Limitare il sale nella dieta non riduce il rischio di malattie cardiovascolari, né di morire per queste malattie

Full citation: Taylor RS, Ashton KE, Moxham T, Hooper L, Ebrahim S. Reduced dietary salt for the prevention of cardiovascular disease. Cochrane Database of Systematic Reviews 2011, Issue 7. Art. No.: CD009217. DOI: 10.1002/14651858.CD009217.

Sono le conclusioni di una recente revisione Cochrane, che necessitano di conferme da studi molto più ampi.

Molte prove scientifiche confermano che un’assunzione moderata di sale riduce la pressione sanguigna: “ Il continuo incoraggiamento a ridurre l’assunzione di sale ha portato a un’effettiva diminuzione del suo utilizzo, che ha avuto come conseguenza una piccola riduzione della pressione sanguigna” afferma Rod Taylor, autore della revisione, che lavora presso l’Università di Exeter. “Il nostro obiettivo era constatare se la dieta povera di sale modifichi anche il rischio di incorrere in episodi cardiovascolari, o di morire per queste cause” aggiunge Taylor.

Una prima revisione Cochrane pubblicata nel 2004 con consigli sulla dieta da seguire non ha riportato alcuna prova conclusiva in questo senso. Nella nuova ricerca pubblicata da Taylor i ricercatori hanno individuato sette studi, che insieme includono 6489 partecipanti, e hanno registrato una quantità di dati tale da poter iniziare a trarre qualche conclusione, anche se Taylor ritiene che siano necessari dati di molte più persone  - almeno 18.000 individui - prima di provare con certezza qualsiasi effetto sulla salute.

Molti esperti concordano che il consumo eccessivo di sale non giovi alla salute e che la riduzione di questo può apportare benefici sia in persone con pressione arteriosa alta, sia in persone con pressione normale. “Il nostro studio non riporta grandi benefici probabilmente perché le persone analizzate hanno ridotto di poco il loro consumo giornaliero di sale, per cui l’effetto sulla pressione sanguigna e sul cuore è limitato” afferma Taylor, e aggiunge che gli operatori sanitari dovrebbero trovare modi più efficaci per ridurre l’assunzione di sale, che siano praticabili ed economici.

Molti paesi hanno approvato raccomandazioni di tipo governativo che invitano alla riduzione del sodio contenuto nella dieta. Nel Regno Unito, il National Institute for Health and Clinical Excellence (NICE) – organismo indipendente inglese che sviluppa linee guida per il servizio sanitario nazionale inglese  – ha recentemente incoraggiato la popolazione a ridurre l’assunzione di sale fino a un massimo di 6 grammi al giorno entro il 2015, e fino a 3 grammi entro il 2025.

“Accanto ai governi che definiscono obiettivi per ridurre l’assunzione di sale, alle industrie alimentari che lavorano per rimuoverlo dai loro prodotti, è importante fare studi molto più grandi per comprendere a fondo i rischi e i benefici legati alla sua assunzione” conclude Taylor.

Inserito da Valentina Pecoraro il Mer, 06/07/2011 - 10:37