Modificare i comportamenti dei famigliari è d’aiuto ai pazienti schizofrenici

Pharoah F, Mari J, Rathbone J, Wong W. Family intervention for schizophrenia. Cochrane Database of Systematic Reviews 2010, Issue 12. Art. No.: CD000088. DOI: 10.1002/14651858.CD000088.pub3

Cambiare i comportamenti, le abitudini e le attitudini dei famigliari dei pazienti schizofrenici potrebbe essere efficace soprattutto nel diminuire le ricadute della malattia. Queste sono le conclusioni di una nuova revisione sistematica Cochrane,

E’ noto da tempo che le persone affette da schizofrenia hanno una maggiore probabilità di recidiva se provengono da famiglie in cui si osservano atteggiamenti molto critici e ostili e un maggior coinvolgimento emotivo. Nuovi approcci psicosociali, che mirano a ridurre questa emotività potenzialmente negativa, sono largamente utilizzati, anche se la loro efficacia non è stata provata.

I ricercatori hanno analizzato i dati di 53 studi clinici per un totale di 4 708 pazienti. I trattamenti, di durata da 6 settimane a 3 anni, hanno esaminato uno spettro di tecniche psicosociali mirate a ridurre lo stress, a controllare l’emotività e ad supportare i familiari nell’aiutare i pazienti nel quotidiano. Nel gruppo di controllo i soggetti sono invece stati sottoposti al trattamento standard, che include il trattamento farmacologico tradizionale. I pazienti sono stati valutati attraverso un’ampia varietà di scale per misurare la salute generale e quella mentale, le funzioni sociali, i comportamenti e la qualità della vita.

Il principale beneficio riportato in seguito agli interventi sui familiari riguarda la riduzione delle ricadute. I risultati di 32 studi mostrano che per ogni sette pazienti i cui familiari ricevono l’intervento, un paziente ne trae beneficio, confrontato con il gruppo di controllo. Gli interventi sui familiari inoltre contribuiscono a ridurre le ospedalizzazioni a più di un anno dall’intervento, migliorano le funzioni sociali e incoraggiano i pazienti a rispettare il trattamento farmacologico.

“La prevenzione delle recidive è il pilastro della salute psichiatrica.” Afferma il capo ricercatore Fiona Pharoah della Fondazione sulla Salute mentale di Oxford e Buckinghamshire. “I professionisti che si occupano di salute mentale e coloro che gestiscono i servizi potrebbero cominciare a considerare gli interventi che hanno come target i famigliari dei pazienti come un ottimo investimento per i pazienti schizofrenici, in termini di lavoro e di tempo. In particolare là dove fossero già disponibili servizi alla famiglia di alta qualità.”

Il co-autore John Rathbone, del dipartimento di Economia Sanitaria e Scienze Decisionali dell’Università di Sheffield, sottolinea che persistono opinioni differenti riguardo alla solidità scientifica degli interventi familiari in caso di schizofrenia.“Abbiamo bisogno di uno studio più ampio, progettato per risolvere le critiche che vengono mosse a questo e tipo di terapia, peraltro ampiamente utilizzata” ha affermato. “Alcuni dei rilevanti dati presenti negli studi oggetto della revisione sono riportati in modo insoddisfacente e i pazienti in questo caso potrebbero avere motivo di sentirsi delusi dalla comunità di ricerca/scientifica che non ha operato al meglio.”

Inserito da redazione il Mer, 10/11/2010 - 17:54