La sconfitta del conflitto?

Fonti
Rothman DJ, McDonald WJ, et al. Professional medical associations and their relationships with industry a proposal for controlling conflict of interest. JAMA 2009; 301:1367-72.
Weinfurt KP, Mark A, et al. Disclosure of financial relationships to participants in clinical research. NEJM 2009;361:916-21.

Il 2009 potrebbe essere un anno decisivo per porre un freno al conflitto di interesse nella ricerca clinica. Gli Stati Uniti sono promotori di una duplice spinta in tale direzione: sul piano politico dove, a partire dal 2011,  per effetto del  Physician Payments Sunshine Act dovranno essere resi pubblici tutti i rapporti economici di valore superiore ai 1.000 dollari tra aziende farmaceutiche e medici ricercatori o società scientifiche; sul fronte delle istituzioni mediche in quanto sia l'Institute of Medicine (IOM, http://www.iom.edu/) sia l'Association of American Medical Colleges (AAMC, http://www.aamc.org) si sono pronunciati sul tema.  

Dopo la pubblicazione, ancora nel 2008, di un documento da parte dell'AAMC, dall'ultimo aprile è presente sul sito dello IOM relativa un altro ampio documento che affronta il problema del conflitto di interesse nei campi della ricerca, dell'educazione e della pratica medica, sia a livello individuale che istituzionale. La posizione della IOM è drastica in quanto non si limita a pretendere che il conflitto venga dichiarato o limitato, ma ne reclama l'abolizione con ogni mezzo: commissioni di controllo, leggi ad hoc, codici di disciplina più rigorosi per i potenziali beneficiari di compensi. A questo proposito viene sottolineato che una regolamentazione per quanto severa è del tutto inutile senza un cambiamento volontario dei comportamenti individuali.

Sempre nell'anno in corso, sono stati pubblicati su importanti riviste medico-scientifiche proposte volte a risolvere alcuni punti nodali del conflitto di interesse, come il ruolo delle associazioni mediche e delle società scientifiche (professional medical association, PMA) e la comunicazione del conflitto ai partecipanti alle sperimentazioni cliniche.

La proposta per il controllo delle società scientifiche

Le linee guida pubblicate su JAMA a firma di David J Rothman, presidente dello IOM, e di autorevoli membri di istituzioni medico-scientifiche, si articolano in un decalogo per regolare i rapporti tra società scientifiche e industria del farmaco e del diagnostico. Sono coperte tutte  le aree potenziali o reali del conflitto di interesse e della sua gestione, dal finanziamento dei maggiori congressi internazionali alla diffusione dei gadget promozionali.

L'auspicio è quello di giungere all'azzeramento del contributo economico dell'industria, fatta eccezione per la pubblicità sulle riviste (anch'essa comunque soggetta a norme e limitazioni che ne esplicitino inequivocabilmente la natura commerciale e promozionale) e alle spese per le sedi congressuali. Il raggiungimento dello "zero assoluto" si scontra con la sopravvivenza di molte società scientifiche delle quali va riconosciuto, e salvaguardato, il ruolo indiscutibile di riferimento culturale; viene quindi proposta, almeno in una prima fase, una riduzione dei finanziamenti "interessati" al 25% del budget operativo con l'invito a diversificare al massimo la provenienza degli importi per allentare il rapporto di dipendenza e il condizionamento di uno o pochi sponsor.

In occasione di attività congressuali, si deve garantire la più netta differenziazione possibile tra eventi indipendenti e sponsorizzati (per esempio tramite la separazione spaziale e temporale dei lavori ufficiali dai simposi satellite), l'assoluta indipendenza dalle aziende farmaceutiche nella scelta dei relatori e nella stesura dei programmi. Il decalogo arriva a disciplinare le caratteristiche della cancelleria e dell'oggettistica congressuale, suggerendo la virtuosa assenza di qualsiasi logo e messaggio pubblicitario.  

Vengono poi individuati alcuni punti sensibili del problema, rispetto ai quali non basta dichiarare la presenza di un conflitto ma è necessario eliminarlo. Alle figure più rappresentative delle società scientifiche, presidenti, rappresentanti e membri dei comitati si richiede la totale assenza di conflitti per una finestra di 2 anni antecedenti al mandato e per tutta la durata dello stesso. Analogamente, si pretende una posizione di assoluta indipendenza agli estensori e ai revisori di indirizzi e linee guida per il forte impatto di tali documenti sulla comunità scientifica. Altrettanto delicata è la questione della formazione, che va tenuta lontana da qualsiasi forma di interesse economico o intellettuale: in questo caso la soluzione proposta è, manco a dirlo, quella dell'evidence-based.

Maria Rosa Valetto

Inserito da Maria Rosa Valetto il Dom, 22/11/2009 - 14:51