Per la festa del papà niente PSA

L'esame del PSA rinnegato dal suo padre scopritore. Questo quando in Italia si celebra la settimana della prevenzione della prostata (http://www.prevenzionetumoreprostata.it/) in coincidenza con la festa del papà il cui messaggio principale è: uomini, fate l'esame del PSA se volete salva la vita. Cosa non va bene?

  • La paura indotta dal messaggio
  • L'invito a far ricorso ad autodiagnosi e PSA
  • Interpretazione dei dati epidemiologici

Paura!

Ecco il video pubblicitario con cui si invitano gli uomini allo screening

Col messaggio "Stai bene? Potresti avere un tumore" si invitano gli uomini sani a farsi visitare.

Qui lo "sticker"da diffondere

autodiagnosi

Lo stato di "salute" è una definizione piuttosto labile, c'è sempre qualcosa che non va. Ecco 18 domande autodiagnostiche. Basta un sì per varcare la soglia e passare dalla salute al rischio di essere malati.

  1. Avete notato una riduzione del calibro o della forza del getto urinario?
  2. Urinate frequentemente o con stimolo urgente?
  3. Vi alzate di notte per urinare? Più volte?
  4. Stentate ad iniziare la minzione?
  5. Il getto urinario si interrompe per poi riprendere?
  6. Avete la sensazione di un completo svuotamento della vescica?
  7. Avete dolore al perineo?
  8. Avete visto del sangue nello sperma?
  9. Avete l’eiaculazione precoce?
  10. Avete dolore durante l’eiaculazione?
  11. Avete avvertito un dolore acuto al testicolo?
  12. Nel palpare i testicoli, sentite un nodulo?
  13. Vi siete accorti che un testicolo è diventato più grande dell’altro?
  14. Avvertite tensione o dolore nello scroto, o in sede inguinale, quando
    siete in piedi?
  15. Avete erezioni incomplete? Da quanto tempo?
  16. Perdete l’erezione durante i rapporti sessuali?
  17. Avete notato una curvatura significativa del pene?
  18. Avete dolore durante l’erezione o durante il rapporto sessuale?

Nessun test autodiagnositco è mai stato validato per la prevenzione del tumore della prostata. Tutti questi sintomi sono poco o nulla specifici: la loro presenza è compatibile con nulla di accertabile e svariati disturbi. Decidere di andare dallo specialista scegliendo di rispondere a queste domande o tirando una moneta è uguale.

PSA=SPA?

Già bocciato dai primi rislutati di due studi pubblicati nel 2009 (leggi PSA: una bocciatura più mezza), Richard J. Ablin, che nel 1970 scoprì l'antigene prostatico specifico (il PSA), scrive sul New York Times (The Great Prostate Mistake) che il test è efficace quanto il lancio di una moneta nel prevenire la morte di tumore alla prostata. Le sue parole sono molto chiare.

«Il 16 percento dei maschi rischia il tumore alla prostata, solo il 3 rischia di morire per tumore alla prostata: fortunatamente la maggior parte dei tumori è silente e non darà alcun disturbo al suo portatore».
«Il test del PSA non può scoprire il cancro della prostata e, cosa più importante, non può distinguere tra i due tipi di tumore, quello che porterà alla morte e quello che non lo farà».
Invece, il test semplicemente rivela un innalzamento dell'antigene nel sangue. Molti fattori possono alzare il PSA: infezioni, altri farmaci ecc».
«Allora come mai è ancora usato? Perché lindustrie farmaceutiche continuano a venderlo e i gruppi di sensibilizzazione spingono sulla "consapevolezza del cancro della prostata" spingendo gli uomini a farsi visitare». Niente di meno.

Albimn aggiunge anche che l'uso del PSA si è rivelato disastroso per le finanze del sistema sanitario USA. Ma questo è secondario alla domanda: ma il PSA salva vite?

Interpretazione dei dati epidemiologici

Ablin prospetta due usi molto specifici per questo esame: in caso di uomini operati di tumore alla prostata o con un rischio familiare molto elevato (padre morto di tumore alla prostata per esempio). Solo in questo caso un repentino innalzamento di tumore può dare avviso di ripresa, o comparsa, della malattia.

Ma non è detto che anche questo uso molto limitato del PSA possa dare alcun vantaggio in termini di mortalità. Questo grafico fa vedere bene che nonostante l'uso massiccio del PSA abbia indotto molti maschi a farsi visitare e quindi anticipato la diagnosi di tumore, la mortalità non è diminuita coem sarebbe lecito aspettarsi da una forte azione di prevenzione.

Non deve trarre in inganno l'etichetta "nuovi casi". Il picco degli anni novanta non rappresenta una espansione del tumore nella popolazione maschile: non bisogna trarre dal grafico la conclusione che nel 1973 negli USA il numero di tumori alla prostata era poco sotto 100.000 e poi nel corso degli anni c'è stata una "esplosione" di questa malattia con una punta di 250.000 casi negli anni novanta.
Nel croso di questi due decenni si è invece osservato un aumento della diagnosi di tumore a seguito del maggior numero di visite indotto dal massiccio uso del PSA come strumento di screening. A cui non è seguito nessun beneficio in termini di vite salvate (a fronte invece dei danni procurati dalla eccessiva diagnosi e terapia.

 

Inserito da Sergio Cima il Mar, 30/03/2010 - 15:05