Metodo Stamina: aspettative e ricerca

La ricerca scientifica è caratterizzata da tanti piccoli passi successivi uno all’altro. Le conoscenze si costruiscono mattone dopo mattone riferendosi sempre a metodi scientifici documentati, rigorosi e riproducibili, oltreché trasparenti. Periodicamente questo percorso viene sconvolto da una novità, un’idea, un’intuizione - ma anche da una speranza – che rapidamente supera i confini dei laboratori e dei centri in cui si fa ricerca e si presenta di prepotenza nella cronaca di tutti i giorni. Il caso Di Bella per l’oncologia, il caso CCSVI per la sclerosi multipla sono tra gli esempi più noti e più recenti.

I cittadini e la comunità partecipano al dibattito purtroppo con competenze troppo superficiali, i malati ed i famigliari si fanno forza di una speranza di miglioramento e guarigione quanto mai umanamente comprensibile, la comunità scientifica fa fatica a comunicare i propri punti di vista e la rotta si perde in una pericolosa confusione. Istituzioni e politici spesso si arrovellano per non far torto a nessuno e la confusione aumenta. Nella triste mancanza di una cultura scientifica del nostro paese, cui si ricorre quasi esclusivamente nel momento del fatto di cronaca, il dibattito si impoverisce e si riduce ad una semplice contrapposizione tra pro e contro, vero e falso.

Il caso stamina è oggi all’ordine del giorno tra dibattiti, manifestazioni di piazza, richiami della Unione Europea e degli scienziati del resto del mondo. PartecipaSalute invita a leggere due recentissime note di commento e approfondimento.

La prima dell’Associazione Alessandro Liberati-Network Cochrane Italiano a cura di Laura Amato e Luca De Fiore riporta al dibattito al tema più generale della buona ricerca e della ricerca sull’efficacia del trattamenti (http://www.partecipasalute.it/cms_2/node/2018).

La seconda, più tecnica e specifica (http://www.aisla.it/uploads/documento%20prof%20bianco.pdf), a cura di Paolo Bianco (Università Sapienza) è pubblicata da AISLA Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica che la discute e la supporta in una nota del suo presidente (http://www.aisla.it/uploads/chiusura%20presidente%20Mauro%281%29.pdf)

 

Paola Mosconi e Caterina Bendotti
IRCCS – Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri

 

 

Ultimo aggiornamento: 11/07/2013

Inserito da Anna Roberto il Gio, 11/07/2013 - 16:53