La realtà virtuale può aiutare la riabilitazione dei pazienti colpiti da ictus

Laver KE, George S, Thomas S, Deutsch JE, Crotty M. Virtual reality for stroke rehabilitation. Cochrane Database of Systematic Reviews 2010 , Issue 2 . Art. No.: CD008349. DOI: 10.1002/14651858.CD008349.

 

I risultati di una nuova revisione pubblicata all’interno della Cochrane Library suggeriscono che la realtà virtuale possa aiutare i pazienti adulti colpiti da ictus a riconquistare la funzionalità degli arti e a migliorare le loro capacità di eseguire attività quotidiane.

La realtà virtuale consente di immergersi in un ambiente generato dal computer attraverso apposite interfacce. Questi strumenti sono spesso percepiti come semplici videogiochi, ma di fatto possono essere i utilizzati a scopi terapeutici. “La realtà virtuale e i videogiochi interattivi potrebbero apportare vantaggi alla terapia tradizionale nella riabilitazione delle persone dopo ictus. Ad esempio, danno l’opportunità di fare pratica nelle normali attività della vita quotidiana altrimenti difficili all’interno di un ospedale” afferma il Kate Laver, responsabile dello studio/autrice dello studio che lavora presso il Dipartimento di Riabilitazione e Assistenza agli Anziani dell’Università di Flinders, Adelaide, Australia.

Insieme ad un team di colleghi australiani e statunitensi, Laver ha cercato nella letteratura scientifica gli studi clinici che confrontassero l’uso della realtà virtuale con la terapia riabilitativa tradizionale. I ricercatori hanno individuato 19 studi che includono un totale di 565 pazienti adulti colpiti da ictus.

La realtà virtuale, confrontata con la terapia tradizionale, migliora le funzioni motorie – come mostrano sette studi su 205 pazienti – e le capacità di gestire le attività quotidiane come lavarsi e vestirsi – dai risultati di tre studi su 101 pazienti. Questi dati vanno però confermati da altri studi: Gli effetti positivi sono stati rilevati subito dopo la fine del trattamento ma non chiaro se si mantengano a lungo termine, inoltre il numero di pazienti studiati non è molto grande, per cui trarre conclusioni certe da questi dati è difficile” commenta Laver. “Oltre a ciò, gli studi impiegano diversi tipi di realtà virtuali, valutando caratteristiche diverse”. Le prove dell’efficacia sulla ripresa della forza e sulla capacità di camminare, ad esempio, sono ancora insufficienti per trarre conclusioni chiare. .

A fronte della necessità di ulteriori dati sull’efficacia, la sicurezza di questi interventi appare invece elevata: pochissimi pazienti che usano la realtà virtuale hanno riportato seri avversi collaterali come dolore, mal di testa o vertigini.

“La realtà virtuale può essere vista come uno strumento terapeutico promettente, ma sono necessari molti più dati prima di poter valutare quali aspetti siano più importanti e quanto tempo durino gli effetti” Conclude Laver.

Inserito da Valentina Pecoraro il Mer, 07/09/2011 - 17:53