Energia pericolosa per il cuore?

Una mela al giorno toglie il medico di torno, dice il proverbio. Cambiando alcune parole e facendo riferimento ai cosiddetti “energy drink” o bevande energetiche, questa massima potrebbe recitare: due energy drink al giorno  il cuore fanno andare all’altro mondo.
Secondo una recente ricerca americana pubblicata sulla rivista scientifica Annali of Pharmacotherapy, assumendo una quantità di bevanda energetica – quelle con alto contenuto in caffeina o taurina, ce ne sono varie in commercio anche in Italia – pari a 500 ml al giorno potrebbe mettere a repentaglio la salute di quanti soffrono di pressione alta o di problemi cardiaci. Questi soggetti dovrebbero quindi ben guardarsi dal bere questi prodotti, per non rischiare pericolose conseguenze per la propria salute. Ma ne siamo proprio sicuri? Queste bevande fanno davvero male?

I risultati dello studio

La ricerca ha preso in esame 15  persone sane a cui è stato chiesto di bere  due lattine di bevande energetiche, contenenti caffeina e taurina.  Si è quindi proceduto a misurare i valori pressori e il battito cardiaco dopo 30 minuti dall’assunzione della bibita, e ogni ora successiva per 4 ore.  L’esperimento si è protratto per 5 giorni consecutivi.  Confortando pressione e frequenza cardiaca misurati prima e dopo aver bevuto l’energy drink si è rilevato un aumento del 7% della pressione arteriosa e di un valore compreso tra il 7 e l’11% della frequenza cardiaca.

Manca la rappresentatività

Alcune semplici considerazioni, familiari e comprensibili agli addetti ai lavori, possono facilmente far comprendere come i risultati di questo studio necessitino di ulteriori conferme.  Ecco perché.
Una ricerca, per essere attendibile, cioè perché possa essere abbastanza rappresentativa della realtà, deve essere effettuata su di un elevato numero di persone. In questo modo si può avere un campione rappresentativo di tutti i casi che possono verificarsi nella vita di tutti i giorni. Inoltre, per capire se un effetto è provocato da un determinato agente, dobbiamo avere un termine di paragone, cioè un campione di controllo.
Negli studi scientifici, di solito, per testare gli effetti di una sostanza, essa viene somministrata sia a persone sane sia a persone malate. In questo modo, se non succede nulla né ai sani, né ai malati, si può ragionevolmente pensare che la sostanza non produca effetti; se succede qualcosa solo ai sani, si può ipotizzare che essa sia nociva; se gli effetti si verificano solo sui malati allora significa che essi sono più sensibili alla sostanza a causa della malattia; se infine si notano effetti su entrambi questi gruppi allora si ipotizza che la sostanza produca determinati effetti di per sé.
Nel caso degli energy drink, non sono state soddisfatte varie condizionio tipiche di una ricerca scientifica atta a definire gli effetti di una sostanza.
In primo luogo i soggetti su cui sono stati misurati gli effetti sono solo 15. Si rileva inoltre che non è stata attuata nessuna azione per  “pulire”  gli esiti della ricerca da possibili  risultati falsati dal cosiddetto “effetto placebo”, ovvero dal fatto che le persone possono farsi suggestionare dal fatto di “trovarsi sotto esame.

Gabriele Rebuscelli

Inserito da Gabriele Rebuscelli il Mar, 23/06/2009 - 16:09