Il medico nel laptop

Nonostante siano nella patria dell'informatica e della medicina di eccellenza, gli studi degli Stati Uniti hanno un tasso di informatizzazione straordinariamente basso: si stima che solamente il dieci per cento dei medici di famiglia disponga di un archivio elettronico delle cartelle dei pazienti. La ragione è probabilmente legata alla parcellizzazione della sanità americana che, basata sulle assicurazioni,  ha ostacolato l'adozione di un sistema informatico standard per la medicina.

L'informatizzazione sta prendendo così strade inaspettate, apparentemente dall'aria  decisamente avveniristica. Hai bisogno di un medico? Accendi il computer e lo contatti su un social network, come Facebook, Twitter o Second Life.

Questi servizi hanno per adesso una diffusione ancora piuttosto limitata, ma c'è da aspettarsi che diventino sempre più popolari. La struttura al momento più articolata è probabilmente quella di HelloHealth che offre la possibilità di stabilire un contatto fra medico e paziente in più modalità: con  video-chat, messaggistica istantanea, e-mail e perfino attraverso un'applicazione per l'iPhone. L'interfaccia messa a punto dagli ingegneri in collaborazione con uno dei camici bianchi fondatori di questa struttura di e-medicina dà accesso immediato al curante e al paziente a un database facilmente consultabile relativo a diagnosi, vaccinazioni, allergie e prescrizioni. Anche i risultati degli esami clinici, le radiografie o gli ecocardiogrammi possono essere visionati via Internet. Il tutto, assicurano gli organizzatori, con le più avanzate garanzie di sicurezza e privacy disponibili in rete.

Secondo i suoi creatori uno dei vantaggi del servizio è ovviamente quello di non doversi recare allo studio, consentendo un notevole risparmio di tempo sia ai pazienti che abitano nelle città congestionate sia, e forse ancor più, a quelli che si trovano in località remote e disagiate.

«I medici cinquantenni mi vedono come una sorta di punk di Brooklin», ammette uno dei fondatori del servizio, Jay Parkinson. «Ma la nostra professione deve adeguarsi alla comunicazione del mondo di oggi: le infrastrutture dell'assistenza sanitaria devono essere ricostruite dalle fondamenta, devono essere facebookizzate e wikizzate. HelloHealth e iniziative simili permettono molto semplicemente a medici e pazienti di comunicare meglio.»

Se al momento del contatto il curante è occupato, viene stabilito un appuntamento di lì a poco, in media non più di un'ora: «Ascoltato il problema ed eseguita una "visita" in video-chat», spiega Sean Cassara, uno dei medici associati di HelloHealth, «entro cinque minuti comunico per telefono la prescrizione a una farmacia vicina al paziente».

Ovviamente non tutti i casi possono essere risolti in questo modo e allora dalla visita on line si può passare a quella tradizionale, il cui costo varia dai 150 ai 300 dollari, che andrebbero ad aggiungersi ai 30 dell'abbonamento mensile al servizio e ai 50-100 per ogni seduta chat o telefonica.

Senza dubbio molti degli strumenti utilizzati hanno applicazioni utili e potenzialmente interessanti ma - come hanno puntualizzato diversi critici - è necessaria molta cautela, non fosse altro perché nessuno ha ancora la più pallida idea di quali possano essere i criteri a cui debba sottostare una buona pratica medica esercitata con queste tecnologie emergenti.

Gianluca Bruttomesso

Inserito da Gianluca Bruttomesso il Lun, 02/11/2009 - 17:40