Big Pharma in affanno nella corsa alla globalizzazione

Ancora troppo debole la presenza dei colossi del farmaco nei mercati emergenti: di questo passo rischiano di perdere il confronto con i produttori locali

Il mercato globale del farmaco sta evolvendo molto rapidamente e, anche a causa della crisi economica, sta spostando il proprio baricentro da Europa e Stati Uniti verso nuovi paesi emergenti. I grandi colossi farmaceutici, però, sembrano non accorgersene: ad oggi meno del 10% dei loro guadagni proviene dai nuovi mercati.

L’imperativo quindi è cambiare rotta, e in fretta. A dare la sveglia a questi giganti un po’ sonnacchiosi è un recente rapporto dell’americana IMS Health, che ammonisce: senza nuove strategie di investimento, il rischio per le grandi compagnie è di restare alla finestra mentre le piccole aziende produttrici già presenti nei paesi emergenti si spartiscono l’enorme torta dei guadagni.

La nuova geografia del mercato del farmaco

Se si avvererà la previsione di IMS Health, entro un anno il mercato mondiale del farmaco cambierà radicalmente il suo volto. Stati Uniti e Giappone rimarranno ancora in testa alla classifica dei mercati più ricchi, ma alle loro spalle si avrà un vero e proprio terremoto. Bastano pochi dati per rendersene conto: entro il 2011 le vendite in Cina supereranno quelle di Francia e Germania, mentre il Brasile acquisterà più della Gran Bretagna.

Si parlerà sempre meno di Europa e Stati Uniti, dunque, anche perché le vendite negli ultimi otto anni hanno fatto registrare un calo consistente. Diverse le possibili cause individuate dagli esperti: la crisi economica, la scadenza di molti brevetti, la crescita dei farmaci generici, i minori investimenti nelle biotecnologie e le maggiori restrizioni imposte dai governi sul mercato.

I magnifici 17

Sud America, Asia, Europa Orientale e Nord Africa: sono loro i protagonisti di questa piccola rivoluzione in atto. Dalla Polonia al Pakistan, dal Venezuela al Vietnam, sono 17 i paesi che si affacciano sul mercato farmaceutico offrendo notevoli prospettive di crescita.

Nel 2009 questi paesi hanno totalizzato il 16% delle vendite mondiali di farmaci (per un giro d’affari di circa 123 miliardi di dollari), ed entro il 2013 saranno i principali attori della crescita economica globale.

Sarà la Cina a fare la parte del leone: quella che oggi è già la terza economia a livello mondiale (e che nel 2027 sarà probabilmente il paese leader davanti pure agli Stati Uniti), entro i prossimi cinque anni vedrà crescere il proprio mercato farmaceutico di ben 40 miliardi di dollari.

Cavalcare l’onda per non affogare

Di fronte a questa ‘onda anomala’, non tutte le multinazionali del farmaco si stanno comportando nello stesso modo.

Secondo l’analisi di IMS Health, solo poche aziende “sono state veloci a trovare un appiglio”. Tra queste la svizzera Nycomed che, “avendo fatto il suo ingresso nel mercato russo agli inizi degli anni Novanta, si trova oggi all’undicesimo posto nella classifica delle aziende farmaceutiche russe”. O ancora Bayer, “che deve la maggior parte della sua recente crescita ad investimenti fatti in Cina e Turchia”.

Oltre a questi pionieri, ci sono altre compagnie che stanno tentando di ritagliarsi fette di mercato nei paesi emergenti. Come Sanofi-Aventis, che ha acquisito aziende produttrici di farmaci generici in Brasile e Messico diventando leader di questo settore in America latina. Oppure come GlaxoSmithKline, che attraverso la sua partnership con Aspen punta ad entrare in modo massiccio nel mercato africano.

Al di là di poche eccezioni, però, i colossi del farmaco (soprattutto quelli statunitensi) rimangono un po’ defilati. Nel 2009, meno del 10% dei guadagni delle 15 più importanti multinazionali proveniva da questi mercati emergenti.

Il messaggio lanciato dagli esperti è quindi molto chiaro: per avere successo nel nuovo ordine mondiale serve un rapido cambiamento di rotta. Bisogna focalizzare l’attenzione sui nuovi mercati, adattare le strategie di investimento alle caratteristiche di ciascuna realtà, tenendo conto che il tempo è denaro. E la concorrenza dei produttori locali molto agguerrita.

Bibliografia
“Pharmerging shake-up: new imperatives in a re-defined world”. IMS Health http://www.imshealth.com/deployedfiles/imshealth/Global/Content/StaticFi...
Natasha Singer. “Drug giants lag where sales boom, study says”. New York Times on line, 16/3/2010.

Elisa Buson

Inserito da Elisa Buson il Mar, 18/05/2010 - 12:04