All’estero si possono votare i medici, su Internet. E se si facesse in Italia?

All’estero si possono votare i medici, su Internet. Negli Stati Uniti esistono alcuni siti web, non istituzionali, realizzati appositamente per scrivere la propria opinione e confrontarla con quella di altri assistiti.

Su http://www.vitals.com, per esempio, si può rispondere a un questionario on line sulla facilità nel prendere appuntamento col proprio curante, sui tempi di attesa prima della visita, sull’accuratezza nella diagnosi, sulle cure, sul tempo dedicato in studio.

Su http://www.healthgrades.com si possono persino comprare informazioni dettagliate su un determinato dottore ed è possibile paragonare anche le prestazioni dei vari ospedali presenti sul territorio statunitense.

In Gran Bretagna già dal 2007, tramite due sondaggi, è possibile riportare giudizi sul proprio medico di famiglia addirittura sul sito del Servizio sanitario nazionale (Nhs). I risultati delle due passate edizioni sono significativi: il primo anno l’86% degli utenti che hanno risposto (oltre 2 milioni al primo test e più di 250mila al secondo) ha dichiarato di poter reperire facilmente il proprio dottore al telefono e la stessa percentuale di pazienti ha affermato che è stato possibile fissare un appuntamento entro 48 ore. Nel 2008 il dato è salito all’87%. Nel 2007 l’84% del campione aveva sostenuto di essere soddisfatto degli orari di apertura dello studio, mentre nel 2008 è sceso all’82%, perché è cresciuta la richiesta di aperture in tarda serata (31% contro il 26% dell’anno precedente). Il 94% degli assistiti nel 2007 e il 93% nel 2008 ha potuto discutere con il proprio medico la scelta dell’ospedale dove indirizzarsi.

In Italia sarebbe possibile chiedere giudizi ai pazienti e poi renderli pubblici, magari sul sito del ministero del Welfare? Sì, ma con alcune riserve, hanno risposto alcuni tra i principali esponenti della medicina generale.

«In tutti i Paesi civili», afferma Sergio Bernabè, membro del direttivo Csermeg, il Centro studi e ricerche in medicina generale, «la qualità dei servizi può essere valutata da chi ne usufruisce. La MG non ha paura di questo, a patto che si tratti di giudizi di qualità percepita. Il grado di soddisfazione del paziente, infatti, non è l’unico strumento con cui considerare un sistema sanitario nazionale o la qualità di una prestazione». Secondo Giacomo Milillo, segretario nazionale Fimmg, la Federazione italiana dei medici di medicina generale: «Un blog di denuncia costituirebbe una gogna per la nostra categoria e non sarebbe nemmeno un idoneo strumento di valutazione. Un test strutturato, invece, effettuato su un campione di cittadini che rilasciano pareri sia positivi sia negativi, potrebbe diventare un’utile modalità di giudizio della pratica medica».

Gianluca Bruttomesso

Inserito da Gianluca Bruttomesso il Lun, 27/07/2009 - 10:31