Agopuntura: una questione da mal di testa

ago batte pillola contro il mal di testa, ma non importa se inserito fuori dai “punti energetici”: qualcuno grida al pacebo

Secondo due revisioni della Cochrane Collaboration l’agopuntura risulterebbe più efficace rispetto ai comuni trattamenti farmacologici, nella cura del mal di testa. Ma non ci sarebbe differenza tra la tecnica tradizionale, che prevede l’inserimento degli aghi in punti ben precisi del corpo, e quella in cui gli aghi sono inseriti a caso senza tenere conto di questi punti (agopuntura «shame» o simulata).

Quest’ultimo risultato ha portato alcuna stampa a dare un’interpretazione incentrata sull’effetto placebo e meno interessata ai risultati del confronto con i trattamenti farmacologici.

Cosa è l’agopuntura?

Si tratta di una tecnica terapeutica che risale all’antica medicina Cinese. Tale tecnica si fondava, originariamente, nella teoria dei flussi di energia (chiamati «Chi») che attraversano il corpo umano seguendo dei canali ben precisi. Inserendo degli aghi in punti prestabiliti lungo questi canali, è possibile incanalare l’energia per ristabilire quell’equilibrio la cui perdita è causa di un disturbo.

Numerose prove cliniche hanno portato alla ribalta questa tecnica rendendola oggetto di studi e verifiche e facendola spesso entrare nella pratica di alcuni medici. La teoria dei canali energetici ha fatto spazio a spiegazioni scientifiche che sono tuttora oggetto di dibattito.

Le revisioni e i risultati

L’agopuntura viene spesso utilizzata nel trattamento delle cefalee tensive (mal di testa di bassa e media intensità che interessa entrambi i lati del capo) e dell’emicrania (caratterizzato da forti dolori localizzati in un solo lato della testa), ma la sua efficacia è controversa.

Alcuni studiosi, esperti e coinvolti, anche a livello professionale, nella pratica dell’agopuntura, hanno pubblicato due revisioni di una serie di studi sull’argomento, allo scopo di determinare se l’agopuntura:

  • sia più efficace del solo trattamento farmacologico (antidolorifici ma anche trattamenti preventivi);
  • sia più efficace dell’agopuntura “shame” (quella normalmente usata negli studi come controllo);
  • sia efficace quanto altri interventi come fisioterapia e massaggi.

Tali revisioni hanno preso in esame 33 trial, più di 6.700 pazienti seguiti per un periodo variabile dalle 8 settimane fino ai 3 mesi dal trattamento.

I risultati ottenuti mostrano che l’aggiunta dell’agopuntura alle cure di base degli stati acuti, riduce la frequenza del mal di testa nel breve periodo (fino a 3 mesi).

I pazienti trattati con agopuntura che hanno registrato una riduzione del 50% dell’occorrenza del mal di testa, sono infatti molti di più rispetto a quelli che hanno ricevuto soltanto il trattamento con analgesici e che hanno segnalato lo stesso miglioramento.

Anche nel confronto con trattamenti farmacologici preventivi, l’agopuntura ha mostrato di avere un effetto di prevenzione paragonabile e, a volte, superiore a farmaci di efficacia provata.

Per quanto riguarda altri tipi di trattamenti quali le tecniche di rilassamento, la fisioterapia e i massaggi, le revisioni hanno evidenziato che gli studi presi in considerazione, mostrano delle importanti carenze metodologiche. Non possono dunque essere presi come validi indicatori. Nonostante ciò sembrano suggerire una superiorità di queste pratiche rispetto all’agopuntura.

La sorpresa arriva quando si confronta l’agopuntura tradizionale con quelle tecniche in cui gli aghi vengono posti in punti a caso della cute anziché secondo le mappe su cui si basa la metodologia convenzionale. Tali tecniche sono quelle normalmente usate negli studi come «controllo», al pari dei farmaci placebo utilizzati per verificare l’efficacia di un farmaco vero.
La revisione di questi studi ha mostrato che la differenza tra i due tipi di agopuntura è minima e che i pazienti, trattati con l'una e con l'altra tecnica, hanno segnalato miglioramenti paragonabili.

In particolare, i pazienti affetti da emicrania, hanno riportato gli stessi benefici se trattati con l’uno o con l’altro metodo, mentre per quelli che soffrono di cefalee tensive si è registrata una discrepanza, minima ma statisticamente significativa, a favore dell’agopuntura tradizionale.

La voce degli autori

«Le conclusioni delle nostre revisioni», commentano gli autori al termine del lavoro, «sembrano essere contraddittorie: da un lato le evidenze prove disponibili suggeriscono che l’agopuntura costituisca una valida ed efficace aggiunta alle cure di routine e che sia almeno efficace quanto i trattamenti preventivi a base di farmaci che si sono dimostrati superiori ai placebo; dall’altro lato la vera agopuntura non sembra essere molto migliore di quella simulata». Klaus Linde, del Centro per la Ricerca sulla Medicina Complementare alla Technische Universitaet Muenchen di Monaco, autore principale della ricerca, suggerisce che la spiegazione di questi risultati potrebbe risiedere sì in «un forte effetto placebo» dell’agopuntura tradizionale, ma anche nella presenza di «effetti fisiologici reali di una stimolazione non specifica»; questo implicherebbe che «la selezione di punti determinati del corpo, potrebbe non essere così importante come molti agopunturisti hanno ritenuto fino ad ora».

In conclusione l’agopuntura sembra essere una valida alternativa, in particolare per quei pazienti che soffrono di emicrania ma hanno avuto reazioni avverse in seguito alla somministrazione di farmaci specifici. «Tuttavia», aggiunge Linde , «siccome l’emicrania è una condizione cronica, i medici devono sapere se quanto a lungo durano i benefici associati al trattamento con agopuntura e se gli agopunturisti più esperti ottengono risultati migliori rispetto a quelli che hanno ricevuto solo un addestramento di base», per questo motivo è opportuno proseguire con le ricerche.

La voce della stampa

Nei giorni scorsi l’argomento è stato trattato in modi differenti dalla stampa.
Alcuni giornali hanno sposato l’interpretazione del solo effetto placebo lasciando meno spazio al commento dei risultati del confronto con i medicinali tradizionali.

«L'agopuntura funziona, a patto che ai pazienti non si riveli che in realtà non funziona.» 

Così attacca un articolo pubblicato su Repubblica il 22 genaio 2009 (leggi l'articolo on line).

Con questo approccio la contraddittorietà dei risultati ottenuti risulta meno evidente e alcune affermazioni dei ricercaturi poco comprensibili, mentre appare più importante il risvolto psicologico: «funziona solo se ci credi», che non trova tuttavia riscontro nello studio scientifico.
La tesi scaturisce da un ragionamento molto semplice: se gli effetti rilevati sono gli stessi che si osservano nel gruppo di controllo trattato con agopuntura simulata, allora l’agopuntura vera ha solo un effetto placebo.

In realtà, dice Linde, la revisione ha mostrato che «se i ricercatori decidono di attuare altri trial controllati da agopuntura "shame", devono considerare seriamente l’inclusione di un terzo gruppo di pazienti che ricevano un trattamento differente». Intendendo con ciò che lo studio ha sollevato il dubbio che possano esserci reali effetti fisiologici anche per l’agopuntura simulata e che quindi un trial dovrebbe essere controllato anche da altri tipi di trattamento.
L’argomento è molto complesso e dibattuto dalla comunità medico/scientifica internazionale; mettere in luce solo una parte di questo tema rischia di far perdere il quadro generale e di trasmettere un messaggio parziale che, a volte può non essere supportato dalle fonti scientifiche.

Essere e benessere (22 gennaio 2009) intervista Lorenzo Moja circa i risultati della revisione Cochrane sull'efficacia dell'agopuntura.

Simona Stringa

Ultimo aggiornamento 2/2/2009

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Comunicato FISA su Agopuntura e cefalea cochrane reviews93.98 KB
Inserito da redazione il Lun, 02/02/2009 - 11:50