Il latte delle meraviglie? L'autorità europea dice di no

«Rafforza in modo naturale le difese immunitarie del bambino». Quale mamma intenta a scegliere un latte per il proprio figlio non rimarrebbe affascinata da una simile affermazione?

I cibi per così dire salutisti, con effetti benefici per la salute, negli ultimi tempi si sono moltiplicati non solo nelle farmacie, ma soprattutto nei supermercati.

Gli scaffali grondano di etichette ammiccanti: «antiossidanti per combattere l’invecchiamento», «steroli vegetali per ridurre il colesterolo» e tante altre promesse di vivere meglio e di più semplicemente mangiando uno yogurt a colazione o dissetandoci con un succo di frutta.

L’alimentazione per l’infanzia non è da meno; anzi questo è il campo dove il consumatore è più sensibile e attento perché è in gioco la salute dei più piccoli. Ecco dunque il proliferare di miracolosi ingredienti nei latti artificiali: omega 3, nucleotidi, prebiotici; tutti con lo scopo di rendere l’alimento il più simile possibile, e quindi con gli stessi benefici, a quanto di meglio ci può essere per far crescere bene i pargoletti: il latte materno.

Ma sarà tutto vero? Secondo l’EFSA, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare, no (http://www.efsa.europa.eu/en/scdocs/doc/s1430.pdf).

Lo scorso febbraio una commissione di esperti interpellata dall’ente europeo ha espresso un parere negativo riguardo la dichiarazione che un costituente alimentare prodotto da Danone e registrato col nome di Immunofortis, con cui vengono addizionati alcuni tipi di latte per l’infanzia distribuiti da Milupa, «rafforzi naturalmente il sistema immunitario del bambino»

Si tratta di una miscela di prebiotici, da non confondere con i probiotici, i cosiddetti fermenti lattici. I prebiotici sono zuccheri indigeribili, che per questo arrivano intatti nel colon dove vanno a nutrire la flora intestinale, aumentando così la quantità di batteri «buoni» lì presenti. Questo garantirebbe una corretta funzionalità intestinale e una protezione contro eventuali batteri «cattivi» potenzialmente patogeni.

Immunofortis è una miscela di prebiotici derivati da galattosio (scGos) e fruttosio (lcFos) in un rapporto 9:1, composizione che cerca di imitare quella delle fibre prebiotiche presenti nel latte materno.

L’assunzione da parte del bambino con meno di 12 mesi di un latte addizionato con questa miscela rafforzerebbe, secondo i produttori, le sue difese immunitarie, proteggendolo da infezioni e manifestazioni allergiche come dermatite atopica, asma e orticaria. A supporto di tutto ciò la casa produttrice vanta 30 studi, 25 dei quali condotti su bambini. Ed è proprio dopo aver analizzato uno per uno questi studi che l’EFSA ha detto no. Nonostante il prodotto sia ben caratterizzato e i dati raccolti attestino un aumento di bifidobatteri nelle feci dei bambini esaminati, questo non basta per sostenere un rapporto causa-effetto tra l’assunzione del latte e il rafforzamento del sistema immunitario. Gli studi effettuati non sarebbero sufficientemente rigorosi e i dati raccolti sarebbero in parte irrilevanti al punto da non essere convincenti. Insomma questo latte non fa certo male, ma non fa nemmeno miracoli.

In seguito al parere negativo dell’EFSA, la questione è rimandata ai singoli stati dell’Unione Europea, che hanno sei mesi di tempo per intraprendere azioni legali contro le aziende in questione.

I manager della Danone non hanno certamente gradito la cosa, visto che gli eventuali provvedimenti creerebbero difficoltà logistiche nonché pesanti ricadute economiche. Infatti Christian Neu, presidente della Danone Baby Nutrition, in una lettera alla Comunità Europea, accusa l’EFSA di non avere rispetto per la professionalità degli scienziati che hanno condotto gli studi su Immunofortis e di rifiutare qualsiasi dialogo con l’azienda. D’altra parte la Danone sta ancora aspettando un parere dall’EFSA sul miglioramento della funzionalità intestinale garantito dal suo Actimel (già sanzionato insieme ad Activia per pubblicità ingannevole negli USA).

Tante altre indicazioni nutrizionali apparse su prodotti delle più svariate aziende sono state sottoposte a verifica dall’EFSA ottenendo spesso un parere non certo positivo.

Questa EFSA è davvero così severa? Nella conferenza dal titolo Health Claims 2010 – developing your strategy to survive the EU shake-up tenutasi lo scorso dicembre a Bruxelles, è stata accusata di essere troppo restrittiva e di limitare così lo sviluppo della ricerca nutrizionale in Europa. In realtà, un maggior rigore nella documentazione scientifica a supporto di certe affermazioni nutrizionali dovrebbe essere da sprone per avere una ricerca sempre più di qualità e quindi cibi sempre più di qualità. Tanto più se si tratta di un latte per bambini. La legge italiana (http://www.salute.gov.it/ecmimgs/C_18_normativa_15_listafile_file_0_link...) , in linea con le direttive europee e le raccomandazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità, vieta la pubblicità di latti artificiali per bambini al di sotto dei 6 mesi, proprio per non allontanare le mamme dall’allattamento al seno. Ma, passati i 6 mesi, via libera alle leggi del marketing con affermazioni sempre più accattivanti e prezzi che salgono alle stelle. Tant’è che in Inghilterra è stato chiesto di recente l’intervento di una commissione governativa per regolamentare la pubblicità dei latti per l’infanzia. Ben vengano dunque gli organi di controllo al di là delle leggi di mercato e a tutela del consumatore che troppo spesso resta all’oscuro di quello che si nasconde dietro l’etichetta di ciò che acquista.

Cristina Gaviraghi

Cristina Gaviraghi

Inserito da Cristina Gaviraghi il Mer, 26/05/2010 - 08:50