Bolzano promuove la medicina complementare

Approvato nei giorni scorsi dalla giunta provinciale altoatesina il reparto ospedaliero di medicina complementare di Merano agli esiti di uno studio randomizzato controllato condotto dalla Clinica Universitaria “Charitè” di Berlino su pazienti affette da tumore del seno.

Rimane in piedi il reparto di medicina complementare, aperto il 27 gennaio 2010 presso l’Ospedale F. Tappeiner di Merano (BZ), dopo essere stato fortemente osteggiato dall’Ordine dei Medici e per questo messo al vaglio della Clinica universitaria “Charitè” di Berlino come condıcio sıne qua non posta dalla giunta provinciale e dall’azienda sanitaria altoatesina per il suo mantenimento. Le conclusioni della sperimentazione avviata nel marzo 2011 e denominata “Medicina complementare 2010-2012 – Studio per la valutazione della condizione psico-fisica in donne trattate per tumore al seno”, sono state presentate dalla professoressa Claudia Witt, direttrice dell’Istituto di medicina sociale, epidemiologia ed economia della sanità della Charitè, e confermano un miglioramento statisticamente significativo della qualità di vita in pazienti colpite da tumore del seno, che hanno affiancato alle terapie convenzionali quelle della medicina complementare.

Lo studio randomizzato controllato ha riguardato 275 di 442 pazienti con tumore della mammella reclutate dal Centro senologico di Bressanone-Merano, dal reparto di oncologia di Bolzano e dal day-hospital di Merano, valutandone i parametri della qualità di vita, della sindrome di affaticamento e del dolore. Alle partecipanti d’età media di 56 anni a inizio trattamento, dopo tre e sei mesi è stato somministrato un questionario riguardante: 1. stato del trattamento del tumore alla mammella, ricorso alle cure integrative con indicazione della tipologia (p.es. agopuntura, ayurveda, digiuno, omeopatia, osteopatia, fitoterapia, yoga, ipnosi, biorisonanza, fiori di Bach, Feldenkrais, idroterapia, chiropratica ecc.); 2. qualità di vita rapportata a enunciati personali su benessere fisico, relazioni interpersonali; 3. sindrome da affaticamento con enunciati su stato psico-fisico, benessere spirituale, funzionalità e ulteriori fattori; 4. qualità di vita riferita alla valutazione del proprio stato di salute in relazione alla capacità di affrontare le attività quotidiane e di relazione. Le pazienti hanno inoltre dovuto indicare obiettivi auspicabili e raggiunti nelle tappe intermedia e finale del trattamento. Le metodologie di cura più utilizzate sono state l’agopuntura (49%), l’osteopatia (49%), l’omeopatia (46%), le infusioni (43%), la fisioterapia (26%). I risultati dello studio confermano effetti benefici significativi sulla qualità di vita delle pazienti.

Lo studio deve ora passare al vaglio della peer-review prima di essere pubblicato ufficialmente su una rivista scientifica, “per cui non è stato possibile presentare i risultati nel dettaglio” chiosa la dottoressa Witt “non siamo certo andati a vedere come sono stati posizionati gli aghi dall’agopuntore e tante sono le variabili che entrano in gioco in questo studio che pur si presta alle critiche. Certo è, che abbiamo guardato al benessere generale delle pazienti che è risultato statisticamente migliorato”. Le buone condizioni generali delle pazienti consentono anche una migliore aderenza ai protocolli convenzionali della chemioterapia con il risultato che “le pazienti riescono ad arrivare a fine ciclo, senza interromperle e nei tempi previsti” ci spiega il responsabile di progetto, dottor Christian Thuile. A maglia stretta la collaborazione con il reparto di senologia di Merano, da cui proviene la gran parte delle pazienti randomizzate (47%), il cui primario Herbert Heidegger sottolinea l’importanza della combinazione giusta con le terapie complementari che, aggiunge, “se lo riteniamo necessario, vanno anche cambiate.” E se l’Assistenza Tumori dell’Alto Adige condivide la scelta dell’assessore alla sanità, perché ai pazienti che lo richiedono è finalmente possibile dare una raccomandazione ufficiale, l’assessore alla sanità Richard Theiner parla di “reazione della politica che non può rimanere impassibile di fronte a un bisogno sentito della popolazione, che va istituzionalizzato anche per scongiurare il pericolo dei guaritori improvvisati.”

Nel reparto di medicina complementare di Merano operano nove medici, sei infermieri, due osteopati e uno psicologo (in organico dalla primavera di quest’anno), il 30% dei pazienti sono oncologici e il 70% malati cronici (dolore cronico, disturbi digestivi, allergie, stanchezza cronica), il 60% del totale sono donne con età media di 40 anni, formazione culturale elevata e media estrazione sociale. Da un anno il servizio opera a pieno regime con un totale di 16.000 contatti. Il progetto pilota - originariamente con scadenza biennale e prorogato poi per un altro anno a cavallo dello studio della Charitè - è costato finora oltre un milione e mezzo di euro alla sanità altoatesina e i costi delle terapie (dai 30 agli 80 euro), che non rientrano nei Lea (livelli essenziali di assistenza garantiti dal servizio sanitario pubblico), sono per il 70% a carico dei pazienti (gratuità per i cittadini sotto il minimo vitale). Le cure complementari sono state invece offerte gratuitamente alle partecipanti allo studio, per incentivarne l’arruolamento.

Di parere contrario all’istituzionalizzazione del reparto di medicina complementare di Merano è la commissione provinciale per il riordino clinico, la quale aveva già bocciato due volte il progetto, perché ritenuto non urgente e privo di particolare utilità, laddove un terzo progetto era stato addirittura approvato dalla giunta senza passare dalla commissione. E le polemiche non sono certo immotivate, visto che la giunta provinciale di Bolzano è riuscita a trovare i fondi per questo reparto sul fil di lana, mentre faticherà non poco ad adeguarsi entro il 31 marzo 2013 al taglio di cinquanta milioni di euro in meno di due anni e di 277 posti letto ospedalieri imposto dalla spending review dell’agenda Monti.

Valentina Vecellio

 Ultimo aggiornamento: 24/01/2013

 

 

 

Inserito da Anna Roberto il Gio, 24/01/2013 - 15:57