Sclerosi: la risonanza magnetica attrae i pazienti, non le diagnosi

Fonte
Whiting P et al. BMJ 2006; 332: 875

La sclerosi multipla è una malattia infiammatoria cronica del sistema nervoso. Per una diagnosi completa occorre che il medico rilevi la presenza di lesioni al sistema nervoso e possa invece escludere altre condizioni infiammatorie che possono determinare sintomi molto simili. A oggi comunque la diagnosi di sclerosi multipla è soprattutto clinica: cioè basata sulla rilevazione di sintomi talvolta vaghi, che possono riferirsi a numerose altre malattie. Quindi è frequente che un malato riceva la diagnosi corretta molto tempo dopo la comparsa dei primi sintomi.

L’impossibilità di formulare una diagnosi precoce rende difficile sperimentare l’efficacia preventiva di una cura su persone senza sintomi.
Inoltre la mancanza di valori fisiologici e altri esami per capire il danno fisiologico che la malattia causa al corpo rende difficile capire se la cura sta agendo anche la causa della malattia o sta solo attenuando i sintomi.

L’unico parametro osservabile è la gravità dei danni che la sclerosi multipla produce sul sistema nervoso. Per questo la risonanza magnetica, un esame che riesce a individuare anche piccole lesioni al cervello senza sottoporre il corpo a radiazioni, ha preso facilmente piede come esame principale per la diagnosi e il monitoraggio della malattia.
Non mancano però esagerazioni e usi impropri.

Un esempio tra i più popolari è l’iniziativa della Fondazione Serono, ente fondato dalla omonima azienda farmaceutica, che ha in listino un nuovo farmaco contro la malattia. Nel 2001 ha lanciato «Insieme muoviamo la ricerca: Risonanza magnetica itinerante». A bordo di un camion è stato installato il macchinario per eseguire l’esame. Parte dell’iniziativa era rivolta ai malati per valutare l’efficacia delle cure sulla riduzione del danno fisico; veniva poi offerta la risonanza addirittura ai familiari sani dei malati per individuare lesioni non ancora manifeste e neppure sospette. Così la Fondazione spiegava l’evento:
«Oggi, infatti, la Risonanza magnetica nucleare è considerata l'indagine di maggior importanza diagnostica per la sclerosi multipla per un duplice motivo: consente di anticipare i tempi di intervento terapeutico e permette di avere un controllo diretto dell’evoluzione della malattia».

http://www.fondazioneserono.org/serono/serono/sclerosi?pag=risonanzaArchivio

Tra il 2001 e il 2004 il camion ha compiuto il suo periplo raccogliendo anche il consenso dell’associazione di pazienti (AISM), convinti da questa sequenza di affermazioni: se la sclerosi è causata da lesioni al sistema nervoso e la risonanza fa emergere tutti i più piccoli danni al cervello, allora la risonanza può diagnosticare la sclerosi.

Oggi la doccia fredda. Un’ampia revisioni ha confermato tutti i dubbi su questa strategia di intervento.

L’obiettivo della ricerca era determinare l’accuratezza della risonanza nell’individuare la malattia in persone con sospetta diagnosi di sclerosi multipla. Dopo la risonanza i pazienti sono stati seguiti per 14 anni, in modo da poter affiancare alla prima valutazione anche la diagnosi clinica basata sui sintomi emersi nel corso del tempo.
Risultato. In alcune persone la risonanza ha rilevato molte lesioni ma la malattia non si è mai manifestata; in altri la risonanza non ha rilevato danni al sistema nervoso eppure si è sviluppata la malattia.

Gli autori della ricerca concludono che cercare una diagnosi precoce di sclerosi multipla su persone senza sintomi attraverso la risonanza magnetica espone a due rischi:

  • da un lato una falsa rassicurazione, seguita poi da un brutto colpo nel momento in cui dovesse sorgere la malattia in chi si era convinto di non essere malato;
  • dall’altro, ancora più insidioso, una sovradiagnosi di sclerosi multipla in chi non ce l’ha. Si rischia cioè di dire a persone che resterebbero sane di essere malate e quindi di avviarle, del tutto inutilmente, una cascata di esami e di terapie.

E per coloro che hanno la diagnosi di sclerosi multipla e che si sarebbero ammalati? Almeno queste persone potrebbero avvantaggiarsi di una diagnosi precoce?
Purtroppo no: tutte le cure per questa malattia sembrano avere un’efficacia limitata e comunque non tale da rendere conveniente un anticipo (vedi la rubrica Tutte le terapie per la sclerosi multipla) e nessuna ha dimostrato un effetto preventivo.

Sergio Cima, Roberto Satolli

Inserito da redazione il Sab, 01/07/2006 - 00:00