La caffeina riduce gli errori commessi dai lavoratori che fanno i turni

Ker K, Edwards PJ, Felix LM, Blackhall K, Roberts I. Caffeine for the prevention of injuries and errors in shift workers. Cochrane Database of Systematic Reviews 2010, Issue 5. Art. No.: CD008508. DOI: 10.1002/14651858.CD008508

La caffeina può aiutare i lavoratori soggetti a turni o che lavorano durante la notte a commettere meno errori. Questi i risultati di una nuova revisione sistematica Cochrane, importanti per le implicazioni sulla salute dei lavoratori in diversi settori, come le industrie e i trasporti.

Oltre il 15% dei lavoratori nei Paesi industrializzati lavora durante la notte, con possibili conseguenze sui ritmi circadiani, in pratica "l'orologio biologico". Le persone che dormono solo per brevi periodi possono andare incontro ad episodi di sonnolenza durante le ore di lavoro, aumentando il rischio di eventi avversi come incidenti stradali, infortuni ed errori medici.

I ricercatori hanno revisionato i dati provenienti da 13 studi clinici che analizzano gli effetti della caffeina sulla qualità e i risultati delle attività dei lavoratori soggetti a turnazione, per lo più in condizioni di lavoro simulate. La caffeina è stata somministrata in modi diversi: nel caffè, sotto forma di pillole, attraverso bevande energizzanti o cibo. La performance è stata valutata attraverso test neuropsicologici (che valutano memoria, attenzione, ecc) oppure come la capacità di fare determinate attività, come guidare. La caffeina sembra ridurre gli errori se confrontata con placebo o con brevi periodi di riposo ed aumenta la performance in alcuni test neuropsicologici che coinvolgono la memoria, l'attenzione, la percezione e l'elaborazione di un concetto e di un ragionamento.

Nonostante nessuno degli studi clinici misuri gli incidenti sul lavoro, il miglioramento delle prestazioni nei test si potrebbe tradurre in una riduzione del numero dei danni causati dalla sonnolenza: "Sembrerebbe ragionevole assumere che la riduzione degli errori sia associata a un minor numero di infortuni" dice Katherine Ker, capo dei ricercatori autori dello studio, della London School of Tropical Medicine "Anche se non possiamo quantificare questa riduzione".

L'età media dei partecipanti agli studi è compresa tra 20 e 30 anni. Dato che gli effetti della distruzione dei ritmi circadiani varia con l'età, sono necessarie più ricerche per capire come la caffeina influisca sullo stato di allerta nelle persone più anziane, oltre che confrontare gli effetti della caffeina con altri interventi mirati a ridurre gli errori sul lavoro.

Inserito da redazione il Mer, 12/05/2010 - 13:39