Trastuzumab: un farmaco a due facce

Fonte: Moja L, Tagliabue L, Balduzzi S, Parmelli E, Pistotti V, Guarneri V, D’Amico R. Trastuzumab containing regimens for early breast cancer. Cochrane Database of Systematic Reviews 2012, Issue 4. Art.No.:CD006243. DOI: 10.1002/14651858.CD006243.pub2.

Secondo le conclusioni di una revisione sistematica pubblicata sulla Cochrane Library, le donne che ricevono trastuzumab, per la cura del tumore al seno HER2 positivo, hanno anche un maggiore rischio di andare incontro a problemi di cuore. Il trastuzumab (nome commerciale Herceptin) è un farmaco che viene consigliato alle donne con tumore al seno HER2 positivo, in aggiunta alla chemioterapia standard. Si tratta di un farmaco con un importante potenziale terapeutico in quanto aumenta le probabilità di sopravvivenza e riduce il rischio di recidive.

Uno degli autori della revisione – Lorenzo Moja – commenta come “la ricerca abbia dimostrato principalmente che nelle pazienti che hanno ricevuto il trastuzumab la mortalità si è ridotta di circa un terzo, ma il rischio di tossicità cardiaca dovuta al farmaco è aumentato di circa 5 volte rispetto alle donne che hanno ricevuto il solo trattamento standard. In altre parole: se si considerano mille donne con tumore al seno HER2 positivo che ricevono la terapia standard (senza trastuzumab) 900 di loro saranno ancora in vita dopo 3 anni; su mille che invece ricevono il trastuzumab in aggiunta alla terapia standard, 933 sopravvivranno”.

Il farmaco mostra quindi una seconda faccia meno lieta. Circa 26 donne su 1000 tra quelle che ricevono il trastuzumab andranno incontro a una grave tossicità cardiaca come effetto collaterale del farmaco. Questo significa che ci saranno 21 casi in più di malattia cardiaca (scompenso cardiocircolatorio) rispetto a quanto avviene tra le pazienti che ricevono la sola terapia standard.

“Complessivamente – conclude Roberto D’Amico, dell’Università di Modena, il trattamento con il farmaco trastuzumab apporta più vantaggi che danni nelle donne in cui è alta la possibilità di recidiva del tumore e che non sono a rischio di malattie cardiache. Il bilancio tra rischi e benefici è però meno chiaro e deve essere valutato con cautela per le donne che hanno bassa probabilità di recidiva della malattia, per esempio in quelle che hanno tumori di dimensioni molto piccole, e per le donne che non hanno una situazione cardiovascolare ottimale e quindi sono a maggiore rischio di complicazioni cardiologiche. L’oncologo deve condividere con la paziente se iniziare o meno la terapia con trastuzumab, dopo aver attentamente considerato i rischi e i benefici”.

Laboratorio di ricerca per il coinvolgimento dei cittadini in sanità
Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri

 

 

Box. Due parole sulla revisione...
La ricerca, condotta da un team di giovani ricercatori (in media con meno di 40 anni) delle Università di Milano e Modena, in collaborazione con l’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, nell'ambito del programma di supporto alla ricerca indipendente finanziato dall’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), ha valutato tutti gli studi clinici randomizzati disponibili allo scopo di ottenere l’informazione più attendibile circa il rapporto tra i benefici e i rischi legati alla somministrazione del trastuzumab. I ricercatori hanno identificato 8 studi, che includevano un totale di 11.991 donne con un tumore al seno HER2 positivo operabile e non metastatico, divise in modo casuale in due gruppi: le donne del primo gruppo ricevevano la normale chemioterapia, quelle del secondo erano invece trattate con il trastuzumab in aggiunta alla terapia standard. Lo stato di salute delle pazienti è stato monitorato per una media di circa 3 anni.
Il tumore al seno è il tumore più frequentemente diagnosticato nelle donne. Alcune cellule tumorali, tra i diversi tipi presenti, producono in elevata quantità una particolare proteina, chiamata recettore per il fattore di crescita epiteliale (HER2) e sono per questo motivo definiti HER2 positivi. Il trastuzumab appartiene alla nuova generazione di farmaci biotecnologici (o terapia biologica target), farmaci che bloccano il recettore sovra espresso e impediscono la trasmissione del segnale che porta le cellule tumorali a moltiplicarsi in maniera eccessiva e incontrollata.

Ultimo aggiornamento 27/4/2012

Inserito da Anna Roberto il Ven, 27/04/2012 - 16:21