Il metronomo della ricerca per il carcinoma ovarico

I tempi dei ricercatori e dei clinici sono diversi dai tempi delle donne con una diagnosi di carcinoma ovarico: le donne hanno fretta, molta fretta e da adesso in avanti saranno il metronomo dei progetti di ricerca a loro dedicati. Così la presidente di Acto - Alleanza contro il tumore ovarico (http://www.actoonlus.com/) - ha concluso il convegno “Sconfiggere il tumore ovarico si può, combattiamo insieme”. Il convegno promosso proprio da Acto lo scorso 3 dicembre (leggi il programma) presso l’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri ha riunito intorno ad un tavolo di discussione le pazienti e medici e ricercatori di importanti strutture di ricerca: Istituto Mario Negri, IEO, Istituto Nazionale dei Tumori, Istituto Oncologico della Svizzera italiana e IFOM. E’ la prima volta che questo succede per il carcinoma ovarico e le esperienze di riferimento già organizzate dimostrano la fattibilità e l’utilità di questo approccio integrato tra chi promuove la ricerca e chi partecipa o beneficerà della ricerca. Il contributo di ogni persona convenuta in occasioni come questa è unico: come medico, come ricercatore o come paziente. Unici punti di vista ma complementari e integrati tra loro: la ricerca e l’assistenza devono tenerne conto in uguale maniera per fare in modo di essere veramente corrispondente solo ai bisogni dei pazienti.

Il carcinoma ovarico è un tumore relativamente raro. E’ diagnosticato a circa 4 mila donne ogni anno ed è tempo di attirare l’attenzione su questo tumore che è caratterizzato da diagnosi tardive – questo tumore non ha sintomi specifici e al momento non ci sono esami per arrivare ad una diagnosi precoce - e da una elevata mortalità.

Il coordinamento delle attività di ricerca è una delle priorità del settore, insieme allo studio degli strumenti per una diagnosi precoce e alla valutazione di una assistenza che tenga conto di tutti gli aspetti, anche umani e di qualità della vita, importanti per affrontare una patologia così difficile.

In sala molte donne testimoni di una diagnosi di carcinoma ovarico e altrettanti clinici e ricercatori quotidianamente impegnati nel suo studio e nel trattamento. Questo ha rappresentato una novità per il carcinoma ovarico, è infatti la prima volta che per questo tumore le pazienti richiamano l’attenzione della comunità medico scientifica – ma anche dei media - per avanzamenti concreti. Come ha sottolineato la presidente di Acto, è importante che medici e pazienti condividano strategie e metodi. In particolare è fondamentale la collaborazione e il coordinamento tra i centri in modo da sviluppare progetti di ricerca - come quello presentato in questa occasione - che corrispondano quanto più possibile ai bisogni dei pazienti e razionalizzino gli investimenti, è inoltre necessario ed auspicabile un incremento dei fondi per la ricerca sul carcinoma ovarico. Le donne dell’associazione Acto hanno poi sottolineato e richiesto massima trasparenza e informazione sui progetti in corso e sui risultati ottenuti.

Paola Mosconi
Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri

Inserito da mosconi il Lun, 13/12/2010 - 12:04