Quando la X non è un pareggio: la medicina di genere

Offrire ad ogni persona, uomo o donna, la terapia più efficace ed appropriata è l'obiettivo della medicina di genere, che studia le differenze sessuali, socio-culturali e comportamentali che influiscono sullo sviluppo, diagnosi e cura della malattia.

Uomini e donne si ammalano in modo diverso, ma la maggior parte della ricerca scientifica viene effettuata sul modello “giovane adulto, maschio bianco” e le informazioni cliniche che ne derivano vengono traslate alla donna, che mostra però sintomi “atipici”, sottovalutati dai clinici. In questi casi si parla di sindrome di Yentl - dall'articolo di Bernardine Healy, cardiologa, direttrice dell’Istituto Nazionale di Salute Pubblica,  pubblicato sulla prestigiosa rivista New England Journal of Medicine nel  1991. L'articolo, ormai pietra miliare della medicina di genere, analizza i risultati di due studi effettuati nel Massachusset e nel Maryland su un gruppo di donne affette da coronaropatia. Nasce qui la questione femminile in medicina. A differenza dei pazienti maschi infatti, le donne subivano più errori  diagnostici, ricevevano meno cure e venivano sottoposte ad interventi chirurgici non risolutivi.

Bernardine Healy scrisse  The Yentl Syndrome prendendo a prestito l'eroina del racconto Yentl The Yeshiva Boy,  scritto da Isaac B. Singer, che era costretta a travestirsi da uomo per accedere allo studio del Talmud, testo sacro dell’ebraismo. Il riferimento indicava il comportamento discriminante che i cardiologi hanno nei confronti della donna, frutto spesso del retaggio culturale per cui le donne vengono ritenute protette dalle malattie cardiovascolari. A torto, se si considera che la malattia cardiovascolare è la causa principale di morte per la donna (1). Spesso viene diagnosticata tardivamente, perché il cuore femminile risponde in maniera diversa allo svilupparsi della malattia: nausea, vomito, senso di peso retrosternale, dolore che irradia al collo con nevralgia mascellare, astenia, sudorazione, ansia. E ancora: l'“aspirinetta” (2,3) farmaco d'elezione per la prevenzione dell’infarto, nella donna non funziona; con il diabete si triplica il rischio di infarto rispetto all'uomo; l’infiammazione provoca aterosclerosi (4) nella donna più che nell’uomo.

Queste evidenze cliniche si sono fatte strada negli ultimi vent'anni. Quando, nel 1992, la cardiologa Marianne J. Legato fonda la Partnership for Women's Health alla Columbia University di New York iniziano i primi studi su gruppi di donne. Nel 2000 l'Organizzazione mondiale della sanità inserisce la medicina di genere nell'Equity Act, due anni dopo costituisce  il Dipartimento per il genere e la salute della donna. Nel maggio 2010 le istituzioni europee propongono una legge, analoga a quella americana, che renda obbligatoria in Europa una rappresentanza femminile equa negli studi clinici e di ricerca.

Medicina di genere, dunque, per una medicina  personalizzata che consideri il genere, l’età e l'etnia, per ottenere equità nella prevenzione e nella cura.

BOX. Salute delle donne: equità di genere e la Women Stroke Association.
Women Stroke Association | WSA
www.womenstrokeassociation.org/

Le donne vivono più a lungo, ma questa maggiore longevità è poi così desiderabile? “Studi epidemiologici descrivono un quadro poco allettante: la donna vive una lunga vecchiaia inabile e magari malata” afferma Paola Santalucia –neurologa, cardiologa e presidente della Women Stroke Association, un'associazione di medici, psicologi e altre figure professionali che operano nel sociale che si occupa della salute della donna con particolare riguardo alla malattia cardiocerebrovascolare. “La donna presenta la maggiore incidenza di malattie cardiovascolari circa dieci anni dopo l’uomo, ma bisogna sfatare il concetto che tali malattie siano prerogativa dell’uomo e della donna anziana” conclude Santalucia.

Maria Grazia Buratti
Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri

Referenze:
(1) Ministero della salute dati 2008. Stroke Cerebrovasc Dis. 2011 Dec 3. Gender Difference in Stroke Case Fatality: An Integrated Study of Hospitalization and Mortality. Devries D, Zhang Y, Qu M, Ma J, Lin G. N Engl J Med. 2005 Mar 31;352(13):1293-304. 
(2) A randomized trial of low-dose aspirin in the primary prevention of cardiovascular disease inwomen. Ridker PM, Cook NR, Lee IM, Gordon D, Gaziano JM, Manson JE, Hennekens CH, Buring JE. JAMA. 2006 Jan 18;295(3):306-13. 
(3) Aspirin for the primary prevention of cardiovascular events in women and men: a sex-specific meta-analysis of randomized controlled trials. Berger JS, Roncaglioni MC, Avanzini F, Pangrazzi I, Tognoni G, Brown DL. Stroke. 2007 Nov;38(11):2881-6. 
(4) High-sensitivity C-reactive protein is independently associated with early carotid artery progression in women but not in men: the INVADE Study. Sander K, Horn CS, Briesenick C, Sander D; INVADE Study Group.

Ultimo aggiornamento 3/2/2012

Inserito da Anna Roberto il Ven, 03/02/2012 - 10:20