I farmaci antidepressivi

In Italia e in Europa è aumentata così tanto la prescrizione di farmaci antidepressivi da far sembrare la depressione una vera e propria epidemia. Gli operatori sanitari dovrebbero distinguere la depressione, una grave malattia, dagli stati depressivi, che rappresentano uno stato di insoddisfazione.

I farmaci antidepressivi che agiscono sulla serotonina – noti come SSRI - sembrano aver sostituito i vecchi farmaci antidepressivi triciclici, ritenuti apparentemente più tossici. Il successo di questi farmaci era legato, tra l’altro, a un’anomalia nella pubblicazione degli studi scientifici che ne valutavano l’effetto: venivano pubblicati solo gli studi con risultati favorevoli a questi farmaci e non quelli che non mostravano vantaggi.

Da una valutazione complessiva di tutti gli studi sono venuti alla luce l’efficacia limitata e gli effetti tossici di questi farmaci. Gli SSRI offrono infatti un beneficio rispetto al placebo (sostanza inerte, per esempio una pillola di zucchero) solo nel caso di gravi forme di depressione. Nessuna differenza rispetto al placebo per le forme “minori” di depressione, come gli stati depressivi, che sono le forme più diffuse. Si è inoltre scoperto che possono diminuire la densità ossea, e favorire la formazione di trombi.

Un rischio ancora più preoccupante è riportato in una recente ricerca svedese, che mostra un aumento di mortalità tra i giovani che soffrono di depressione che assumono gli SSRI rispetto ai controlli. Nonostante questi risultati siano preliminari e necessitino di conferme da ulteriori studi, il quadro generale relativo agli SSRI indica che questi farmaci devono essere impiegati solo in casi di depressioni gravi. Leggi l’articolo di Silvio Garattini pubblicato sulla rivista Oggi – RCS Periodici.

Laboratorio di ricerca per il coinvolgimento dei cittadini in sanità
Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri

Ultimo aggiornamento 3/8/2011

 

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Inserito da Anna Roberto il Mer, 03/08/2011 - 10:33

E' reale che vi sia un

E' reale che vi sia un aumento della richista e prescrizione di antidepressivi,soprattutto SSRI ed è ugualmente vero che gli RCT effettuati mostrino modesti effetti solo nelle forme di depressione maggiore e non nella distimia,ma il vero problema è la gestione del disagio a liv. sociale...nessuno vuole più accettare come normali le emozioni negative ed il dolore,serve sempre un farmaco che metta le cose a posto..poi ovviamente Big Pharma ha fatto enorme azione di lobbing sui medici per aumetare a dismisura i comportamenti sociali che richiedano farmaci,ma questo è un altro discorso.

antidepressivi

C'è un interessantissimo studio inglese che parla dei "danni" degli antidepressivi. Purtroppo nel mondo vengono dati con troppa facilità. Purtroppo i medici trovano molto più facile questa soluzione piuttosto che capire il reale problema oppure partire con calmanti con meno controindicazioni (valeriana es. tit., iperico es. tit.) per non creare la dipendenza. Non è un caso se nel T....r l'assunzione è consigliata x max 1 settimana..... loro ce l'avevano detto....

http://www.benzo.org.uk/itaman/index.htm