Corticosteroidi inalatori negli attacchi d’asma: aumentare le dosi non basta

Quon BS, FitzGerald JM, Lemière C, Shahidi N, Ducharme FM. Increased versus stable doses of inhaled corticosteroids for exacerbations of chronic asthma in adults and children. Cochrane Database of Systematic Reviews 2010, Issue 10. Art. No.: CD007524. DOI: 10.1002/14651858.CD007524.pub2.

Aumentare le dosi di corticosteroidi inalatori all’inizio di un attacco d’asma non sembra ridurre la necessità di corticosteroidi orali come intervento di emergenza. Questa è la conclusione di una nuova revisione sistematica pubblicata nella Cochrane Library del mese di ottobre.

Durante un attacco d’asma i polmoni vanno incontro ad un fenomeno detto bronco-costrizione, che rende estremamente difficile il passaggio dell’aria nelle vie respiratorie. Il trattamento di scelta per la bronco-costrizione nei pazienti con asma prevede l’uso di farmaci corticosteroidi inalatori, che agiscono rapidamente riaprendo le vie respiratorie in caso di attacco acuto.

Oltre alla bronco-costrizione i polmoni dei pazienti asmatici sono soggetti ad infiammazione e questa condizione viene trattata utilizzando giornalmente corticosteroidi per via orale. Il grado di infiammazione è molto variabile. La presenza di infezioni virali, allergeni o altri irritanti nei polmoni aumenta l’infiammazione e l’ostruzione delle vie aeree. In questi casi, almeno in teoria, aumentare la dose di corticosteroidi inalatori dovrebbe migliorare i sintomi. Per questo motivo molti medici consigliano ai pazienti asmatici di raddoppiare il numero di spruzzi dei loro inalatori ai primi sintomi di un attacco acuto. Nei casi più gravi, se i pazienti non rispondono al trattamento per via inalatoria, si deve ricorrere ad una terapia orale di emergenza.

“Lo scopo di questa revisione sistematica è capire se in caso di attacco acuto l’aumento delle dosi di corticosteroidi inalatori è sicuro ed efficace rispetto al mantenimento delle dosi abituali. E’ necessario stabilire se questa strategia è efficace, per evitare l’imporsi di comportamenti falsamente rassicuranti. Inoltre, utilizzare una dose costante potrebbe aumentare l’efficacia dell’inalazione quotidiana dei corticosteroidi, non solo durante gli attacchi acuti e/o incoraggiare la ricerca di altre strategie più efficaci” afferma il capo ricercatore Francine Ducharme, che lavora presso l’Università di Montreal in Canada.

La ricerca sistematica della letteratura ha portato ad individuare cinque studi clinici che si sono interessati a questo quesito. Queste sperimentazioni hanno coinvolto 28 bambini e 1.222 adulti con asma da lieve a moderata. La dose giornaliera di corticosteroidi inalati era di 500 mg e incrementata fino a 1.000 o 2.000 mg/giorno nelle crisi acute. Contrariamente a ciò che è comunemente accettato, non ci sono prove che alte dosi di corticosteroidi inalatori riducano il ricorso a terapia di emergenza per via orale. Mancano inoltre le prove per stabilire se questa strategia sia sicura o meno. Studi ulteriori sono necessari anche per particolari fasce di età: “Abbiamo a disposizione pochi studi sul trattamento degli episodi acuti di asma nei bambini” spiega Ducharme, che conclude: “a fronte delle conoscenze disponibili, il miglior approccio che possiamo consigliare è quello di tentare di prevenire la riacutizzazione dell’asma attraverso un regolare utilizzo dei corticosteroidi.”

La Cochrane Library riporta almeno 200 revisioni che analizzano nel loro complesso le terapie per i differenti tipi di asma. Vengono valutati e confrontati gli effetti di numerosi farmaci e di rimedi alternativi come quelli della tradizione cinese.

Ultimo aggiornamento 15/10/2010

Inserito da redazione il Ven, 15/10/2010 - 10:31