Donne, pillola del giorno dopo e obiezione di coscienza

La rivendicazione da parte di alcuni farmacisti del diritto di fare obiezione di coscienza alla vendita della pillola del giorno dopo è al centro di un dibattito che tocca diversi aspetti: si tratta di un farmaco abortivo o contraccettivo? Quando è lecita l'obiezione di coscienza? Il farmacista ha il ruolo e le competenze per fare obiezione, a fronte di una prescrizione medica? Viene reso impossibile alla donna esercitare un proprio diritto?
La questione è stata posta all’attenzione del Comitato Nazionale di Bioetica (CNB), organo consultivo istituzionale (si veda box sottostante). Il parere finale (1) non ha raggiunto l’unanimità ma a maggioranza risulta a favore della possibilità di obiezione di coscienza per i farmacisti; nello stesso testo redatto dal Comitato si sottolinea la spaccatura tra due posizioni diverse.

Il parere del Comitato nazionale di bioetica diviso in due

Il testo che riassume il parere finale del CNB riporta quanto segue:
“Alcuni membri hanno ritenuto che si possa riconoscere al farmacista un ruolo ritenuto riconducibile a quello degli “operatori sanitari” e che pertanto, in analogia a quanto avviene per altre figure professionali sanitarie (l.n. 194/1978 e l.n. 40/2004 http://www.camera.it/parlam/leggi/04040l.htm), debba necessariamente essere riconosciuta anche a questa categoria professionale il diritto all’obiezione. Il fatto che il farmacista svolga un ruolo meno diretto rispetto a chi pratica clinicamente l’aborto non è stata ritenuta ragione sufficiente per invalidare l’argomento a favore della clausola morale, dato che la consegna del prodotto contribuisce ad un eventuale esito abortivo in una catena di causa ed effetti senza soluzione di continuità.
Altri membri, hanno ritenuto, fra le diverse ragioni, che non si può assimilare la figura del farmacista a quella del medico, dato che il rapporto con l’utente è generico: è la ricetta che legittima la consegna del farmaco e non l‘identità della persona che lo ritira. Tutte le responsabilità gravano, quindi, sul medico, mentre non vi è alcun coinvolgimento giuridico del farmacista, il quale non ha potere di entrare nel merito delle scelte effettuate. Se si riconoscesse al farmacista il diritto all’obiezione di coscienza, è stato osservato, gli si conferirebbe insieme il diritto sia di censurare l’operato del medico, sia di interferire pesantemente nella sfera privata e più intima di un soggetto (la donna nell’ipotesi del contraccettivo di emergenza), impedendone di fatto l’autodeterminazione”.
Una delle questioni cruciali su cui si è diviso il CNB è il meccanismo d’azione della pillola del giorno dopo.
Come ha sostenuto durante la discussione Carlo Flamigni, grande esperto del tema e membro del CNB, secondo il meccanismo d’azione la pillola del giorno dopo non può essere ritenuta abortiva. “Molti membri non hanno voluto accettare il punto di vista sostenuto da Carlo Flamigni”, commenta Silvio Garattini, direttore dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri e membro del Comitato Nazionale di Bioetica, “una posizione non sorprendente, considerando quanto poco la scienza sia considerata parte della cultura negli ambienti filosofico-giuridici”. A questo si aggiunge la questione dei ruoli e delle competenze: “Nell’attuale situazione il farmacista ha solo responsabilità amministrative e non può sindacare su una prescrizione medica, a meno che non vi sia un errore palese, nel qual caso comunque deve sempre consultare il medico prima di prendere qualsiasi decisione” specifica Garattini. “Proprio per questa ragione il farmacista non ha la stessa responsabilità del medico, cui in effetti viene riconosciuta l’obiezione di coscienza. Il farmacista è solo un tramite, il distributore di un prodotto. Se si accetta la sua obiezione di coscienza, perché non ammettere anche quella degli ausiliari della farmacia? Non solo, ma anche di coloro che confezionano il farmaco e di quanti lo trasportano. Se si consentisse un esercizio esteso dell’obiezione, sarebbe impossibile assicurare un servizio che è dovuto per legge a chi ha il diritto ad avere il farmaco”(2).

La conclusione del Comitato nazionale di bioetica

 Il Comitato, in conclusione, esprime parere favorevole al diritto di obiezione di coscienza da parte dei farmacisti, ma al contempo conferma che “la donna debba avere in ogni caso la possibilità di ottenere la realizzazione della propria richiesta farmacologica e che spetti alle Istituzioni e alle Autorità competenti, sentiti gli organi professionali coinvolti, prevedere i sistemi più adeguati nell’esplicitazione degli strumenti necessari e delle figure responsabili per l’attuazione di questo diritto”.

Disagi per le donne e violazione dei diritti

La Consulta di Bioetica - è un'associazione di cittadini di diversa formazione e di differente orientamento politico ed etico - esprime il proprio giudizio a riguardo definendo “desolante l’inconsistenza di argomentazioni con cui alcuni membri del CNB si ostinano a difendere un presunto diritto astruso e inconsistente quale quello all’obiezione di coscienza dei farmacisti per la vendita della pillola del giorno dopo. Come se non bastassero tutti i disagi e le violazioni dei diritti delle donne già causati dal massiccio ricorso all’obiezione da parte dei medici! Per non parlare dell’ipocrisia con cui si cerca di equiparare la funzione e l’autorevolezza dei farmacisti a quella dei medici con il solo scopo di difendere ideologie tanto care agli ambienti conservatori!”(3).

Il servizio deve essere garantito

 La Presidente di Federfarma - la Federazione nazionale che rappresenta le oltre 16.000 farmacie private convenzionate con il Servizio sanitario nazionale - Annarosa Racca, commenta che la farmacia e il farmacista “hanno il dovere di dispensare, sotto prescrizione, ogni tipo di farmaco”. Se in farmacia fosse presente un obiettore di coscienza, ha aggiunto, “allora nella stessa farmacia ci dovrà essere un altro farmacista non obiettore, perché le nostre strutture non solo svolgono un servizio fondamentale sul territorio ma sono anche un terminale del Servizio Sanitario Nazionale. E in quanto tale devono garantire un servizio, che è quello di dispensare tutti i farmaci che sono in commercio” (4) .

L’ordine professionale richiede una legge nazionale

 La Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani (Fofi) si dichiara “favorevole ad una legge” che disciplini e faccia chiarezza sul tema dell’obiezione di coscienza dei farmacisti. La risposta legislativa a questo problema, rileva la Fofi, “dovrà necessariamente tener conto di entrambi gli aspetti: da un lato quello di tutelare la singola coscienza del farmacista, e dall’altro quello di garantire il diritto del paziente rispetto ad una prescrizione medica” (5).

Un percorso ad ostacoli

 Come ricorda Luisa Toni di Bologna, che si definisce donna, cattolica e farmacista, “al momento della presentazione della ricetta il farmacista non ha alcuna informazione riguardo la situazione clinica e personale della donna che deve assumere il farmaco. Potrebbe trattarsi di una donna per la quale la gravidanza rappresenta un rischio per la salute o per la vita,  di una donna (e sono molte) che sta assumendo farmaci che provocano malformazioni nel nascituro e che ricorre all’uso della pillola del giorno dopo a causa del mancato funzionamento di un altro metodo di contraccezione. Potrebbe trattarsi di una donna che ha subito abusi sessuali. In ogni caso chi si rivolge al medico per ottenere la prescrizione della pillola del giorno dopo è una donna che responsabilmente, com’è suo diritto, ha deciso di evitare una gravidanza attraverso l’uso di un contraccettivo invece di correre il rischio di un successivo aborto”.
La prescrizione della pillola del giorno deve dunque avvenire in pronto soccorso, dal proprio medico di base o in consultorio. Una donna che abbia bisogno di un contraccettivo di emergenza deve quindi cercare un medico che non faccia obiezione di coscienza e che le prescriva il farmaco; in caso contrario deve recarsi da altro medico o struttura indicata dal medico obiettore; in seguito deve rintracciare un farmacista che non si rifiuti di fornire il farmaco, altrimenti, dovrà recarsi presso altre farmacie, indicate dal farmacista obiettore - il tutto entro 72 ore. Alle donne, spesso giovani e con difficoltà ad affrontare situazioni di emergenza di questo tipo, non resta che sperare che il calcolo delle probabilità giochi a favore nella sequenza che va dalla richiesta del contraccettivo all’acquisto. Cosa diversa dalla garanzia di poter esercitare un proprio diritto.
Si interroga allora Luisa Toni: “Come è possibile che un operatore sanitario possa esercitare il diritto di obiezione di coscienza ai sensi della Legge 194 nei confronti di un contraccettivo? Come è possibile che un farmacista possa invocare l’obiezione di coscienza e non consegnare un farmaco dietro regolare presentazione di ricetta medica quando il suo unico elemento di conoscenza è rappresentato dalla ricetta e non dalla valutazione secondo scienza, coscienza e legge delle circostanze umane e cliniche che hanno fatto decidere al medico che era il caso di prescrivere quel determinato farmaco? Per il farmacista è obbligatorio dare seguito alla ricetta nel più breve tempo possibile (la legge non fissa un periodo temporale preciso) ma nel caso della pillola del giorno dopo, il tempo è un elemento molto importante. La mancanza di precisi limiti temporali per la messa a disposizione del farmaco potrebbe legittimare l’obiezione di coscienza di fatto anche in presenza di pronunciamenti contrari da parte degli organi competenti, attraverso un rinvio della consegna del medicinale che date le circostanze la donna non può permettersi. Affinché siano rispettati i diritti delle donne è quindi indispensabile non solo che il farmacista metta a disposizione il farmaco ma che lo metta immediatamente a disposizione all’atto della presentazione della ricetta. Perché ciò accada in modo vincolante si deve chiedere che il principio attivo della pillola del giorno dopo, sia inserito nell’elenco delle sostanze obbligatorie, cioè nella tabella 2 della Farmacopea Ufficiale. Solo in questo modo sarà possibile per le donne rivendicare il diritto all’immediata consegna della pillola del giorno dopo. Attualmente alle farmacie basta avere a disposizione una confezione di un qualsiasi contraccettivo per assolvere agli obblighi di legge sulla detenzione delle sostanze obbligatorie”.

Cosa succede negli altri paesi

 In molti Paesi europei la contraccezione d’emergenza è liberamente acquistabile come farmaco da banco, e in alcuni casi viene addirittura distribuita gratuitamente. Negli Stati Uniti la FDA ha stabilito che la cosiddetta pillola del giorno dopo possa essere acquistata dai maggiorenni senza la ricetta medica.

Il paradosso italiano

 Anche per le donne italiane è possibile comprare la pillola del giorno dopo online, dopo aver avuto un consulto medico “virtuale”, cioè rispondendo ad una decina di domande di tipo medico. La consegna è garantita nelle 24 ore.

 

La pillola del giorno dopo
La pillola del giorno dopo, a base di levonorgestrel,  in commercio in Italia è un contraccettivo ed in quanto tale non è in grado di interrompere una gravidanza in atto. In Italia i farmacisti possono distribuirla solo dietro presentazione di una ricetta medica non ripetibile (RNR), cioè di ricetta valida per una sola volta che il farmacista deve ritirare e conservare per sei mesi dopo la consegna del farmaco.

Il Comitato Nazionale per la Bioetica (CNB) 
E’ stato istituito con Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri il 28 marzo 1990. Svolge sia funzioni di consulenza presso il Governo, il Parlamento e le altre istituzioni, sia funzioni di informazione nei confronti dell’opinione pubblica sui problemi etici emergenti con il progredire delle ricerche e con le nuove applicazioni tecnologiche nell’ambito delle scienze della vita e della cura della salute. Il Comitato esprime le proprie indicazioni attraverso pareri e mozioni che vengono pubblicati, non appena approvati, sul proprio sito (http://www.governo.it/bioetica/index.html).

 

Per saperne di più
(1) Comitato Bioetica: obiezione di coscienza del farmacista
http://www.governo.it/Presidenza/Comunicati/testo_int.asp?d=62509 (accesso 07/03/2011)
(2) Garattini S. “La pillola del giorno dopo” Rubrica Salute e Scienza Oggi, 2011
(3) Consulta di Bioetica Onlus: L’obiezione di coscienza dei farmacisti: dal CNB nuovo attacco all’idea di stato laico! Preoccupazione dalla Consulta di Bioetica http://www.consultadibioetica.org (accesso 07/03/2011)
(4) Comunicato stampa ANSA 25 febbraio 2011
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2011/02/25/visualizza_new.html_1582954995.html (accesso 07/03/2011)
(5) Federazione ordine farmacisti italiani – Comunicato Stampa
http://www.fofi.it/Pagine/ComunicatoViewer.aspx?IdComunicati=64 (accesso 07/03/2011)

 

A.Roberto, C. Colombo, P. Mosconi
Laboratorio di ricerca per il coinvolgimento dei cittadini in sanità
Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri

Ultimo aggiornamento 8/3/2011

Inserito da Anna Roberto il Mar, 08/03/2011 - 14:02

La pillola del giorno dopo online

Le cittadine italiane possono acquistare la pillola del giorno dopo anche su Internet utilizzando i servizi messi a disposizioni da alcune [[farmacie online inglesi come 121doc. In Inghilterra la pillola del giorno dopo a base di levonorgestrel Norlevo o Levonelle è disponibile direttamente in farmacia senza bisogno di ricetta (in Galles la pillola del giorno dopo è distribuita addirittura gratuitamente da Aprile 2011). Per acquistarla online su cliniche private inglesi è necessario rispondere ad un questionario medico "virtuale" che viene quindi visionato da parte di uno medico registrato al General Medical Council britannico ed abilitato a rilasciare prescrizioni online a cittadini europei. Il medicinale viene spedito a domicilio in 24 ore. Presso tali cliniche online inglesi, inoltre, è possibile acquistare anche la cosiddetta pillola dei 5 giorni dopo, a base di ulipristal acetato (commercializzata come ellaOne dalla HRA Pharma), efficace fino a 120 ore dal rapporto a rischio. Mentre in Italia  non è ancora in vendita (si attende l'approvazione da parte dell'AIFA), in Inghilterra, come in altri paesi europei, la pillola dei 5 giorni dopo è già largamente disponibile.