Stimolatore elettrico transcutaneo per il trattamento dell’osteoartrite: nessuna evidenza lo raccomanda

Fonte: Rutjes AWS, Nüesch E, Sterchi R, Kalichman L, Hendriks E, Osiri M, Brosseau L, Reichenbach S, Jüni P. Transcutaneous electrostimulation for osteoarthritis of the knee. Cochrane Database of Systematic Reviews 2009, Issue 4. Art. No.: CD002823. DOI: 10.1002/14651858.CD002823.pub2.

L'uso delle tecniche di elettrostimolazione per il trattamento dell'osteoartrite del ginocchio è oggetto di ricerche da circa 20 anni , ma le prove a supporto della loro efficacia nel ridurre il dolore e le disabilità non sono ancora convincenti. Così conclude una recente revisione sistematica Cochrane che analizza i dati provenienti da 18 studi clinici di piccole dimensioni, per un totale di 813 pazienti. Un miglioramento delle difficoltà motorie si è osservato in 29 pazienti su 100 sottoposti all'elettrostimolazione, ma anche in 26 pazienti su 100 nel gruppo di controllo, cioè in pazienti trattati con un "finta" elettrostimolazione o con una terapia standard. Nessuna differenza è stata riscontrata nel sollievo dal dolore o nel numero di pazienti con effetti collaterali.

L'osteoartrite è la causa più comune di dolore e di difficoltà motorie nelle persone anziane. La stimolazione elettrica transcutanea è uno degli approcci al trattamento e consiste nell'applicare a livello cutaneo una corrente elettrica che stimola i nervi e tenta di alleviare il dolore.

"Sebbene alcuni pazienti sottoposti al trattamento di elettrostimolazione per l'osteoartrite del ginocchio mostrano alcuni miglioramenti, i dati raccolti suggeriscono che i benefici non sono maggiori rispetto al placebo" afferma , Anne Rutjes ricercatore dell'Istituto di medicina sociale e preventiva dell'Università di Berna. " Venti anni di ricerca su queste metodiche non hanno ancora chiarito la loro reale efficacia. Sono necessari ulteriori studi e soprattutto di qualità migliore: la maggior parte delle sperimentazioni incluse nella revisione non riportano dati importanti, quali il numero dei pazienti che abbandona lo studio e le informazioni sugli effetti collaterali".

Inserito da redazione il Gio, 08/10/2009 - 11:46