Il web 2.0 per capire la nuova influenza

Il virus dell'influenza A (H1N1), o "nuova influenza" come ribattezzata dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, si sta diffondendo molto più velocemente sulla rete che nella vita reale. Mai come in questa occasione i cittadini si stanno rivolgendo sempre di più alla rete per ricercare informazioni aggiornate sulla nuova malattia o per discuterne in chat o nei blog (1). Il fenomeno è stato recentemente registrato da Nielsesn Online, una delle più importanti aziende impegnate negli Stati Uniti (e non solo) nel rilevamento del traffico sulla rete, che ha posto al vertice delle parole più ricercate tra i siti web e i blog proprio quelle legate alla nuova influenza. Una conferma di questa tendenza arriva anche dai principali motori di ricerca internazionali. Per esempio, su Yahoo! le parole "swine flue", "swine flu symptoms" e "swine flu pandemic" (associate al concetto di febbre suina, usato per identificare la nuova influenza nelle prime settimane dalla sua comparsa) sono risultate le più ricercate in assoluto nel periodo compreso tra la fine di aprile e l'inizio di maggio. Nello stesso arco di tempo, Google ha registrato un aumento vertiginoso (fino a 40 volte rispetto alla media mensile) nella frequenza con cui gli utenti hanno ricercate queste stesse parole. Anche gli strumenti del web 2.0 sono stati ampiamente usati per fare fronte a questa crescita di richiesta di informazioni (2). Si calcola, per esempio, che nella fase più acuta del fenomeno, quando ancora erano poche le informazioni fornite da fonti ufficiali e istituzionali, il 2% dei messaggi generati su Twitter hanno riguardato proprio l'influenza A (H1N1), con oltre 10.000 post generati ogni ora. Fenomeni simili si sono osservati anche sui social network più noti (a cominciare da Facebook), mentre su Wikipedia, con oltre 1,5 milioni di accessi, la voce "2009 swine flu outbreak" è risultata essere la terza più visitata durante il mese di maggio. Ed è proprio a questi strumenti che le principali organizzazioni sanitarie internazionali, consapevoli delle loro potenzialità nel disseminare velocemente e in modo capillare le informazioni, si sono recentemente rivolte per creare servizi di aggiornamento (3). Si tratta di servizi che sfruttano la formidabile cassa di risonanza offerta dalle nuove tecnologie e attraverso i quali tali organizzazioni non solo forniscono cifre ufficiali e promuovono comportamenti capaci di limitare il diffondersi della malattia, ma, facendo leva sulla loro autorevolezza, cercano di combattere la circolazione di informazioni (soprattutto tra i blog e i social network) di dubbia qualità che ha contraddistinto la primissima fase della epidemia.

Il Centro Americano per il Controllo delle Malattie

I Centers for Disease Control and Prevention (CDC) di Atlanta, l'agenzia che negli Stati Uniti ha il compito istituzionale di controllare e prevenire la diffusione delle malattie, soprattutto quelle infettive, a partire dalla fine di aprile (in concomitanza con la dichiarazione dello stato di emergenza nazionale negli USA) ha aperto sul proprio sito web una sezione denominata "Social Media" (http://www.cdc.gov/socialmedia/h1n1 ). Si tratta di un'area nella quale i CDC, attraverso i più noti strumenti del web 2.0, offrono ai cittadini, agli operatori sanitari e ai giornalisti frequenti aggiornamenti relativi ai nuovi casi di "nuova influenza" registrati negli Stati Uniti e raccomandazioni su come prevenirla.
"L'obiettivo è quello di incoraggiare la condivisione delle informazioni e personalizzare messaggi capaci di raggiungere una sempre crescente numero di nuovi utenti". Così recita lo slogan pubblicato sul sito web.
Tale obiettivo viene perseguito, per esempio, con l'impiego di feed RSS attraverso cui gli aggiornamenti possono essere integrati nell'aggregatore di notizie scelto dall'utente, e di servizi di podcasting mediante i quali file audio contenenti suggerimenti e raccomandazioni possono essere recapitati agli iscritti. A questi si aggiungono il canale aperto su YouTube che fornisce in formato video simili informazioni (come per esempio il modo corretto di indossare una maschera, oppure di lavarsi le mani) e le sessioni di webcasting nelle quali membri dello staff dei CDC rispondono in tempo reale ai cittadini che espongono le proprie domande.
Non mancano gli strumenti di social networking (i CDC hanno aperto un apposito canale su Facebook e su MySpace) capaci di raggiungere i più giovani. A questo proposito i CDC hanno aperto degli appositi canali su Twitter, la piattaforma di microblogging in cui gli utenti possono partecipare con post non superiori ai 140 caratteri, capaci di informare immediatamente la comunità scientifica, i blogger, i giornalisti e i cittadini delle novità dell'ultima ora. Tra questi, il canale CDCemergency è quello rivolto prevalentemente al pubblico e oggi conta circa 235.000 utenti registrati (i cosiddetti "followers"), in forte crescita rispetto ai circa 2.000 presenti all'inizio di aprile.
In questa operazione i CDC hanno deciso di puntare anche su Flickr, il database di immagini più importante e completo presente in Internet. Un apposito canale aperto su questo social network affianca la CDC Public Health Image Library (un database sviluppato dagli stessi CDC) al fine di facilitare l'accesso e la condivisione di immagini (particolarmente interessanti quelle ottenuto da microscopio) legate al virus.
La disseminazione delle informazioni passa anche attraverso i cosiddetti "widget" (applicazioni che illustrano contenuti forniti direttamente dai CDC e che possono essere integrati facilmente nei blog, nei siti web personali o aziendali e sulle home page di ciascun utente di Internet) che sono ormai ospitati su numerosissimi siti web. Alcuni di questi, per esempio, permettono di illustrare dinamicamente le novità provenienti dai CDC oppure di "animare" una mappa capace di fornire i dati di incidenza sui casi e sui decessi in ciascuno dei 50 stati americani.
Va segnalato, infine, che il governo degli Stati Uniti ha creato per l'occasione un portale dedicato alla influenza pandemica che ha chiamato PandemicFlu (http://www.pandemicflu.gov ). Tale sito web sposa anch'esso la filosofia web 2.0 offrendo servizi molto simili a quelli offerti dalla sezione "Social Media" dei CDC.

L'Organizzazione Mondiale della Sanità

Anche l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha iniziato a sfruttare questi strumenti per aggiornare gli utenti sul numero di casi quotidianamente registrati nel mondo (http://www.who.int/csr/disease/swineflu ). Attraverso un apposito feed RSS a cui chiunque può liberamente iscriversi, è possibile ricevere il "report" quotidiano sullo stato della malattia nei paesi colpiti in termini di casi complessivi registrati, nuovi casi registrati nel corso dell'ultimo report e numero di decessi. Accanto al feed RSS è attivo un servizio di podcasting dove gli iscritti possono scaricare file audio sul tema e un canale su Twitter dove i cittadini possono recuperare numerose altre informazioni legate alla nuova influenza pubblicate dal sito web dell'OMS.

Mappe basate su Google Maps

Tra i servizi disponibili non potevano mancare quelli basati su Google Maps. Attraverso questo strumento sono state realizzate alcune applicazioni che consentono di visualizzare su una mappa la localizzazione dei casi di influenza non appena questi sono ufficializzati dalla Organizzazione Mondiale della Sanità. Tra le varie applicazioni esistenti, due meritano di essere citate. La prima, si chiama FluTracker (http://flutracker.rhizalabs.com ) e permette di visualizzare i casi verificati, quelli sospetti e quelli fatali. La seconda, prodotta da HealthMap (http://www.healthmap.org/swineflu ), si differenzia dalla prima perché, oltre ai numeri, fornisce un vero e proprio aggregatore di notizie (alimentato dai feed RSS di varie fonti tra cui quelli dell'OMS e di Google News) che può essere attivato partendo dalle mappe di Google.

Bibliografia

1. Gillum J. People tap Internet for swine flu info. USA Today, 28 Aprile, 2009. URL: http://www.usatoday.com/tech/webguide/internetlife/2009-04-28-internet_N... (accesso verificato il 28 maggio 2009).
2. Santoro E. Web 2.0 e medicina. Come social network, podcast, wiki e blog trasformano la comunicazione, l'assistenza e la formazione in sanità". Il Pensiero Scientifico Editore, Roma 2009.
3. Monegain B. Google maps, twitter, RSS feeds, web sites track spread of flu. Healthcare IT News, 27 Aprile 2009. URL: http://www.healthcareitnews.com/news/google-maps-twitter-rss-feeds-web-s... (accesso verificato il 28 maggio 2009).

Eugenio Santoro
Laboratorio di Informatica Medica
Dipartimento di Epidemiologia
Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, Milano
E-mail: santoro@marionegri.it

Eugenio Santoro
Laboratorio di Informatica Medica
Dipartimento di Epidemiologia
eugenio.santoro@marionegri.it

Inserito da Eugenio Santoro il Mer, 03/06/2009 - 23:59