Assistenza psichiatrica: siamo a una svolta?

Assistenza ai malati di mente: siamo a una svolta? Ridare alla psichiatria italiana il suo ruolo di scienza medica positiva e non solamente di semplice tutela sociale del disagio psichico, attraverso la creazione di strutture di accertamento e l’osservazione psichiatrica prolungata all’interno dei Pronto soccorso, l’introduzione della nuova figura giuridica della prescrizione psichiatrica obbligatoria con la quale si notificano al paziente le terapie cui si deve sottoporre, la possibilità di effettuare i trattamenti psichiatrici all’interno di strutture private accreditate, un finanziamento differenziato per le diverse strutture dipartimentali per fare sì che categorie diverse di pazienti psichiatrici non vengano messe in competizione per l’accesso alle risorse, l’istituzione di un Comitato tecnico permanente sulla salute mentale per dare vita ad un sistema efficace di controllo della spesa sanitaria, sull’efficienza e sulla qualità delle prestazioni erogate e infine la possibilità di curare efficacemente gli oltre cinque milioni di malati di depressione e di attacchi di panico in centri dedicati. Sono queste le principali novità contenute nel Disegno di legge: “Disposizioni in materia di tutela della salute mentale" che si propone di aggiornare e razionalizzare i principali punti critici della Legge 180, poi 833, del 1978.

Lo scopo del provvedimento è innanzitutto quello di incrementare l’accesso ai servizi psichiatrici pubblici evitando che la malattia psichica ricada esclusivamente sulle spalle delle famiglie dal momento che attualmente, in base ai dati forniti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, in Italia vi sono almeno 500.000 pazienti cronici da curare nei servizi psichiatrici e circa 2 milioni di persone con disturbi dell’umore gravi. Di questi solamente un malato grave su quattro e una persona con disturbi dell’umore su dieci vengono effettivamente presi in carico dai servizi pubblici.

Gli estensori del disegno di legge ritengono che i cittadini non si rivolgono ai servizi pubblici dal momento che l’adesione al servizio psichiatrico deve essere volontaria e i malati che non cercano attivamente una cura non vengono trattati. In secondo luogo i malati non avrebbero una chiara consapevolezza del loro stato e quindi non verrebbero curati semplicemente per mancanza di diagnosi.

In questo senso la prescrizione psichiatrica obbligatoria avrebbe lo scopo di incrementare l’accesso dei pazienti alle strutture di cura. Con la Prescrizione psichiatrica obbligatoria (Ppo) al paziente viene prescritto il trattamento a cui deve sottoporsi per migliorare la sua condizione di vita. Se ciò non avviene scatta il Trattamento psichiatrico obbligatorio (Tso) che gli impone il ricovero in ospedale, secondo la procedura attuale che rimane invariata.

Positive le reazioni tanto dal mondo clinico quanto da quello delle associazioni dei familiari di malati, sia pure con qualche distinguo. Secondo Ernesto Muggia, dell’Unasam, l’Unione nazionale delle associazioni per la salute mentale, il Ddl, rispetto alle altre proposte di legge presentate in Parlamento, ha il pregio di non stravolgere la 180 e di voler combattere una patologia molto diffusa e invalidante come la depressione, anche se – precisa Muggia – si dimentica la necessità di curarla anche con la psicoterapia.

Anche Beppe Dell’Acqua, direttore del Dipartimento di Salute mentale di Trieste, commenta positivamenbte il disegno di legge: anzitutto perché “non altera significativamente l’impianto delle garanzie della 180”, dando alle Regioni il compito di verificare come i servizi si sviluppano nel territorio nazionale.

Gianluca Bruttomesso

Inserito da Gianluca Bruttomesso il Lun, 13/07/2009 - 15:34