La Carta regionale dei servizi della regione: prova su strada

A partire dal 21 ottobre scorso, è in vendita, in tutte le edicole al costo di 7,50 Euro, il lettore per leggere e usare la Carta Regionale dei Servizi (CRS), una carta elettronica distribuita ormai da diversi anni dalla regione Lombardia ai residenti in questa regione. Si tratta di una "smart card" usata fino a poco tempo fa esclusivamente come tesserino sanitario regionale e come codice fiscale (un accordo con la Agenzie delle Entrate consente di usarlo anche per questo scopo) e oggi rilanciata per offrire online alcuni servizi della pubblica amministrazione. Tra questi, per esempio, quelli offerti dagli uffici dell'anagrafe dei comuni lombardi che necessitano di un'autenticazione (come la richieste di certificati anagrafici) e quelli accessibili dal portale delle Agenzie delle Entrate (come per esempio il versamento delle imposte). Le applicazioni più interessanti e innovative tra quelle che ruotano attorno alla CRS sono tuttavia quelle che riguardano i servizi socio-sanitari offerti online dalla regione Lombardia: la possibilità di scegliere/cambiare il proprio medico, prenotare visite ed esami online, ma, soprattutto, consultare il fascicolo sanitario personale, una sorta di diario che racconta la storia clinica del cittadino e che si auto-alimenta con tutti i dati personali (visite, esami, prescrizioni, referti, ecc.) provenienti dalle strutture alle quali egli si rivolge. La disponibilità di tali servizi è resa possibile grazie alla adesione al Sistema Informativo Socio-Sanitario (SISS) da parte delle  strutture che in Lombardia erogano servizi sanitari accreditati, il quale  fornisce una piattaforma informatica in grado di connettere in rete i medici di medicina generale, i pediatri di libera scelta, i farmacisti, i medici ospedalieri, gli operatori amministrativi e tutte le strutture socio-sanitarie regionali al fine di raccogliere, archiviare e rendere disponibili agli operatori autorizzati tutte le informazioni cliniche relative ai singoli assistiti.

L'idea alla base del progetto è duplice: da una parte dare la possibilità ai cittadini di vedere i propri dati sanitari creando così le premesse per un loro maggiore "empowerment"; dall'altra permettere agli operatori sanitari che prestano le cure a  un cittadino di consultare l'insieme delle informazioni che lo riguardano, indipendentemente da dove esse siano state raccolte, affinchè le loro decisioni possano basarsi su dati più completi. Un sistema che ricorda le funzionalità dei Personal Health Record (come per esempio Google Health, presentato in un precedente articolo di questa rubrica), cioè le cartelle cliniche online gestite direttamente dai cittadini, da cui però differisce per il fatto di ospitare esclusivamente dati "ufficiali" presenti negli archivi istituzionali. 

Queste sono state le premesse e le promesse della regione Lombardia quando, circa una decina di anni fa, il progetto ha avuto inizio. Ma il sistema funziona veramente? Qual è il suo grado di sovrapposizione rispetto ad analoghe iniziative nazionali lanciate di recente dai Ministri Brunetta e Sacconi? Come si rapporta rispetto ad analoghe iniziative condotte a livello internazionale?

L'abbiamo provato e questo articolo (insieme a quello che seguirà in una prossima puntata) illustra quanto abbiamo potuto sperimentare.

Il PIN e il consenso al trattamento dei propri dati

Per usare la smart card è necessario usare un PIN (Personal Identification Number), cioè un codice personale segreto assegnato univocamente alla propria carta, necessario per la sua gestione sicura.

L'utilizzo della CRS insieme al PIN permette infatti al sistema il riconoscimento dell'utente e la sua autenticazione, che sono necessarie per accedere con la propria identità ai servizi offerti. Con il PIN possono essere attivati gran parte dei servizi online offerti dalla Pubblica Amministrazione. Inoltre, lo stesso PIN può essere usato, in combinazione con la CRS, come firma elettronica per "firmare" elettronicamente molti documenti ufficiali. Tra i servizi socio-sanitari, l'unico utilizzabile con il solo PIN è il servizio di scelta e revoca del medico. Per tutti gli altri servizi socio-sanitari (in particolare la consultazione del fascicolo sanitario e la prenotazione di visite ed esami) è necessario aver fornito il consenso al trattamento dei propri dati. Tale consenso è richiesto al cittadino anche al solo fine di mettere gli operatori sanitari delle strutture alle quali egli si rivolge nelle condizioni di poter accedere alla propria storia clinica.

La richiesta del PIN può essere presentata presso gli sportelli di Scelta e Revoca della propria ASL oppure presso un qualunque ufficio postale. E' sufficiente compilare un semplice modulo (che può essere ritirato negli stessi uffici) e presentare la propria carta di identità e la propria CRS. Attraverso lo stesso modulo è possibile anche dare l'autorizzazione al trattamento dei  propri dati, senza la quale non è possibile accedere al fascicolo sanitario né autorizzare la sua consultazione da parte degli operatori sanitari. Nel caso di minori, la richiesta può essere presentata da uno dei genitori purchè munito del proprio documento di identità, della propria CRS e di quella del figlio/figlia. Al termine della richiesta, il  PIN è immediatamente consegnato al richiedente.

L'installazione del software e del lettore di smart card

Per usare la carta è necessario usare il lettore di smart card acquistato in edicola. La confezione  comprende un lettore di smart card, un manuale di istruzioni per la sua installazione e un CD ROM. Su quest'ultimo è disponibile il software da installare sul computer personale per controllare e gestire il lettore, per cambiare il PIN e per stabilire il collegamento sicuro con il server che ospita i servizi messi a disposizione del cittadino.
Il CD ROM è auto-installante. E' cioè sufficiente inserirlo nel lettore DVD/CD  del nostro computer e attendere che i programmi vengano caricati ed eseguiti. L'installazione del software non è così semplice come indicato nel manuale distribuito insieme al lettore. Per esempio, la fase di verifica dell'installazione (quella che cioè che permette di verificare che il lettore e i sistemi di "codifica" siano stati correttamente installati) non è intuitiva; inoltre molti navigatori (per esempio Internet Explorer) per questioni di sicurezza sono generalmente configurati per bloccare l'installazione automatica dei controlli "AcitveX" (di cui il software da installare è dotato); eliminare il blocco non è una operazione immediata per la maggior parte degli utenti. Il tutto è reso un po' complicato dalla superficialità che a tratti contraddistingue il manuale allegato (qui è illustrata esclusivamente una sintesi dei passi da eseguire per completare l'installazione del software),  che, proprio nelle fase più critiche della procedura, non  fornisce un adeguato supporto.

Per quanto riguarda i sistemi operativi supportati, il manuale segnala la compatibilità con tutti i maggiori sistemi operativi (tra cui Windows XP, Vista, MacOSX e Linux) e con i principali browser.

Una ultima raccomandazione prima di procedere: il lettore va collegato alla porta USB del computer solo al termine della procedura di installazione del software per scongiurare possibili interruzioni della stessa.

Una volta terminata questa procedura, il sistema è pronto per leggere la CRS e il PIN per usare (in un ambiente sicuro e controllato) i servizi socio-sanitari offerti. La loro presentazione sarà argomento della seconda parte di questo articolo.

Eugenio Santoro
Laboratorio di Informatica Medica
Dipartimento di Epidemiologia
Istituto di Ricerche Farmacologiche “Mario Negri”, Milano
E-mail: santoro@marionegri.it

Eugenio Santoro
Laboratorio di Informatica Medica
Dipartimento di Epidemiologia
eugenio.santoro@marionegri.it

Inserito da Eugenio Santoro il Ven, 30/01/2009 - 16:07