I tanti significati attribuiti all’empowerment

Qualche mese fa’ abbiamo rivisto la letteratura riguardante health literacy, empowerment ed advocacy per cercare di dare un ordine al significato di queste parole. Il quadro che ne è derivato è intricato (http://www.dialogosuifarmaci.it/rivista/pdf/4dc7e42e383c0.pdf): i tre termini infatti - pur con una loro precisa identità, funzione ed esempio - si compenetrano tra loro e si collocano quasi in un continuo che parte dal singolo paziente fino ad arrivare ai grandi movimenti di opinioni dei malati. Si parte dalla malattia, dalla gestione dei sintomi e delle terapie e si arriva alle politiche sociali e sanitarie legate all’impatto di una determinata condizione sanitaria.

Così non stupisce il titolo della notizia “Empowerment dei malati, pasta e tiramisù” riportata sull’ultimo numero della newsletter di Eurordis, l’associazione europea delle malattie rare.

 

E’ stato infatti inaugurato a Venezia il ristorante Fantasia. Si tratta di un progetto sociale di integrazione e formazione lavorativa per persone affette da malattie rare aperto da Uniamo, la federazione italiana delle malattie rare che ha sempre lottato per l’empowerment delle persone diversamente abili. Empowerment quindi anche nel senso esteso di acquisizione di abilità (lavorative in questo caso) a servizio di un progetto in un contesto di integrazione di differenti abilità.

L’iniziativa è partita da Goldin - un’associazione che ha come obiettivo il sostegno, la realizzazione e la gestione di progetti sociali – per arrivare ad investire nel turismo sociale.

Fantasia ha aperto a maggio 2011, dopo un lungo anno di negoziazione con le autorità locali. Il personale di Fantasia conta 20 volontari e 14 impiegati, tra i quali 6 sono diversamente abili, uno è affetto da sindrome di Noonan, due dalla malattia di Asperger, due non hanno ancora ricevuto una diagnosi e il sesto dovrebbe essere vicino ad una diagnosi certa di sindrome di Costello. La formazione ed integrazione di queste persone viene svolta conformemente alle loro capacità. L’obiettivo è dimostrare che assumere una persona diversamente abile per il lavoro giusto con la formazione giusta, è un’esperienza molto positiva.

 E il tiramisù? La specialità in cucina di uno dei lavoratori con malattia di Asperger.

Paola Mosconi
Laboratorio per il coinvolgimento dei cittadini in sanità

Inserito da Anna Roberto il Ven, 11/11/2011 - 10:58