Convivere e sopravvivere con gli incidentalomi renali

Lane BR, et al. Active treatment of localized renal tumors may not impact overall survival in patients aged 75 years or older. Cancer 2010;116:3119 (http://dx.doi.org/10.1002/cncr.25184).
Tracy CR, et al. Durable oncologic outcomes after radiofrequency ablation: Experience from treating 243 small renal masses over 7.5 years. Cancer 2010;116:3135 (http://dx.doi.org/10.1002/cncr.25002).

Il crescente ricorso alla diagnostica per immagini, soprattutto l’ecografia ma anche la TAC e la risonanza magnetica, ha moltiplicato il riscontro dei cosiddetti incidentalomi. Si tratta di neoformazioni più spesso a localizzazione addominale, di natura benigna o maligna, comunque indeterminata al momento della loro individuazione e svelate casualmente da un’indagine strumentale.

Una volta evidenziato un incidentaloma il medico deve risolvere due problemi: capire se rappresentano un reale pericolo per la salute del paziente con ulteriori accertamenti e decidere se trattarli chirurgicamente. Sembrerebbe facile optare per la soluzione più radicale – la loro asportazione di routine – ma la situazione non è così lineare perché bisogna fare i conti con la difficoltà di interventi in sede delicate, ricche di vasi o profonde, e i rischi legati alle condizioni del paziente (se stava eseguendo altre indagini è probabile che avesse malattie concomitanti e spesso è avanti con gli anni). C’è poi da chiedersi se davvero il singolo incidentaloma abbia qualche probabilità di progredire fino a minacciare la salute del suo portatore, unico caso che ne giustifichi l’asportazione.

Gli incidentalomi renali, che si riscontrano in soggetti di età avanzata e possono essere istologicamente maligni, ma hanno a volte una crescita così lenta da restare asintomatici per tutta la vita, rappresentano un buon esempio di tutte le variabili di cui un medico deve tenere conto nella gestione diagnostica e terapeutica. Due recenti articoli apparsi sulla rivista Cancer affrontano da diversi punti di vista la questione. Nel primo Brian Lane, un chirurgo statunitense riporta i dati  relativi alla casistica della clinica urologica di Cleveland dove 537 pazienti sopra i 75 anni con un tumore renale localizzato scoperto occasionalmente sono stati sottoposti alla nefrectomia (27%), a un’asportazione meno radicale di tessuto renale (53%) o a un monitoraggio programmato e costante della massa (20%). Dopo un periodo di osservazione di circa 4 anni, solo 6 dei 148 decessi verificatisi erano dovuti alla progressione del tumore renale. L’analisi statistica indicava inoltre che la probabilità di morte era in relazione con l’età del paziente, con la presenza di altre malattie soprattutto cardiologiche e con la funzionalità renale, ma non dipendeva dal trattamento più o meno radicale della neoformazione. Tutte buone ragioni per scegliere una linea conservativa.

Nel secondo lavoro Chad Tracy propone un’alternativa terapeutica meno invasiva della chirurgia tradizionale, l’ablazione con radiofrequenza (radiofrequency ablation, RFA) che comporta l’utilizzo di onde elettromagnetiche a elevatissima frequenza in grado di distruggere il tessuto tumorale tramite la produzione di calore. Questa tecnica è applicata ad altre neoplasie, per esempio del polmone  e del fegato, ha il vantaggio di ridurre i tempi dell’intervento e il sanguinamento e di risparmiare quanto più possibile il tessuto sano circostante, preservando la funzione degli organi colpiti. Impiegando l’ablazione con radiofrequenza su 208 pazienti con età media di 64 anni portatori di 243  incidentalomi renali (il 79% istologicamente maligni) seguiti per 2 anni dopo il trattamento, i ricercatori hanno ottenuto risultati più che soddisfacenti. Infatti il 93% delle lesioni ha risposto alla terapia con una riduzione di volume, il 93% dei pazienti era vivo e senza recidive a distanza di 5 anni (90% se si considera il sottogruppo dei tumori maligni), solo 3 pazienti hanno sviluppato metastasi e soltanto uno è deceduto. Si conferma l’indicazione a un atteggiamento non aggressivo.

Maria Rosa Valetto

Inserito da Maria Rosa Valetto il Mar, 01/02/2011 - 12:34