I medici dovrebbero studiare il conflitto di interesse all'università

Fonte
Fabbri A et al. Conflict of interest between physicians and the pharmaceutical industry. A quali-quantitative study to assess medical students' attitudes at the University of Bologna. R&P 2008; 24:242-254.

I futuri medici devono essere sensibilizzati al conflitto di interesse ... fin da piccoli, cioè già  durante il percorso di formazione universitario e comunque ben prima di giungere all'esercizio della professione. Ormai accertata l'esistenza di questo ingombrante problema per i professionisti della salute, l'attenzione si sta spostando sugli studenti delle Facoltà di Medicina e Chirurgia.

In alcuni Paesi, il dibattito è già maturo, come dimostrano le iniziative studentesche negli Stati Uniti con l'American Medical Student Association, in Australia con la Pharma Phacts e a livello internazionale con l'Universities Allied for Essential Medicines (UAEM).

In Italia, il primato dell'azione spetta al Centro Studi e Ricerche in Salute Internazionale e Interculturale (CSI), nato nel 2006 all'interno del Dipartimento di Medicina e Sanità Pubblica dell'Università di Bologna. L'attività del CSI ha prodotto una ricerca pubblicata nel 2008 che ha valutato l'opinione e la consapevolezza degli studenti di Medicina e Chirurgia sul tema del conflitto di interessi (Fabbri 2009). Dai risultati emerge una scarsa percezione e informazione degli studenti sulle conseguenze del conflitto d'interessi per la professione medica e la salute dei pazienti. Si va dalla difficoltà a coglierne i risvolti etici, all'incapacità di intravederne le ripercussioni nella pratica clinica.

Sempre secondo i risultati della ricerca, la conoscenza e la sensibilità alle problematiche legate al conflitto di interesse non sarebbero frutto del percorso universitario e sarebbe influenzata da fattori esterni  ambientali comunque extrascolastici, per esempio dalla professione dei genitori.

Ma a Bologna, la ricerca del CSI è stato solo il punto di inizio. L'attività ha avuto seguito con la formazione, all'inizio del 2009, di un gruppo di autoformazione a cui collaborano il CSI, il Gruppo Prometeo (gruppo studentesco della Facoltà di Medicina di Bologna), l'associazione Nograziepagoio (che raggruppa operatori sanitari che praticano e promuovono un rapporto corretto e trasparente con l'industria del farmaco) e singoli studenti delle Facoltà di Medicina e di Farmacia, medici in formazione specialistica e dottorandi di ricerca.

La fase successiva è stata quella di comunicazione, prima con un ciclo di conferenze sul tema del conflitto di interesse rivolte agli studenti e poi con una tavola rotonda finale aperta al pubblico e alle istituzioni sanitarie e locali. A questo evento ha partecipato  il direttore esecutivo delle UAEM, che, riferendosi alla propria esperienza, ha testimoniato che gli studenti possano costituire un fondamentale motore di trasformazione sociale, in grado di innescare un processo di reale cambiamento.

Tra gli appuntamenti a breve, il congresso Eziopatogenesi, Prevenzione e Terapia del Conflitto d'Interessi tra Medici e Industria il 27 novembre a Bologna, organizzato in 3 sessioni: il conflitto d'interessi nella ricerca, nella formazione medica e nell'informazione scientifica (per info, contattare il CSI: telefono 051 2094818, e-mail csi.unibo@gmail.com)

E' inoltre in via di progettazione un corso opzionale sul conflitto d'interessi, che farà parte del percorso di studi della Facoltà di Medicina e Chirurgia ed è stato realizzato un pacchetto formativo on line sul conflitto d'interessi.

Approfondisci
http://saluteinternazionale.info/2009/11/il-conflitto-di-interessi-tra-medici-e-industria-farmaceutica-lo-studente-come-promotore-di-cambiamento-sociale/

Maria Rosa Valetto

Inserito da Maria Rosa Valetto il Mar, 26/01/2010 - 17:42