Un robot per la cistifellea

Fonte
Gurusamy KS et al. Cochrane Database of Systematic Reviews 2009, Issue 1.

L’uso di assistenti robot per rimuovere la cistifellea con la tecnica chirurgica “key-hole” (colecistectomia laparoscopica) è sicuro come lavorare con un operatore umano, ha concluso una revisione Cochrane. Il confronto tra un assistente robot e uno umano non ha portato a scoprire differenze in termini di morbidità, di necessità di passare alla chirurgia a cielo aperto, della durata totale degli interventi e della degenza dei pazienti in ospedale.

Tra il 10% e il 15% degli adulti sviluppa i calcoli biliari, con un continuo aumento della domanda ai servizi sanitari in diversi paesi. Nei soli Stati Uniti, più di 500 mila persone rimuovono la cistifellea ogni anno. La soluzione preferita è quella laparoscopica “key-hole”, ovvero una tecnica chirurgica che vede protagonisti un chirurgo e un assistente. Il chirurgo guarda all’interno del paziente grazie a una telecamera introdotta attraverso un taglio addominale di un centimetro e, guardando nello schermo dove vengono proiettate le immagini catturate dalla telecamera, manovra alcuni strumenti introdotti attraverso altri piccoli tagli addominali fino alla cistifellea. Il compito dell’assistente è quello di guidare la videocamera, che funziona come gli occhi del chirurgo.

Alcuni robot possono svolgere questo compito: questa revisione indaga i trial che coinvolgono i robottini “Endoassist”, “Aesop”, “Passist” e “Zeus”.

Per valutare quanto fossero bravi i robot, un team di ricercatori ha considerato i dati di cinque studi randomizzati che hanno incluso in totale 453 pazienti con problemi alla cistifellea. Il risultato ha dimostrato una marginale diminuzione nel numero di cistifellee perforate durante la chirurgia assistita da robot, differenza non statisticamente significativa e di limitata importanza.

“Sono ancora necessari molti studi per valutare se l’uso di assistenti robot sia di aiuto a chirurghi esperti”, ha affermato il capo della ricerca Kurinchi Gurusamy, che lavora presso il dipartimento di chirurgia del Royal Free Hospital di Londra. Uno dei vantaggi nell’uso dei robot è quello di consentire a un chirurgo di eseguire operazioni di emergenza senza aspettare di avere a disposizione un secondo operatore umano. Questo potrebbe essere di grande aiuto nei paesi dove ci sono limiti nel numero di ore di servizio. “Le possibilità di usare gli operatori robot sono promettenti, ma non siamo ancora pronti per poterli utilizzare come sostituti assistenti degli esseri umani”, ha concluso Gurusamy.

Redazione

Inserito da redazione il Ven, 13/02/2009 - 18:49