Integratori di sventura

Panel Calls For Expanded Regulation Of Vitamins And Minerals. ScienceDaily, 18 maggio 2006. (link)

Integratori vitaminici: quasi sempre non servono, quasi mai sono innocui.

La moda di aggiungere alla propria dieta un assortimento di vitamine in pillola dilaga oltreoceano: uno statunitense su due ne fa uso. L’offerta di questi prodotti è ormai abbondante anche in Italia. Basta dare uno sguardo al bancone della farmacia o agli sponsor dei siti anche lontanamente correlati con argomenti di salute, per essere investiti da messaggi che in parole spicciole comunicano questo: bisogna soccorrere madre natura aggiustando le dosi di questa o quella sostanza per prevenire i più svariati disturbi.

E' probabile che in Italia le ditte produttrici di integratori debbano fare i conti con una maggiore diffidenza verso le pillole che invece negli Stati uniti è ampiamente superata. Così nei supermercati del Bel paese l'integratore si insinua sotto spoglie più familiari: tra i casi recenti e di successo la patata arricchita selenio («Un aiuto alla natura», recita lo slogan).

Questa sorta di medicalizzazione della catena alimentare sta destando i primi timori proprio là dove è consolidata.
Le autorità sanitarie statunitensi hanno incaricato un gruppo di esperti di fare ciò che non era mai stato fatto prima: cercare le prove a favore di questi prodotti e le possibile reazioni avverse.

La conclusione è che bisogna stare molto attenti.

Queste le misure ritenute utili:

  • vitamina D più calcio alle donne previene le fratture (ma aumenta il rischio di calcoli renali)
  • acido folico in gravidanza contro la spina bifida del nascituro
  • antiossidanti e zinco possono prevenire la degenerazione maculare senile.

Il giudizio sugli altri interventi è senza appello. Non ci sono prove di efficacia, anzi in alcuni casi è chiara la dannosità. Gli effetti collaterali degli integratori restano un evento raro e probabilmente il pericolo aumenta quanto maggiore è l'uso che se ne fa. Ma sono scarsi, e spesso nulli, i benefici.

Un caso clamoroso è quello del betacarotene: ritenuto un integratore utile per prevenire il cancro dei polmoni si è invece dimostrato essere tra le sue possibili cause.
Colpisce che ad aver preso piede sia stata una misura medica senza alcuna prova di efficacia. E curiosamente proprio in coloro che si dichiarano in buona salute ed evitano comportamenti a rischio.

Come mai?

Per raggiungere questo settore di mercato i produttori puntano sulla parola "prevenzione", assodato che gli acciacchi correlati con l'età spaventano proprio i giovani in buona salute che già stanno attenti alla dieta bilanciata e fanno sport.

Questo è anche la chiave di lettura delle affermazioni del tipo: «chi fa uso regolare di questo o quello si sente più in forma». Semplicemente gli integratori si prendono il merito di uno stile di vita equilibrato.

I possibili effetti collaterali invece restano nascosti a causa della loro bassa frequenza: tuttavia quando il consumo di questi prodotti diventa un fenomeno di massa anche i possibili danni escono allo scoperto. E si scopre che chi sta bene e vuole stare meglio rischia solo di stare peggio.

Per saperne di più

NIH State-of-the-Science Conference. Multivitamin / Mineral Supplements and Chronic Disease Prevention. May 15–17, 2006. Bethesda, Maryland (link)

Sergio Cima, Roberto Satolli

Inserito da redazione il Mer, 07/06/2006 - 00:00