Ad ogni donna il suo parto

E’ notizia di questi giorni l’avvio di controlli a livello nazionale per verificare l’utilizzo non appropriato del parto cesareo nei reparti di ostetricia delle strutture pubbliche e private. L’operazione ha coinvolto i Carabinieri dei Nas che attiveranno controlli sulle cartelle cliniche e sulla documentazione ecografica.

E’ anche notizia di fine gennaio la pubblicazione da parte del SNLG-ISS (Sistema Nazionale Linee guida_Istituto Superiore di sanità) delle nuove Linee Guida sul parto cesareo, in particolare per quanto riguarda l'appropriatezza della pratica chirurgica nell’assistenza alla nascita (http://www.snlg-iss.it/lgn_cesareo_II_parte). Il documento, che integra quanto già pubblicato due anni fa come linea guida sulla comunicazione alle donne (http://www.snlg-iss.it/cms/files/LG_cesareo_comunicazione.pdf), è disponibile anche in forma divulgativa con un opuscolo dedicato proprio alle donne.

Va ricordato che il ricorso al parto cesareo è pratica molto comune quanto variabile sul territorio nazionale – l’Italia è prima in Europa e terza nel mondo per percentuale di tagli cesarei sul totale delle nascite, i parti cesarei variano dal 23% in Friuli al 62% in Campania. Al momento non si intravede un cambiamento di questa tendenza. Puntare sui controlli può essere una strada, ma certamente vanno fatti investimenti per un maggior coinvolgimento della donna e della coppia attraverso una comunicazione corretta che porti verso scelte consapevoli e meno rischiose. E’ inoltre necessario puntare allo sviluppo di metodi di lavoro che incentivino pratiche assistenziali basate su prove di efficacia e puntino al miglioramento delle caratteristiche organizzative e professionali dei singoli centri nascita che  sembrano influenzare fortemente la proporzione di nascite mediante cesareo. Il cambiamento, infatti, perché dia risultati positivi deve essere affidato ad un percorso culturale e non esclusivamente di controllo.

In questo senso si sono mossi a Verona dove è stato pubblicato un opuscolo il cui scopo è quello di fornire alla donna in gravidanza e al futuro padre informazioni utili per la scelta del luogo del parto e per riflettere sul tipo di assistenza desiderata. Scopo dell’opuscolo è anche riportare i dati relativi all’assistenza, facilitare la comunicazione tra i professionisti della nascita e le donne, favorire la collaborazione tra i punti nascita, diffondere e generalizzare le buone pratiche ostetriche.

Come dicono gli autori: “Molti studi attendibili hanno dimostrato che gli interventi non necessari e l’uso eccessivo e inappropriato della tecnologia non migliorano, ma al contrario peggiorano la qualità dell’assistenza ostetrica e provocano più danni di quanti non ne prevengano. Con questo nostro lavoro vorremmo contribuire a modificare, nel nostro territorio, l’attuale tendenza all’industrializzazione della nascita e alla sua eccessiva medicalizzazione. Siamo convinti che il più potente fattore di cambiamento dell’assistenza alla nascita è la libertà di scelta della donna ben informata e consapevole dei suoi bisogni e delle sue preferenze”.

 

Paola Mosconi, Anna Roberto
Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri

Inserito da Anna Roberto il Ven, 17/02/2012 - 12:32