agnelli
Istituto di Medicina interna e vascolare Ospedale di Perugia (Università degli studi di Perugia)
Tel. 075-5782266 oppure 075-5786424
Fax: 075-5722011

Ricercatore
da contattare

Cecilia Becattini
Istituto di Medicina interna e vascolare Ospedale di Perugia (Università degli studi di Perugia)
Tel. 075-5782311 oppure 075-5784410

Titolo
dello studio

The WARFASA Study

Titolo scientifico ufficiale
dello studio

Aspirin after six months or one year of oral anticoagulants for the prevention of recurrent venous thromboembolism and cardiovascular events in patients with idiopathic venous thromboembolism. The WARFASA Study

Revisione etica della ricerca

Comitato Etico Aziende Sanitarie dell’Umbria (CEAS Umbria)

Condizione

Tromboembolismo venoso idiopatico: profilassi delle recidive

Intervento

Trattamento con acido acetilsalicilico (aspirina, 100mg p.o. die) o placebo, somministrati per almeno due anni

Criteri chiave d’inclusione
ed esclusione

Criteri di inclusione

  • primo episodio idiopatico di trombosi venosa profonda prossimale e/o embolia polmonare strumentalmente dimostrata;
  • trattamento con eparina non frazionata o eparina a basso peso molecolare (o un altro farmaco ugualmente efficace) seguito dagli anticoagulanti orali (INR target 2.0-3.0) per sei mesi)

Criteri di esclusione

  • fattori di rischio permanenti e/o temporanei per tromboembolismo venoso
  • allergia o intolleranza all’acido acetilsalicilico
  • indicazione al trattamento con antiaggreganti piastrinici (ticlopidina, clopidogrel, ecc) o con anticoagulanti orali a lungo termine
  • trattamento con farmaci anti-infiammatori non steroidei non COX 1 / 2 selettivi
  • sanguinamento in atto o alto rischio di sanguinamento (sanguinamento gastrointestinale negli ultimi 12 mesi, diagnosi endoscopica di ulcera peptica o esofagite ulcerativa nei sei mesi precedenti a meno che non ci sia un successivo riscontro endoscopico di guarigione; emorragia cerebrale nell’ultimo anno; diatesi emorragica nota)
  • aspettativa di vita inferiore a sei mesi
  • impossibilità a presentarsi alle visite di controllo e/o scarsa compliance
  • mancato rilascio del consenso informato

Tipo di studio

Studio multicentrico, randomizzato, in doppio cieco, controllato con il placebo

Data prevista d’inizio del trial

Settembre 2005

Dimensioni
del campione

Almeno 1.198 pazienti

Stato di reclutamento

Attualmente 210 pazienti inclusi nello studio

Esito primario

Valutazione di: recidive tromboemboliche sintomatiche confermate e/o embolia polmonare fatale e/o eventi cardiovascolari (infarto del miocardio; ictus; morte improvvisa altrimenti inspiegabile)

Esiti chiave secondari

Valutazione di: eventi emorragici; ischemia critica degli arti inferiori; infarto intestinale; mortalità totale e cancro di nuova insorgenza

*Tratta da una proposta sulle registrazione dei trial clinici dell’Organizzazione mondiale della sanità e dell'International Commitee of Medical Journal Editors.

Valentina Murelli

Ultimo aggiornamento 28/11/2006

Inserito da redazione il Mar, 28/11/2006 - 00:00