In Europa di tumore al seno si muore meno

La mortalità per tumore della mammella è notevolmente diminuita negli ultimi 30 anni in Europa, così come osservato negli Stati Uniti, sebbene questo tumore rimanga il più frequente e la principale causa di mortalità per cancro nelle donne in Europa.

Uno studio – condotto sul database del World Health Organization (WHO) contenenti i dati dei certificati di morte di 32 paesi europei fino al 2009 e pubblicato sulla rivista The Breast – ha mostrato che solo tra il 2002 e il 2006, la mortalità per tumore della mammella (standardizzata per età secondo la popolazione mondiale) è diminuita del 7% nel complesso dei paesi dell’Unione Europea (UE), passando da 17,9 a 16,7 decessi ogni 100.000 donne. Le diminuzioni più forti sono state osservate nei paesi dell’Europa Nord Occidentale, mentre le riduzioni sono state più modeste e più recenti nei paesi del Centro/Est Europa, dove la mortalità è risultata in crescita fino alla metà/fine degli anni ‘90.

In Italia, nel quinquennio considerato la riduzione è stata in linea con quella della media dei paesi dell’UE (-7,5%): nel 2007 sono stati registrati 11.916 decessi, 16,2 ogni 100.000 donne. Le riduzioni sono inoltre state più evidenti nelle giovani donne (-11,6% tra i 20 e 49 anni nella UE) rispetto a quelle di età più avanzata (-6,6% a 50-69 anni, -5% a 70-79 anni).

Complessivamente, tra la fine degli anni ’80 e la metà degli anni 2000, la mortalità per tumore della mammella è diminuita di oltre il 20% nella UE nel suo complesso.

L’andamento favorevole per la mortalità del tumore della mammella in Europa è largamente attribuibile a progressi nella terapia per questa malattia. A partire dagli anni ’70, sono stati infatti introdotti una serie di farmaci chemioterapici e terapie antiormonali che hanno progressivamente migliorato la prognosi per questo tumore. A ciò vanno aggiunti miglioramenti nella chirurgia e ottimizzazione della radioterapia.

L’impatto della diagnosi precoce e dello screening sugli andamenti di mortalità per tumore della mammella è invece ancora in discussione. In molti paesi Europei, infatti, lo screening mammografico si è diffuso a partire dagli anni ‘90, in particolare nelle donne nella fascia di età tra i 50-69 anni. Tuttavia, la riduzione della mortalità per tumore della mammella è iniziata già prima (o concomitanza) dell’introduzione di screening. Inoltre, anche negli anni più recenti, andamenti favorevoli nella mortalità per tumore della mammella sono stati osservati nelle donne sotto i 50 anni (e in quelle oltre i 70), cioè in fasce di età non coperte da programmi di screening organizzati. Così, lo screening mammografico è solo uno – e probabilmente non il maggiore – determinante del favorevole andamento della mortalità per tumore della mammella.

E’ invece improbabile che i fattori di rischio per il tumore della mammella (principalmente riproduttivi e ormonali) abbiano avuto un impatto sugli andamenti osservati, dal momento che non hanno avuto cambiamenti favorevoli negli ultimi decenni. Così, nella maggior parte dei paesi Europei, il numero di figli è diminuito e l’allattamento al seno è diventato meno frequente, mentre l'uso di terapie ormonali sostitutive in menopausa è aumentato almeno fino agli inizi degli anni 2000. Tra gli altri fattori di rischio modificabili, il sovrappeso e l’obesità sono diventati più frequenti, mentre l'attività fisica e il consumo di alcol non hanno mostrato cambiamenti favorevoli nelle donne in molti paesi Europei. Conseguentemente, l'incidenza di tumore della mammella negli ultimi decenni non si è ridotta, ma semmai, è stata in aumento (anche per effetto dell’aumento nelle diagnosi conseguenti allo screening mammografico) fino ai primi anni 2000, per livellarsi solo negli anni più recenti.

Gli andamenti più favorevoli nelle giovani donne, così come le riduzioni più marcate negli ultimi anni, suggeriscono un continuo miglioramento nella mortalità per tumore della mammella nel prossimo futuro. Nell’UE nel complesso, si è stimata un’ulteriore diminuzione del 9% tra il 2006 e il 2012, fino a raggiungere un tasso di mortalità attorno a 15 decessi ogni 100.000 donne (circa 88.000 decessi totali). A fine 2012, saranno quindi oltre 25.000 i decessi evitati ogni anno in Europa rispetto alla mortalità degli anni ’80.

 

Cristina Bosetti
Dipartimento di Epidemiologia
Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri

Referenze:
Bosetti C, Bertuccio P, Levi F, Chatenoud L, Negri E, La Vecchia C. The decline in breast cancer mortality in Europe: An update (to 2009). Breast. 2012 Feb;21(1):77-82. Epub 2011 Sep 8.

Ultimo aggiornamento 1/3/2012

Inserito da Anna Roberto il Gio, 01/03/2012 - 16:59