Smettere di fumare con la bionda bionica

Fonte
Helen Thomson, Electronic cigarettes: A safe substitute? TheScientist 2009, Magazine issue 2695.

All’apparenza è una comunissima “bionda”. Si accende, si fa un tiro, e si produce anche la caratteristica nuvoletta, ma i polmoni sono salvi. Un miracolo? Non esattamente. Le sigarette elettroniche nate dall’idea di Hon Link, un ingegnere cinese, che nel 2004 ne depositò il brevetto, consentono infatti di conservare il piacere di fumare senza incorrere nell’accumulo di tutte le oltre 4.000 sostanze nocive che si liberano con la combustione del tabacco nelle sigarette normali, ma sulla loro reale sicurezza ed efficacia come metodo per perdere il vizio del fumo non ci sono ancora certezze.

Composte di batterie e LAD, le finte “bionde” producono infatti vapore acqueo e possono essere “caricate” con filtri in cui è contenuta nicotina, evitando ai fumatori più incalliti di incappare nelle crisi da astinenza ben note a chi ha provato a smettere di fumare, o con filtri contenenti sostanze profumate. In commercio esistono anche Kit contenenti una serie di filtri già preparati con un contenuto di nicotina a scalare per chi vuole togliersi la dipendenza da questa sostanza attiva sul sistema nervoso.

L'idea in sé è geniale, soprattutto per quei fumatori che non resistono al contatto fisico con la sigaretta e alla gestualità che vi si associa. Prenderla dal pacchetto, tenerla tra le dita, giocherellarci, portarla alla bocca... sono tutti gesti che spesso mancano a chi sta provando a smettere e fanno parte della componente psicologica della dipendenza dal fumo. E, infatti, le sigarette elettroniche si stanno diffondendo in tutto il mondo riscuotendo molto successo. Ma serviranno davvero, e soprattutto saranno sicure? Se ne è occupato qualche tempo fa anche il New Scientist con un articolo che riassume tutto quanto si sa a livello scientifico sull'argomento.

In sintesi, per quanto riguarda l'efficacia, l'Organizzazione Mondiale per la Sanità ha rilasciato una nota ufficiale nel settembre del 2008 nella quale dichiara che la sigaretta elettronica non è considerata uno strumento terapeutico per coloro che vogliano smettere di fumare e non è mai stata approvata dalla Food and Drug administration per questo scopo. Mentre per quanto riguarda la sicurezza, sempre dall'OMS ha specificato in un nuovo rapporto, presentato nel novembre del 2008, che la sigaretta elettronica con filtri alla nicotina espone alla stessa quantità di prodotto contenuta nel cerotto e quindi, se quest'ultimo non è considerato pericoloso non si può considerare tale neppure la sigaretta.

È accertato inoltre che il dispositivo non produce danni da fumo passivo, ma questo non può cambiare le leggi sul divieto di fumare in locali pubblici perché viene applicato il principio di precauzione. L'OMS, propone quindi che la sigaretta elettronica venga venduta solo in farmacia ma senza considerarla, almeno per il momento un'indicazione terapeutica. Questo ovviamente per quanto riguarda le sigarette elettroniche caricate con nicotina, ma che dire di quelle caricate con sostanze aromatiche varie e soprattutto di quelle provenienti dal ricco mercato parallelo che si sta sviluppando a ritmi vertiginosi anche grazie ad internet? Proprio la FDA ha dichiarato recentemente di aver bloccato già qualche decina di carichi provenienti da diversi Paesi di cui 17 dalla sola Cina.

In definitiva c’è poco di cui essere tranquilli perché se già si sa poco di quelle vendute in farmacia figuriamoci di quelle reperibili in rete. “C'è bisogno di test appropriati prima di poter affermare che abbiano un effetto terapeutico aiutando a smettere di fumare, - spiega infatti, Jonathan Samet, direttore dell'Institute for Global Health della University of Southern California – perché per ora si sa molto poco su come si utilizzano, su quanta nicotina rilascino nell'organismo e su quali altri sostanze introducano nei polmoni”. La preoccupazione di Samet deve essere vista anche alla luce del fatto che per molti le sigarette elettroniche si stanno trasformando in sostituti definitivi delle sigarette normali, ma proprio a questo proposito alcuni sostenitori della lotta al tabagismo credono che in ogni caso le sigarette elettroniche sarebbero molto più “salutari” delle sigarette.

Il direttore dell’associazione Smokefree Pennsylvania, William Godschall, ad esempio, crede che il dibattito sulle sigarette elettroniche sia controproducente: “inutile accanirsi verso un prodotto che, anche in assenza di trial clinici, è comunque molto più sicuro delle sigarette classiche. Quelle elettroniche - assicura - sono del 99,9% meno mortali. Preoccupiamoci, invece, del tabagismo che al momento sta uccidendo milioni di persone”.

Intanto gli utenti sembrano insensibili a qualsiasi richiamo verso una maggiore attenzione e proprio in rete si trovano oltre ai messaggi pubblicitari dei produttori anche folte schiere di potenziali acquirenti incuriositi e incoraggiati da chi avendole già acquistate via internet ne è rimasto soddisfatto non fosse altro che per il prezzo, nettamente più basso non solo degli equivalenti elettronici che si trovano in farmacia, ma anche delle stesse sigarette tradizionali. Peccato che siano anche le meno controllate dal punto di vista della sicurezza.

Emanuela Zerbinatti

Inserito da Emanuela Zerbinatti il Gio, 14/05/2009 - 15:00