Mangiare verdure protegge dal cancro al colon. Non mangiarne di più

Fonte
Van Guelpen B et al. Gut 2006; 000: 1

Colpo di scena: una recente ricerca svedese, pubblicata sul Gut, una rivista di gastroenterologia, sostiene che dieta povera di folati può proteggere dal cancro al colon.

I folati sono vitamine utilizzate dall’organismo umano. Un adeguato apporto di folati è indispensabile per le cellule che si riproducono velocemente (cellule del sangue, della pelle, della mucosa gastrica e intestinale) e per i neuroni, cioè le cellule del cervello e del midollo spinale. Le principali fonti alimentari di folati sono i vegetali (verdure a foglia verde, cavoli, rape, carote, arance, legumi, grano, orzo), il lievito di birra, il fegato, il rene.
L’introito di folati è così importante per la prevenzione della spina bifida, una grave malformazione del feto, che molti governi hanno rivolto alle donne in gravidanza campagne di sensibilizzazione per promuovere il consumo di acido folico, in pillole o attraverso alimenti fortificati (soprattutto la farina).

Inoltre una sequela di studi ha dimostrato negli anni scorsi che una dieta ricca di folati poteva avere un ruolo preventivo del cancro al colon. In particolare si è osservato nelle popolazioni che consumano molta frutta e verdura, un minor rischio di cancro, che aumenta quando tali popolazioni mutano le loro abitudini dietetiche. Non è stato possibile identificare quale elemento della dieta possiede funzioni protettive. Le fibre alimentari, per esempio, non hanno tutte le stesse caratteristiche, poiché quelle dei cereali sono insolubili e non degradabili, mentre quelle della verdura e della frutta (le più protettive) hanno componenti solubili, come i folati.
Se un tempo si riteneva che il beneficio delle fibre consistesse nell’accelerare il transito intestinale, si tende ora a pensare che esse siano un semplice indicatore di consumo dei cibi vegetali, il cui ruolo protettivo sarebbe invece più complesso.

Vi sono invece molte osservazioni epidemiologiche che provano il ruolo protettivo di una dieta ricca in folati. Il Nurses’ Health Study, una delle ricerche più ampie, ha trovato che una dieta ricca di folati è associata a una riduzione di rischio di tumore colorettale (per supplementi giornalieri di folati di 400 microgrammi), ma solo dopo 15 anni di assunzione e soprattutto negli individui geneticamente predisposti al cancro colorettale. Si è ipotizzato che i fattori nutrizionali agirebbero soprattutto in gioventù, quando è ancora possibile modificare eventi critici a livello molecolare.

Lo studio svedese mette in crisi queste certezze: come è possibile giungere a conclusione così stridenti con quanto noto finora?
Niente è definitivo e molte conclusioni possono sopravvivere per quanto sembrino escludersi a vicenda.

Le ipotesi messe in campo dagli autori fanno emergere la zona grigia entro cui vanno interpretati i dati di un qualsiasi studio clinico. In questo caso particolare gli autori della ricerca sostengono che i folati potrebbero prevenire la formazione di nuovi tumori ma accelerare la progressione di un cancro già formato; oppure potrebbero favorire la trasformazione dei tumori benigni (gli adenomi) in maligni.

Finora era stata dibattuta l’opportunità di prolungare per tutta la vita il supplemento di folati: uno studio pubblicato sul British Medical Journal ha osservato un piccolo aumento del rischio di avere un tumore al seno (vedi la rubrica L’acido folico è buono come il pane?). Quest’ultima ricerca rinforza le ragione di chi invita alla cautela i governi (soprattutto di Stati uniti e Canda) che hanno deciso di fortificare con acido folico gli alimenti di largo consumo, come la farina, per prevenire la spina bifida nella convinzione che sia un intervento innocuo, se non addirittura vantaggioso, per tutta quanta la popolazione.

In ogni caso la conclusione dello studio pubblicato sul Gut mantiene un profilo basso: è salomonica e conciliante. Si può riassumere così: «non possiamo escludere la possibilità che alti livelli di folati abbiano un effetto protettivo, tuttavia i nostri risultati suggeriscono che bassi livelli di folati possono ridurre il rischio di cancro al colon». Una frase moderata che lascia aperte le porte a ulteriori approfondimenti, e soprattutto non allarma inutilmente le donne che nei mesi appena prima e appena dopo il concepimento assumono integratori di acido folico così come consigliato dalle campagne di prevenzione della spina bifida: il profilo rischi benefici di questo intervento medico è decisamente favorevole e di efficacia ampiamente dimostrata.

Sergio Cima, Roberto Satolli

Inserito da redazione il Gio, 11/05/2006 - 23:00